Che cosa è il Social Media Marketing? A quali esigenze va a rispondere? Quali strumenti utilizza?
Allego quì una presentazione molto sintetica, che spiega come in questi anni è cambiato il nostro modo di vivere il web.. le nostre relazioni.. ed il nostro modo di rapportarci con il mercato.
Un cambiamento che ha portato uno scardinamento dei [...]
You Are Viewing Scenario
Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.
Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.
Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare Gmail e renderlo più “social”.
Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.
Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.
Il funzionamento di base include la possibilità di aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.
Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto: Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari“ che è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità. Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.
Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto. Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.
Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.
Inizialmente la rete di contatti seguiti (”followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per avere una lista di “follower“.
Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.
E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.
Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.
Non più notifiche per le applicazioni Facebook, e la diffusione virale? La mail.. e non solo
Recentemente è stato annunciato dalla piattaforma Facebook che le applicazioni non potranno più contenere funzionalità che inviano le notifiche automatiche agli utenti.
Le tempistiche? Appena gli sviluppatori potranno richiedere ed avere accesso alle e-mail degli utenti.
Insomma, in risposta alla notifica “vuoi un biscottino della fortuna?”, Facebook toglio il biscotto, ma regala una torta!
Eh sì, perché le e-mail degli utenti, soprattutto se altamente profilate, sono molto importanti ed ambite per il marketing.
Sappiamo bene che lo sviluppatori Facebook può avere accesso a tutte le informazioni pubblicate nel profilo degli utenti che utilizzano le loro applicazioni oltre che il loro grafo sociale, se a ciò aggiungiamo la mail il gioco è fatto! E’ pronto un ricco database, attraverso cui sarà possibile inviare delle comunicazioni mirate.
In verità anche prima era possibile richiedere la mail degli utenti, magari inserendo una form di richiesta all’interno dell’applicazione. In questo modo però l’implementazione di questa funzionalità viene facilitata.
Ma senza le notifiche le applicazioni saranno in grado di diffondersi rapidamente?
La risposta è .. vedremo!
Io penso proprio di si, l’importante è progettare le applicazioni in modo che vengano sfruttati appieno altri meccanismi virali.
Lo stesso Facebook fa un elenco di funzionalità utili alla promozione dell’applicazione, facendo una distinzione tra quelle che permettono un’interazione da applicazione a utente a quelle da utente a utente.
Ecco l’elenco:
Dall’applicazione agli utenti:
- E-mail: ora che lo sviluppatore dell’applicazione ha a disposizione la mail, essa può essere utilizzata per comunicare annunci, inviare newsletter e, se si tratta di applicazioni di e-commerce o di vendita, comunicazioni riguardanti i pagamenti.
- “Updates & Streem“: qualora gli utenti siano fan dell’applicazione, attraverso la fan page o profilo pubblico dell’applicazione è possibile inviare brevi comunicazioni ai fan attraverso la news streem o bacheca.
- “Application news” è una funzionalità che permette all’applicazione di condividere brevi news con gli utenti mentre la stanno utilizzando.
Dagli utenti ai loro amici:
- Stream: funzionalità molto utile che permette agli utenti di condividere facilmente la loro esperienza dell’applicazione con i loro amici, pubblicando notizie nella loro bacheca.
- InBox: Funzionalità che permette agli utenti dell’applicazione di inviare messaggi di posta Facebook ai loro amici con come allegato delle comunicazioni o elementi dell’applicazione. Questa opzione è per esempio utilizzate dalle applicazioni “Gift” ed è una modalità interessante per incoraggiare la comunicazione degli utenti circa l’applicazione, o addirittura per permettere agli utenti di comunicare messaggi speciali attraverso l’applicazione.
- Invitations: il sistema degli inviti che permette agli utenti di invitare i loro amici a partecipare all’applicazione rimarrà invariato.
In definitiva, penso che l’eliminazione del sistema delle notifiche sarà sicuramente apprezzato dagli utenti Facebook, perchè viene così eliminato quello “spam” automatico che gli utenti inviano inconsapevolmente ai loro amici, che a volte può essere percepito come fastidioso.
Questa novità, che sarà presto comunicata al “grande pubblico” del Social Network tramite il blog ufficiale, paradossalmente può essere un fattore che stimoli ad un maggiore utilizzo delle applicazioni, perché percepite più “spam safe”.
Inoltre, penso, sarà un incentivo ad una maggiore professionalità nel design delle applicazioni. Troppo comodo prevedere dei meccanismi automatici.
Ora chi si occupa del design delle applicazioni deve tener in conto quelle che più ho volte citato “motivazioni” degli utenti.. perché gli utenti dovrebbero comunicare ai loro amici che stanno utilizzando quell’ applicazioni? A quale bisogni di comunicazioni andiamo a soddisfare? Che messaggio permettiamo di comunicare?
In definitiva maggiore attenzione al marketing, al design, alla creatività… alla comprensione.
Una bella sfida per noi operatori del settore e per le aziende che, intelligentemente, sapranno utilizzare questo ottimo strumento di marketing, comunicazione, crm e di vendita che sono le applicazioni Facebook.
Quando la brand experience diveta augmented reality
Il trend tecnologico dell’anno? La “realtà aumentata”.
Già in uso in ambiti specifici come quello militare, la realtà aumentata è divenuta di largo pubblico grazie ai miglioramenti tecnologici solo nel 2009 e subito è stata utilizzata per numerose campagne di comunicazione di Brand rinomati come Toyota Lego, Mini, