E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]
Quale spazio per le SMA?.. ma soprattutto.. sono davvero Social Media Agency?
Questa mattina ho dato una sbirciatina alla presentazione che Gianluca Diegoli ha fatto al Parma WorkCamp, dove purtroppo, per mie disavventure (sigh!) non sono potuta andare.
Gianluca, con la sua presentazione “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?“, brevissima ed efficace, si interroga sul “senso” delle Social Media Agency e soprattutto sul rischio di “falsare” il mercato.
Trovo questa presentazione geniale:
Innanzitutto ha ragione Gianluca.. la Social Media Agency non ha senso, ma aggiungo, se è un’ agenzia classica che si è “riadattata” al mercato, senza cambiare però struttura, mentalità, cultura.
Quando tre anni e mezzo fa sono andata a vivere a Milano, mi sono sbalordita per il gran numero di ristoranti cinesi che ti rifilano il giapponese. Ecco la stessa cosa avviene per le agenzie. (E, detta tra noi, è un piacere vedere questa “conversione social” di agenzie che mi guardavano come una “pazza malata” quando gli parlavo delle allora community..)
Il fatto è, come dice Gianluca, che fare Social Media Marketing non significa gestire un account conto terzi o fare semplicemente seeding ( o infiltration.. inserendo del materiale UGC – User Genereted Content -”taroccato”)… perchè allo stato attuale in Italia è questo che le agenzie fanno. Ed ha più che ragione quando dice che questa mentalità rischia di falsare il mercato. Purtroppo ci sono rimasta scottata direttamente quando lavoravo per un’agenzia (anche questa “travestita”) in cui ho dovuto seguire una compagna con totale assenza del cliente.
L’azienda si deve mettere in gioco ed attuare un cambiamento sia strutturale, che culturale e di prodotto.. questo in prima persona, senza imbrogliare. Onestà e spontaneità, queste sono le chiavi.
Il ruolo del consulente è quello di accompagnare l’azienda in questo processo, fornendogli gli strumenti.. insegnandogli non la creatività ma ad essere creativi, instaurando un rapporto di condivisione.
Questo “travestimento” delle agenzie italiane, che Gianluca chiama “compromesso” come lui ben sottolinea rischia di far passare un messaggio sbagliato, il confondere la conversazione, il coinvolgimento, la relazione come “uno dei” canali pubblicitari o ancor peggio.. un canale di vendita!
Bellissima la slide n. 7 con “Utopie a confronto” e, soprattutto accordo appieno con la slide n. 8, concentriamoci sui pazienti che veramente vogliono “guarire”, che collaborano.. altrimenti abbiamo l’onestà di dire… così proprio non va!
Tags: Gianluca Diegoli, parmaworkcamp, SMA, Social Media Agency, social media marketing
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marzo 26th, 2009 at 12:14
Bella Gioia
Ti trovo grazie a Master G l u c a.
Complimenti per il tuo blog, ti seguirò volentieri.
Riguardo all'argomento del giorno ..io sono 'una di quelle' .. Spero di superare l'OSSìMORO trasmutando nell'Uruboro, il serpente che si morde la coda .. che se la mangia e che rinasce nuovo ogni volta digerendo se stesso.
marzo 26th, 2009 at 15:02
D'altra parte è così …
Scusami se ti rispondo solo ora (ho dovuto cercare su wikipedia il significato di uruboro..ma shhh non lo dire a nessuno
. Secondo me non è comunque nemmeno così complicata.
Lavorare sui Social Media significa mettere in campo tanta passione, una professionalità trasversale.. e soprattutto essere un pò visionari, avere una mentalità aperta,collaborativa, entusiasta.. che di per se poco si adatta agli schemi e le gerarchie e quindi ad un'agenzia strutturata. Gli strumenti cambiano in continuazione.. come le professionalità sono in continua metamorfosi.
