E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]
Mosca bianca? Non saprei.. informatica, bè quello un po’. Ecco chi sono…
Venerdì, subito prima del mio workshop al Facebook Developer Garage di Venezia, una giornalista del Corriere del Veneto mi ha fatto un intervista. Il giorno dopo è uscito un articolo: Il guru di Facebook: «Vivremo con il filtro dei social network»
Ecco cosa è stato scritto di me: “Donne po che fra questi smanettatori. Per questa ragione balza agli occhi la presenza della marchigiana Gioia Feliziani. Non è un’infor matica, ma una trentunenne laureata in Scienza delle comu nicazione. Una mosca bianca che non ha mai patito la disoccupazione. Perché ha saputo co niugare gli studi umanistici al ruolo strategico che i social network possono avere nel marketing. Appena laureata è passata da azienda in azienda e ora si è messa in proprio. Con profitto e passione.”
E’ sicuramente molto gentile quello che è stato scritto, anzi, ringrazio tantissimo per la visibilità datami.
Le affermazioni però centrano solo in parte quello che sono: ecco il perché di questo post di chiarimento, visto che il link a quest’articolo sta rimbalzando un po’ qui e là nella blogosfera.
Innanzitutto, non so che programma ha ora Scienze della Comunicazione, ma ai miei tempi ogni anno avevamo delle idoneità di informatica da superare.
Il programma includeva, tra le altre cose, la programmazione web (HTML e Dreamweaver). Durante il mio Erasmus in Inghilterra ho approfondito l’aspetto della grafica. Come ho sottolineato alla giornalista poi, le mie prime esperienze di lavoro le ho fatte in programmazione (Java Script, SQL e Asp).
In seguito ho messo da parte lo sviluppo, per approfondire la parte della comunicazione, contenuti e marketing. Le mie competenze di programmazione però mi sono servite molto utili, soprattutto quando nel passaggio dal così detto web 2.0 dove c’erano bisogno di professionalità “ibride”.
Ecco che per lavorare per Google come quality rater c’era bisogno di valutare la usabilità e come la qualità / coerenza dei contenuti, ma anche dare una sbirciatina al codice per verificare il rispetto degli standard Google. Anche successivamente nelle agenzie dove ho collaborato per progetti 2.0 oriented, facendo un po’ la trottola dal reparto accounting per la strategia, quello creativo per il copywriting, il project management per seguire le fasi di produzioni ed il testing, oltre che la pianificazione per la parte di marketing ed il Seo e Smo.
Per i miei progetti attuali è vero che per la parte di sviluppo e grafica (spesso) mi affido a Partner e collaboratori esterni, non si può far tutto.
Ora, non so cosa si intende in questo articolo con il termine “informatico”: è un po’ vago. Diciamo che non ho un’impostazione solo umanistica – anche quella è comunque importante- e conosco bene ciò su cui e con cui lavoro.. e ciò che creo!
D’altronde sono cosciente che non è sempre facile comprendere le nuove professionalità un po’ “eclettiche” o “ibride” del web sociale, da parte mia forse ho dato delle cose per scontate.
Per il resto ringrazio ancora Macri Puricelli per l’immagine che ha dato di me: di una marchigiana in giro per il mondo entusista del suo lavoro. .. perché è proprio questo quello che sono!
Tags: Corriere del Veneto, Facebook Developer Garage, Venezia
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ottobre 28th, 2009 at 21:26
Beh non male però
.:.
ottobre 28th, 2009 at 21:50
ciao da quella che il giorno dopo sarebbe diventata quella che “sfida” gli uomini
secondo me “smanettare”, qualunque cosa ciò oggi significhi, non è più nè uomo nè donna. Così come mettere mano su un computer per farci qualunque cosa sopra. Come faccio io, come fai tu.
Vabbè, di positivo c’è che si è parlato sui media di internet, facebook, rete ecc. in positivo. Dopo tutta la negatività degli ultimi tempi, continuiamo così. A far quello che più ci piace.
Un salutone. Peccato avere avuto pochissimo tempo per scambiare due chiacchiere. Alla prossima
ottobre 28th, 2009 at 22:20
Per carità, serve così tanto qualcuno di soltanto umanistico e specializzato in marketing senza doversi preoccupare di dettagli tecnici.
Non è una così brutta “etichetta” da farsi dare imho, poi ovvio, anche a me giran le balle quando qualcuno mi chiama “tecnico”..
ottobre 28th, 2009 at 22:34
@hermansji tks
e bene così.
@Catepol, hai perfettamente ragione. Poi parlare di sfide! A me, come penso anche a te, non interessa: contano i fatti, il proprio lavoro, gli interessi, quello che si crea, e questo non ha sesso. Si, hai ragione, è bello che se ne parli, ma penso che sia giusto che se ne parli anche bene per non creare fraintendimenti o rappresentazioni “devianti” di ciò che in realtà è, soprattutto se si tocca la sfera professionale.
Comunque questo articolo mi ha dato lo spunto per ribadire ciò che sono
ottobre 28th, 2009 at 23:08
@Paolo scusa ho letto dopo il tuo commento. Non mi son girate le balle
e non ho detto che sia una brutta etichetta, solo che come tutte le etichette può essere limitativo. O meglio, dipende dal lavoro che si fa ed a che livello.
Comunque gli sviluppatori che lavorano o hanno lavorato con me sanno che non possono dirmi fischi per fiaschi perchè li metto in riga :-p!
ottobre 29th, 2009 at 00:41
brava gioia, hai chiarito bene il tuo profilo nel post. l’intervista sembra sostanzialmente corretta ma come spesso accade (anche per ragioni di spazio e di “colore”) non esaustiva delle tue esperienze
in ogni caso una bella occasione per tornare un po’ alla ribalta, ancora una volta, in questo pimpante 2009
ottobre 30th, 2009 at 11:32
Ciao, io sono un pò il tuo opposto.. laureata in Informatica ma poi ho virato verso campi più umanistici (scienze di internet) .. Concordo con te nel dire che avere delle basi informatiche serve tantissimo soprattutto nelle posizioni “ibride” di cui parlavi.. anche solo capire un codice può salvarci spesso
Anche io ho programmato in passato ma so che non sarà quello di cui vorrò occuparmi in futuro. La grafica e soprattutto il web marketing sono invece i campi in cui vorrei specializzarmi. Ma secondo te è possibile partire con esperienze serie di lavoro in questi campi senza passare prima dalla programmazione?
Grazie
E.
ottobre 30th, 2009 at 11:57
Ciao @Eugi2003. Che dire, dipende da quello che fai, se pianificazione, seo, keyword, internet pr, social media ecc. Comunque sono convinta, anche se forse così mi inimicherò qualcuno, che chi conosce lo strumento con cui lavora, e magari lo sa anche plasmare adattandoselo.. sta una spanna davanti a tutti! Ora per esempio sto approfondendo il PHP e Ruby, non xchè voglio programmare.. ma per entrarci nella mentalità, nella logica, negli ingranaggi: così sò quello che ci si può fare, e solo così si riesce ad essere veramente creativi nella strategia. Dall’incontro di più competenze nascono le idee. Per questo è comunque utile in networking.
Il problema è, secondo me, non è sempre facile trovare degli sviluppatori / “tecnici” con una mentalità creativa e di marketing, ed è un peccato.
Come ho sottolineato alla fine del workshop, chi sa manipolare la tecnologia.. se riesce ad essere anche creativo ed escogitare da se nuove soluzioni o anche modelli di business, allora si che crea innovazione!
novembre 13th, 2009 at 11:04
un piacere leggerti…smanetto….