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Che cosa è il Social Media Marketing? A quali esigenze va a rispondere? Quali strumenti utilizza?

Allego quì una presentazione molto sintetica, che spiega come in questi anni è cambiato il nostro modo di vivere il web.. le nostre relazioni.. ed il nostro modo di rapportarci con il mercato.

Un cambiamento che ha portato uno scardinamento dei modelli classici del Web Marketing, basati su una comunicazione unidirezionale, ormai in crisi perchè non assicurano più un ritorno economico che regge i suoi modelli di spesa.. in crisi perchè non danno al consumatore il ruolo che gli spetta: quello di protagonista attivo.

Cita il “Cluetrain Manifesto”:

mercati online …

“I mercati online cominciano a organizzarsi da soli molto più rapidamente delle aziende che tradizionalmente li rifornivano.
Grazie alla rete, i mercati diventano più informati, più intelligenti e più esigenti rispetto alle qualità che invece mancano nella maggior parte delle aziende.”
Social Media Marketing & Social Media Optimization

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Gioia Feliziani

10 Comments

  1. condivido pienamente le riflessioni sulle potenzialità che il web 2.0 offre alle persone e, in particolare alle imprese. Sono ancora dubbiosa sul fatto che tali imprese siano effettivamente consapevoli del grande strumento a loro disposizione. Parlo del significato che il Web assume oggi, con tutta la generazione dei milioni di social network al seguito. Internet è un SOCIAL media. Alle imprese spesso sfugge questo "piccolo" particolare.
    Gli utenti, e quindi tutti i loro potenziali e attuali consumatori, sono ATTIVI. Internet è il primo mezzo di comunicazione che effettivamente comunica. Comunicare significa "scambiare" informazioni con qualcuno e solo in Rete il destinatario dei messaggi può effettivamente dare un feedback attivo e partecipare in qualche modo allo sviluppo della vita aziendale (basti pensare alle modalità di sviluppo della web reputation). Quello che manca è, secondo me, un insieme di principi-guida che l'impresa senta come propri in relazione all'uso del mezzo Internet in tale ottica. Principi che devono essere integrati all'interno della cultura aziendale, il CUORE dell'impresa in quanto guida tutti i suoi atteggiamenti e comportamenti. […]segue

  2. [..]egue da precedente post
    E' utile far notare alle imprese quali sono le pressoché infinite applicazioni che possono essere lanciate in Rete dalle aziende, ma bisognerebbe riuscire, PRIMA di ogni altra cosa, a far percepire la COMUNICAZIONE (così come appena definita) come un VALORE da implementare nella propria cultura.
    Le imprese guardano ancora ad Internet come strumento di tipo push (quindi mezzo per colpire gli utenti con le pubblicità), senza comprendere che la sua vera natura è pull, dove è l'utente che decide se avvicinarsi al messaggio o meno.
    Jessica
    http://coccinelladj.wordpress.com

  3. Ciao Jessica, innanzi tutto grazie per la partecipazione, sono molte felice ogni volta che ricevo dei commenti che arricchiscono e stimolano un dibatto.
    In linea generale condivido quello che scrivi, ma mi vorrei soffermare su due punti fondamentali. Innanzitutto allo stato attuale non penso che sia vero che alle imprese sfugga l'impatto e l'importanza di internet come Media Sociale. Questo poteva essere affermato anche solo qualche anno o mese fa.. invece devo ammettere che ho finalmente notato negli ultimi mesi un forte dibattito in tal senso.. e molti tentavi di aziende verso una comunicazione social. Quello che vedo però sono spesso dei "mezzi" tentavi.. o modalità / soluzioni ibride, segno che ancora il giusto cambiamento di mentalità non è stato completato, o che c'è molto disorientamento. Le aziende hanno bisogno di essere guidate in questo cambiamento, ma non sempre trovano nel mercato i giusti riferimenti. Vedi a tal proposito il post "Quale spazio per le SMA?.. ma soprattutto.. sono davvero Social Media Agency?"(http://www.gioiacommunica.com/it/2009/03/quale-sp… Inoltre tu scrivi che le aziende hanno bisogno di principi guida: io non ne sono così sicura. Secondo me il sopra citato “Cluetrain Manifesto” è più che abbastanza. La comunicazione sul web sociale non può essere standardizzata con delle linee guida. Cosi come ognuno nella vita di tutti i giorni adotta il suo stile di comunicazione.. così ogni azienda è un mondo a se, un microcosmo.. come imporgli uno stile di guioda standardizzato? Non facciamo lo stesso errore della comunicazione tradizionale.

  4. forse ho usato dei termini troppo approssimativi. Parlando di principi-guida non intendo che bisogna insegnare "come" un'impresa debba comunicare bensì quale sia il giusto atteggiamento per affrontare la comunicazione in Rete. In altre parole, è inutile, ad esempio, dire all'impresa che con il cliente bisogna dialogare se questa in realtà non ha ben chiaro cosa s'intende per dialogo! Sono convinta che il primo passo corrisponde all'interiorizzazione da parte dell'impresa di una serie di valori (uno dei quali considerare il cliente non più come bersaglio ma come soggetto con cui instaurare una relazione basata sulla fiducia). Non si può scalare una montagna se la base è fatta di gelatina!!Il mio scetticismo riguarda soprattutto le piccole-medie imprese, che, secondo me e secondo la mia esperienza, ancora guardano Internet solo come mezzo pubblicitario senza sfruttare le diverse potenzialità.
    Sono ancora ignorante sull'argomento ma lo ritengo interessante da approfondire soprattutto come applicazione del mio campo di studi (Relazioni Pubbliche).

