E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]
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Twitter & Donne: cinguettare che passione!
Che le donne amano chiacchierare non è una novità, come non è una novità che le donne sono appassionate di nuove tecnologie.. ed abbinare la socialità alla tecnologia il passo è breve.
Il Blog , o il profilo sul Social Network, è divenuto un’alternativa al Diario .. le chat alle lunghe chiacchierate al telefono… i siti di Social Shopping alle scorazzate ai centri commerciali. Tutto ciò impazza poi se abbinato alla tecnologia “sociale” per eccellenza: il telefonino.
In questi giorni è stata pubblicata un’ennesima ricerca che conferma questa tendenza, questa volta prendendo come caso studio Twitter ( Social Network secondo solo a Facebook, dove è possibile condividere messaggi, idee, notizie, foto e quant’altro… in soli 140 caratteri, come in un sms)
Una recente ricerca Hubspot (LINK) , che ha analizzato l’account di 200.000 utenti twitter in inglese, ha evidenziato che le donne sono più sociali e geek degli uomini.
Eh sì, mentre gli uomini hanno in media 643 follower (utenti che seguono i loro aggiornamenti) le donne ne hanno in media ben 1717.
Gli uomini seguono in media 287 utenti e twittano (inviano messaggi) in media 698 vo9lte, le donne seguono 381 utenti e twittano 1542 volte.
Questi dati sono sorprendenti se collegati ad un altro: mentre gli uomini si collegano a twitter in media 502 giorni all’anno, le donne lo fanno in media 496 giorni.
In sostanza, a parità (più o meno) di tempo trascorso sui Social Network, le donnesono molto più attive ed i loro cinguettii (dal termine tweet, cinguettio) sono più interessanti.
Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società
Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.
Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.
Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.
Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.
I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.
Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.
Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.
Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.
Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.
Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.
Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.
In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.
Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?
Marketing Sociale nei Social Network: pubblicate le slide del Facebook Developer Garage Venezia
Sono on line le slide della presentazione fatta il 2 Luglio 2010 al Facebook Developer Garage, all’ interno del VeneziaCamp, Festival dell’Innovazione digitale.
Quest’anno ho discusso di come sfruttare la piattaforma Facebook a scopi di Marketing e Monetizzazione, riferendomi però in particolar modo al mondo sociale: ho parlato infatti dell’opportunità che i Social Network (ed in particolare Facebook) offrono per il Fundraising, Cause Related Marketing e Responsabilità Sociale d’Impresa.
Ecco la presentazione pubblicata su Slideshare (da dove è possibile scaricare la presentazione in formato PDF clikkando su Download)
Marketing 2.0 o Innovation Marketing: Workshop all’Univeristà di Como
Lo scorso Giovedì 17, ho avuto il piacere di essere invitata da Roberto Marmo presso la Facoltà Scienze MM.FF.NN. dell’Insubria a Como, a discutere di Web Marketing.
Certo, in sole due ore di lezione, non avevo la gran pretesa di trasformare dei (futuri) esperti in Tecnologie Informatiche in esperti di Marketing. Il mio obbiettivo è stato quello di mostrare l’applicazione in ambito Marketing dell’ Innovation Technology: i bisogni aziendali e le esigenze di mercato ed i termini economici e qualitativi di studio, e di valutazione dell’efficacia, di una campagna di Marketing e Comunicazione con alto contenuto tecnologico.
Dopo una prima breve introduzione al concetto di Marketing e di Web Marketing classico, ho discusso del fatto nell’ambito del Marketing Aziendale sono diverse le tecnologie e le piattaforme che si integrano e diversi device (pensiamo alla navigazione mobile). Spesso anche il confine tra l’esperienza on line ed off line del consumatore si assottiglia.
Ecco che parlare semplicemente di Web Marketing ormai è limititativo, e perchè ho voluto chiamare il Workshop “Marketing 2.0” o Innovation Marketing.
Imprescindibile fare un escursus sulle forme classiche del Web Marketing, in particolare la KeyWord Advertising e la Display Advertising, che hanno avuto ed ancora hanno un grande successo nel Marketing soprattutto per la possibilità di quantificazione della fruizione e dell’efficacia… ma che non sempre bastano!