Quale sarebbe secondo me l' ideale? creare mano a mano un team di creativi, consulenti e innovatori per progetti ad hock da un lato… fare network e creare partnership.
Poi c'è un aspetto importantissimo: quello della formazione alle aziende.
marzo 27th, 2009 at 13:44
Ecco, adesso mi faccio del male con le mie mani..
Sai dove trovo un ostacolo? Mica tanto nella rigidità delle agenzie, quanto nel bisogno delle aziende di valutare l'efficacia dell'intervento. Lo so, lo so che tutti nel web 2 fanno filastrocche canzonando il ROI, ma credo che gli imprenditori aspettano solo che qualcuno dia loro rassicurazioni e faccia promesse sugli esiti possibili e sostenibili dell'investimento. Io, io personalmente, non sono riuscito ancora ad imbastire una argomentazione sufficiente per gli imprenditori che ho incontrato. Gli argomenti non mancano, sono convincenti. Capiscono che la comunicazione svolta repentina in quella direzione. La teoria della coda lunga è da sapere .. ma .. quindi ..?
Di questi tempi mi sembra di andare a dirgli 'Senti tu, oh imprenditore che tenti di sopravvivere agli insulti della crisi globale, comunque guadagnando .. la sai l'ultima? C'è un mondo tutto nuovo dove spendere altro denaro per vendere saponette, pantaloni, biscottini.. magari pochi – o magari anche tanti – e .. udite udite non c'è tangibile ritorno economico ..
.. (pausa) ..
Un caffè?
Non c'è tangibile ritorno economico, ma puoi ascoltare, puoi conversare, ti prendi cura della tua reputazione in rete ..
.. (pausa) ..
Latte? Zucchero?
Per la prima volta puoi entrare in contatto con la gente, con gli individui che scelgono il tuo prodotto, uno ad uno .. E se ne parlano male, meglio, significa che hanno pensato più loro a te che tu a loro ..
.. (pausa) .. (agghiacciante lunghissima pausa) ..
E' la tua azienda che deve dialogare con loro, con i consum-attori .. Istruiamo i tuoi dipendenti che invece di lavorare stiamo sui social network ad alimentare la conversazione on line ..
.. (l'atmosfera comincia a diventare pesante) ..
Io ci sono passato da una gogna simile .. Si parlava di abbigliamento .. Ho portato UNIQLO come case history (un gigante secondo me) e nemmeno così .. Se uno, un imprenditore, non è avvezzo a gironzolare per la rete (e mi sa che non sono tanti quelli che lo possono fare), li per li non coglie ..
Ho capito che bisogna preparare un pacchetto finito, comprensibile, quotato e misurabile per ottenere incarichi, così dopo si può alimentare una parco di giovani entusiasti creativi che stanno tutto il giorno su internet ..:)
No, scusa il sottile sarcasmo, ma per non cadere nell'ossimoro della SMA truffaldina, bisogna studiare format che funzionano, che funzionano veramente, che ottengono i risultati per cui sono stati inventati e che offrono un riscontro misurabile e analitico a fronte dell'investimento.
Cosa ne pensi?
a.
marzo 29th, 2009 at 17:25
Bel post complimenti

Da tempo mi capita di dire in giro che i social media non sono delle aziende ma della gente … l'unica cosa davvero furba per le aziende è incentivare e promuovere la conservazione… sempre che ci sia qualcosa di davvero interessante da dire
Ciao
aprile 2nd, 2009 at 23:56
Andrea, capisco benissimo cosa vuoi dire, ci sono passata anche io qualche anno fa con i miei primi progetti, facendo consulenza e lavorando con agenzie molto grandi.. e quelle stesse reazioni e "snobbismo" me le son sentite dire anche da multinazionale.. però poi, quando hanno visto i risultati ed i numeri.. quanto mi son divertita!
Hai ragione quando dici che bisogna creare un pacchetto ben definito e quotato.. questo è fattibilissimo..