  5. Ciao Coccinelladj (bel nik 🙂 non penso affatto che sei ignorante, anzi – ho dato anche un'occhiata al tuo blog – hai le intuizioni giuste! Hai ragione per quanto riguarda le PMI. A tal proposito la Venice International University – Centro di ricerca TeDIS ha fatto uno studio molto interessante, si dovrebbe chiamare "Web e Social Media: le "terre di mezzo" della comunicazione d'impresa". Tale studio oltre ad aver verificato una sostanziale arretratezza delle PMI nei media sociali, ha anche preso in esame tre casi studio di "eccellenze" in questo campo molto interessanti. Il fatto è che il web 2.0, a mio avviso, offre moltissimo proprio alle PMI ed al Made in Italy x diverse ragioni: il social media mkt è molto utile se si vogliono andare ad "agganciare" target di nikkia.. e poi xchè la struttura di una piccola azienda è più snella rispetto alle grandi multinazionali, quindi , oltre alla maggiore "immediatezza" dei processi decisionali, permettono un coinvolgimento diretto dei fondatori / titolari nella conversazione – che diventa in questo modo più personale, coinvolgente.. "intima". Che cosa ne pensi?

  6. innanzitutto: grazie per avermi suggerito la lettura: interessante, sopratt perché totalm inerente all'argomento che ho scelto per la tesi di laurea. il mio scetticismo sul rapporto PMI e Web 2.0 si è acuito proprio in occasione della mia proposta di tesi. Il progetto prevedeva una parte teorica legata allo sviluppo della reputazione aziendale con particolare riferimento alla Rete, approfondendo l'ambito delle imprese turistiche (es. hotel). La parte sperimentale consisteva nel creare ex-novo un corporate blog dell'hotel nel quale lavoro, che avrei curato non secondo logiche di marketig puro, quanto piuttosto di marketing relazionale e CRM. L'obiettivo era sviluppare e gestire la comunicazione con i clienti attuali e potenziali, creando una vera e propria rete di RELAZIONI SIMMETRICHE. Gli argomenti del blog non sarebbero stati promozionali, ma l'idea era di parlare di molteplici argomenti che potessero interessare il turista. Per stringere:il progetto (che, a costo di sembrare immodesta, ritenevo fosse buono) non è stato approvato dai proprietari della struttura per paura di esporsi a giudizi negativi dei clienti. […] segue….

  7. Da un lato non li biasimo: la reputazione se si sta anni per consolidarla, basta poco (ed internet accelera i tempi) a distruggerla. Ovviamente, come succede per le cose in cui si crede molto, sono rimasta delusa.E soprattutto preoccupata. Perché la cultura (=l'insieme dei valori e dei modi di pensare e agire) delle piccole imprese della mia realtà si scontrano con la mia mentalità e il mio modo di interpretare il contesto sociale ed economico. D'altro canto, ritengo che questa linea di pensiero rappresenti il futuro e mi piacerebbe veramente tanto poter contribuire a questo cambiamento cercando di introdurre un nuovo modo di lavorare. Le RP in azienda sono ancora troppo snobbate, spero che a breve acquistino il valore che meritano. Anche tra le PMI (=la maggior parte delle imprese italiane)! Ci riuscirò??!!

  8. Per quanto riguarda la distinzione che fai mezzo pull / mezzo push, io non sarei così perentoria: molto dipende dalla finalità e contesto di comunicazione. Innanzitutto: stai parlando di comunicazione nei media sociali o internet in generale? Se parliamo di Internet in generale, ci sono delle modalità push come la K-Word Adv e la Behavioral che rimangono efficaci.

  9. La strizza da commenti… hai toccato un tasto dolente. Il fatto è questo: su web, come nella vita di tutti i giorni, non si può fare a meno di comunicare.. ed anche il silenzio comunica. E poi, chi assicura all'albergatore in questione che non parlano di lui, magari facendo critiche, nelle varie community dedicate ai viaggi, o nei social network generici? Tanto vale scendere in campo con la propria voce. Creare un luogo dove è possibile conversare, può essere anche un modo per concentrare queste "conversazioni sparse". Inoltre lo scambio di impressioni, idee ed anche giudizi, perché no, può essere un modo per scoprire delle esigenze da parte del mercato che prima si ignorava l'esistenza.. o si possono avere, a costo zero e dagli stessi propri consumatori, idee per un prodotto / servizio/ pacchetto innovativo e più adatto al mercato. Non scendere in capo significherebbe letteralmente chiudersi occhi ed orecchie. Bellissima l'idea del blog, che possa fungere anche da servizio, e con argomenti non strettamente – o per niente – commerciali. Forse un consiglio, nel mio piccolo, che ti posso dare è di dargli un taglio editoriale ben preciso.. dargli un carattere insomma, una personalità…

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