L’ innovazione tecnologica, insieme sempre maggiore maturità, praticità nell’utilizzo delle tecnologie e criticità del pubblico, richiede un coinvolgimento attivo dei consumatori, il c.d. Marketing Esperienziale.
Di quì l’esigenza da parte delle aziende di adottare strumenti e tecnologie interattive, georeferenziate, partecipative.. che hanno un costo, ma che offrono il grande vantaggio di permettere un forte coinvolgimento del pubblico in un’esperienza del Brand, e l’identificazione con i suoi valori. Esperienza che, anche grazie alle tecnologie mobile e georeferenziate, “rivive” anche nell’ off- line e nel legame con il territorio.
Sono stati mostrati tanti casi studio, oltre che un esempio di un progetto di Marketing attraverso l’impiego di tecnologie 2.0 (che non ho ancora pubblicato perchè in fase di trattazione con il cliente).
Queste le slide della presentazione pubblicate su slideshare:
Buona lettura!
Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.
Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.
Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare Gmail e renderlo più “social”.
Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.
Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.
Il funzionamento di base include la possibilità di aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.
Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto: Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari“ che è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità. Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.
Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto. Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.
Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.
Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per avere una lista di “follower“.
Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.
E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.
Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.
Non più notifiche per le applicazioni Facebook, e la diffusione virale? La mail.. e non solo
Recentemente è stato annunciato dalla piattaforma Facebook che le applicazioni non potranno più contenere funzionalità che inviano le notifiche automatiche agli utenti.
Le tempistiche? Appena gli sviluppatori potranno richiedere ed avere accesso alle e-mail degli utenti.
Insomma, in risposta alla notifica “vuoi un biscottino della fortuna?”, Facebook toglio il biscotto, ma regala una torta!
Eh sì, perché le e-mail degli utenti, soprattutto se altamente profilate, sono molto importanti ed ambite per il marketing.
Sappiamo bene che lo sviluppatori Facebook può avere accesso a tutte le informazioni pubblicate nel profilo degli utenti che utilizzano le loro applicazioni oltre che il loro grafo sociale, se a ciò aggiungiamo la mail il gioco è fatto! E’ pronto un ricco database, attraverso cui sarà possibile inviare delle comunicazioni mirate.
In verità anche prima era possibile richiedere la mail degli utenti, magari inserendo una form di richiesta all’interno dell’applicazione. In questo modo però l’implementazione di questa funzionalità viene facilitata.
Ma senza le notifiche le applicazioni saranno in grado di diffondersi rapidamente?
La risposta è .. vedremo!
Io penso proprio di si, l’importante è progettare le applicazioni in modo che vengano sfruttati appieno altri meccanismi virali.
Lo stesso Facebook fa un elenco di funzionalità utili alla promozione dell’applicazione, facendo una distinzione tra quelle che permettono un’interazione da applicazione a utente a quelle da utente a utente.
Ecco l’elenco:
Dall’applicazione agli utenti:
- E-mail: ora che lo sviluppatore dell’applicazione ha a disposizione la mail, essa può essere utilizzata per comunicare annunci, inviare newsletter e, se si tratta di applicazioni di e-commerce o di vendita, comunicazioni riguardanti i pagamenti.
- “Updates & Streem“: qualora gli utenti siano fan dell’applicazione, attraverso la fan page o profilo pubblico dell’applicazione è possibile inviare brevi comunicazioni ai fan attraverso la news streem o bacheca.
- “Application news” è una funzionalità che permette all’applicazione di condividere brevi news con gli utenti mentre la stanno utilizzando.
Dagli utenti ai loro amici:
- Stream: funzionalità molto utile che permette agli utenti di condividere facilmente la loro esperienza dell’applicazione con i loro amici, pubblicando notizie nella loro bacheca.
- InBox: Funzionalità che permette agli utenti dell’applicazione di inviare messaggi di posta Facebook ai loro amici con come allegato delle comunicazioni o elementi dell’applicazione. Questa opzione è per esempio utilizzate dalle applicazioni “Gift” ed è una modalità interessante per incoraggiare la comunicazione degli utenti circa l’applicazione, o addirittura per permettere agli utenti di comunicare messaggi speciali attraverso l’applicazione.