.. e misurabile.. ecco..misurabile… come? Gli indici da tenere conto sono tanti e complessi.. il problema è che chi è abituato alle campagne on line clissiche è abituato a ragionare solo per numeri..cpc..cpm..kpi. Quì dobbiamo misurare il valore di una relazione, del passaparola.. utilizzando indici quantitativi e qualitativi.
Negli ultimi giorni sono stata contattata da diverse aziende che offrono servizi di analitics sui social media, ma io sinceramente sono diffidente.. è la qualità che conta nel web sociale. Qualità dei contenuti, qualità della relazione.
In ogni campagna, a seconda delle "tecniche" utilizzate, possono essere presi in considerazione diversi indici (visualizzazioni, visibilità sui motori, quantità e qualità dei feedback, la quantità e qualità degli accessi..etc).
Per coloro che hanno una vecchia mentalità imprenditoriale, lasciamelo dire..peggio per loro! …è sul web sociale che si vedrà la differenza.
Spazio ai nuovi allora! La settimana scorsa mi ha chiamata per una consulenza una start up..un'impresa familiare che opererà nel tessile. Loro non sono forti utilizzatori del web sociale ma ne sono affascinati.. e vogliono puntarci tutta la loro comunicazione.
Quando mi hanno chiesto: quanto riusciremo a vendere? Io gli ho risposto.. io so solo quello che posso aiutarvi ad acquisire: interesse e contatti di qualità. Lui mi ha risposto che se gli avessi risposto con dei numeri non mi avrebbe dato l'incarico.
La prima mia proposta è stata: a tua moglie piace scrivere? se vuoi posso aiutarla ad aprire un blog e seguirla in questo.. non gli ho detto: vi apro un blog e vi scrivo i contenuti. Ecco l'ossimoro della SMA.
Comunque, se ti interessa il discorso analitico, noi iscritti al club dei media sociali stiamo organizzando un incontro proprio su questo tema, trovi tutte le informazioni sul gruppo del club su linkedin.
aprile 2nd, 2009 at 23:54
Grazie mille
aprile 3rd, 2009 at 08:23
Ciao Gioia!
Ecco ti ho trovata,sei la stessa Gioia della note che ho letto su Facebook e cui ho provato a rispondere senza successo…troppo lunga…adesso,rimetto giù le idee e scrivo anch'io.
Intanto complimenti per il blog,ci teniamo in contatto!
A presto e in bocca al lupo per la GGD Marche
aprile 4th, 2009 at 00:40
Oh che bello, ti aspetto allora
aprile 7th, 2009 at 16:12
Ciao Gioia, complimenti per il blog! Avendoti conosciuto di persona sai già come la penso sul tema delle SMA (che è una definizione che non mi piace per nulla) sia sull'ossimoro.
In realtà il punto è proprio quello che sottolinei tu: educare, far capire che questo è un progetto win-win: aziende più informate su quello che si dice di loro e quindi in grado di migliorare i propri prodotti/servizi per renderli più soddisfacenti, utenti che possono aiutare le aziende a progettare prodotti/servizi più rispondenti ai loro bisogni. Visione? No, futuro prossimissimo. Ciao.
aprile 14th, 2009 at 11:57
Ciao Gioia.
Letto e meditato .. Mica mi basta naturalmente .. Ho trovato un articolo che ti segnalo. Ci sono argomenti che sostengono la tua visione. Almeno mi pare .. il link è http://www.clickz.com/3633341
Buona primavera.
Andrea.
aprile 15th, 2009 at 18:23
Ciao Andrea.. buona primavera anche a te! Eh già, non deve bastare, non ci deve bastare. Ti ringrazio tanto della segnalazione dell'articolo, si direi che ci siamo, approvo appieno. Ora sono di corsa.. rifletterò con calma. A presto!
gennaio 19th, 2010 at 08:37
Thanks for sharing this valuable information