- Invitations: il sistema degli inviti che permette agli utenti di invitare i loro amici a partecipare all’applicazione rimarrà invariato.
In definitiva, penso che l’eliminazione del sistema delle notifiche sarà sicuramente apprezzato dagli utenti Facebook, perchè viene così eliminato quello “spam” automatico che gli utenti inviano inconsapevolmente ai loro amici, che a volte può essere percepito come fastidioso.
Questa novità, che sarà presto comunicata al “grande pubblico” del Social Network tramite il blog ufficiale, paradossalmente può essere un fattore che stimoli ad un maggiore utilizzo delle applicazioni, perché percepite più “spam safe”.
Inoltre, penso, sarà un incentivo ad una maggiore professionalità nel design delle applicazioni. Troppo comodo prevedere dei meccanismi automatici.
Ora chi si occupa del design delle applicazioni deve tener in conto quelle che più ho volte citato “motivazioni” degli utenti.. perché gli utenti dovrebbero comunicare ai loro amici che stanno utilizzando quell’ applicazioni? A quale bisogni di comunicazioni andiamo a soddisfare? Che messaggio permettiamo di comunicare?
In definitiva maggiore attenzione al marketing, al design, alla creatività… alla comprensione.
Una bella sfida per noi operatori del settore e per le aziende che, intelligentemente, sapranno utilizzare questo ottimo strumento di marketing, comunicazione, crm e di vendita che sono le applicazioni Facebook.
Quando la brand experience diveta augmented reality
Il trend tecnologico dell’anno? La “realtà aumentata”.
Già in uso in ambiti specifici come quello militare, la realtà aumentata è divenuta di largo pubblico grazie ai miglioramenti tecnologici solo nel 2009 e subito è stata utilizzata per numerose campagne di comunicazione di Brand rinomati come Toyota Lego, Mini, Kellogs, General Electrics, Adidas, cantanti come Eminem Johm Mayer o riviste come Colors, Esquire Magazine o Wallpaper.
Vista sia l’utilità di tale tecnologia, ma anche il forte coinvolgimento emozionale che riesce a creare, oltre che il continuo miglioramento e diffusione delle tecnologie, prevedo un utilizzo in crescere dell’ augmented reality in diversi ambiti: dai servizi all’architettura & Design, dall’educazione alla medicina.. al Marketing e la Comunicazione.
Ma di che cosa si tratta? Ne darò prima una definizione, utilizzando varie fonti informative, e poi riporterò il caso studio Adidas.
Ecco la definizione data da Wikipedia:
“La realtà aumentata (in inglese augmented reality, abbreviato AR) è la sovrapposizione di livelli informativi ( elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati etc) ad un flusso video che riprende la realtà di tutti i giorni. Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere visualizzati attraverso un device mobile, come un telefonino di ultima generazione, (es. l’iPhone 3GS o un telefono Android) o con l’uso di un pc dotato di webcam. Il sovrapporsi di elementii reali e virtuali crea una “Mixed Reality“.“
Questo un video esplicativo (Inglese):
Adidas, ha utilizzato tale tecnologie addirittura sulle linguette delle scarpe da dove, ponendo la calzatura di fronte alla webcam del pc, improvvisamente si ergono palazzi, strade, skateboard, graffiti.. insomma lo street wear!!

Adidas - augmented reality
Questo il video della campagna Adidas F50i “Every Team Need Spark”
Adidas Augmented Reality – Every team needs the Spark from Nigel Upchurch on Vimeo.
Si ringrazia per la segnalazione Federico Lodolini.
“NETIZEN” italiani a rapporto: on line lo studio sui videomaker per passione.
In continua crescita il trend dei video UGC (User Generated Content) … si moltiplicano le piattaforme come aumentano i cittadini che si sperimentano con l’ informazione “dal basso” fatta con mezzi propri.. spontanea, vitale, fresca, libera, aggiornata.
E’ questo che ne risulta dal rapporto pubblicato oggi promosso da www.altratv.tv (dal sito è possibile scaricare il ducomento), progetto inter-universitario e prima wikipedia sulle nuove forme di web tv nata a Bologna nell’ottobre 2004.
«La nostra ricerca si focalizza sui cittadini videomaker per passione, che raccontano le proprie terre, denunciano ciò che non va, documentano eventi.» Afferma Giampaolo Colletti, Founder di Altra TV e direttore artistico del meeting “Paese che vai”. « In fondo hanno una missione sociale. Con pochi spiccioli e tanta buona volontà inventano finestre informative digitali su territori spesso tralasciati dai media generalisti».
Ma cosa ci raccontano i video degli internet - citizen (da cui Netizen – Michael Hauben) nostrani? Prevalentemente informazione (40%), ma anche valorizzazione del territorio (32%), di loro stessi (17%) ma non manca la denuncia (12%).
Quello che manca sono.. i soldi!
Il 43% si autofinanziano, solo una piccola parte guadagna dalla pubblicità (15%). C’è chi riesce ad accedere a finanziamenti pubblici ma quasi un quarto delle emittenti intervistate denuncia l’indifferenza delle istituzioni.
Interessante la “mappatura”, che evidenzia come alcune regioni sono particolarmente “virtuose” come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Lazio, Puglia e Sicilia, mentre meno “attive” sono Veneto, Molise, Calabria e Basilicata.
Ecco la cartina:

Dato interessantissimo è che ” per il 53% degli intervistati la passione arriva anche laddove non c’è banda larga“: un impegno che va oltre le barriere!!
Il rapporto verrà presentato venerdì 27 novembre in Università IULM a Milano, durante il meeting delle micro web tv, con oltre sessanta canali on line!
Presenti inoltre: Stefano Pileri (Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Axel Fiacco (MTV), Marco Pratellesi (Corriere.it), Irene Pivetti (Fondazione Learn To Be Free), Carlo Freccero (Rai4), Tommaso Tessarolo (Current), Mirko Paje (Mediaset), Gregorio Paolini e Duccio Forzano.
Iscrizione gratuita obbligatoria su www.paesechevai.tv
Progettare i Social Network seguendo le Motivazioni
Che cosa è un Social Network? E’ una tecnologia? La nuova moda del web?.. Eh no, è qualcosa di molto di più, i Social Network sono relazioni.
La tecnologia non deve far altro che assecondare ed agevolare le relazioni e le motivazioni che ne sono alla base.
E’ questo il succo dell’interessantissimo intervento di Gianandrea Giacoma all’Experience Camp che si è tenuto lo scorso 21 Maggio a Milano.
Di seguito alcune twitterate @Gioiacommunica in diretta dell’intervento, oltre che un documento sul Design Motivazionale.
#De.Mo – Design Motivazionale – Metodologia di Analisi delle Dinamiche Motivazionali che alimentano i Social Network
#Experiencecamp: De.Mo Definizione dei Social Network: utenti come agenti
#Experiencecamp: De.Mo. Altro livello di definizione dei Social Networks tiene conto delle caratteristiche dell’utente nelle sue dinamiche psicologiche
#Experiencecamp: De.Mo: l’Interaction Design avrà sempre più a che fare con la psicologia dell’interazione, ma siamo un pò indietro
#Experiencecamp: De.Mo. Ruolo tecnologia?Senza tecnologia non si va da nessuna parte.. però è solo l’innesco
#Experiencecamp: De.Mo Pilastro del design motivazionale “non basta aprire un canale per far partecipare le persone”
#Experiencecamp: De.Mo. E’ importante tener conto dei bisogni funzionali: capacità di progettare un Social Network funzionale in quanto strumento
#Experiencecamp: De.Mo. 3 – La Motivazione: fattore dinamico del comportamento animale ed umano
#Experiencecamp: De.Mo Sono 4 le motivazioni relazionali più presenti nel Social Network: Competizione, Eccellenza, Curiosità, Appartenenza
#Experiencecamp: De.Mola La Competizione è molto presente nei Social Network e molto difficile da gestire
#Experiencecamp: De.Mo. Esempio negativo Digg: ha dovuto rimuovere la classifica top diggers xchè accusati di manipolare i risultati
#Experiencecamp: De.Mo Eccellenza: narcisismo, bisogno di approvazione e conferme
#Experiencecamp: De.Mo in certi casi l’uso delle classiche nei Social Network sono degli artefatti cognitivi.
#Experiencecamp: De.Mo: Curiosità: bisogno di conoscenza e controllo es. FFFFOUND! centrato sulla stimolazione continua della creatività
#Experiencecamp: De.Mo. Ultima motivazione relazionale: Appartenenza – condivisione es. Linkedin si centra sui gruppi e raccomandazioni
#Experiencecamp:De.Mo. Usabilità Sociale è molto importante (es è Friendfeed), se non c’è un certo livello di usabilità sociale non c’è l’aggancio delle motivazioni
#Experiencecamp:De.Mo. Caso Twitter lider nell’inserimento del flusso
Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design
MySpace punta sull’editorialità.. e sulla passione!
MySpace e Facebook competitors? No.. MySpace non ci stà, perchè alla sfida dei numeri risponde con una ancor più decisa caratterizzazione e distinzione. Quali sono le parole chiavi, o Tag? Passione, creatività, personalizzazione. Per gli esperti dei Social Network, o gli accaniti utilizzatori, questa non è di certo una novità.
Personalizzazione grafica e multimediale, grande spazio dato all’arte, musica e comunque tutto il mondo della creatività, hanno sempre caratterizzato il MySpace rispetto all’altro colosso Facebook.
L’analisi quali-quantitativa condotta da MySpace in Partnership Aegis Media Expert ed annunciata ieri durante una conferenza stampa, non fa altro che confermare questo dato: circa l’80%dei 2.700.000 utilizzatori italiani del Social Network lo vivono si come uno spazio per socializzare al pari delle altre community virtuali.. ma soprattutto come uno spazio di libera espressione di sé.
La personalizzazzione è sicuramente l’aspetto più apprezzato (63%) , seguito dalla possibilità di cercare contenuti multimediali interessanti. Tra tutti spunta la musica: il 53% degli utenti si collegano infatti per ascoltare musica.
Altre “comunità artistiche” sono molto presenti: pittori..designers.. scrittori.
L’ho verificato io personalmente nel condurre la campagna di Social Media Marketing per il libro di Vanni Santoni “Gli Interessi in comune” : attivissima è infatti anche la community letteraria, o cumunque degli appassionati di lettura.
In sostanza MySpace è un luogo dalla personalità forte.. che consiste proprio nella possibilità che da di esprimere la propria personalità. Permettetimi il gioco di parole!
Parola d’ordine condivisione.. ed tanta tanta attività.
Il 61% degli utenti legge testi e racconti personali, il 60% condivide video, il 50% partecipa a discussioni e forum, il 46% scrive articoli o post, il 43% testi e racconti personali, il 40% crea discussioni e forum online.
Largo spazio alla creatività dunque dunque! In MySpace ognuno è sempre più editore di se stesso.
Ed è in questa direzione che si orienteranno le novità sulla piattaforma annunciate ieri insieme allo studio: semplificazione della piattaformain modo che sia ancor più agilemente personalizzabile, e maggiore evidenza data ai contenuti, presentati nella Home Page, distinguendoli da quelli UGC (creati dagli utenti) da quelli professionali.
Che dire! Rimaniamo in attesa. Da utilizzatrice quello che ho potuto notare è sì l’aggiunta di un box con dei contenuti selezionati, distinguendoli tra news, audio e video.
Altra news è la richiesta di aggiungere il proprio nome e cognome per essere più ricercabili. Ecco, questo seconda novità (ma forse un pò anche la precedente) rappresenta in un certo senso un avvicinarsi a Facebook, da sempre caratterizzato dal forte legame con le comunità reali.. anzi in questo caso sarebbe meglio dire originato dalle comunità reali.
Voi che ne pensate?
PS: intanto vi anticipo che sarà presto on line la trascrizione dell’intervista che ho effettuato a Beatrice Finauro- coordinatrice Marketing di MySpace Italia – sul tema del Social Media Marketingin occasione della GirlGeek Dinner Marche #1lo scroso 8 Maggio.. dove sono venuti fuori degli spunti interessanti, relativi appunto agli aspetti della creatività, engagement, coinvolgimento delle comunità on line ed of line.
Altre risorse on line:
- Da social network a social portal: il contenuto al centro dell’evoluzione di MySpace
- MySpace si evolve e prende le distanze da Facebook: comincia l’era ’social portal’





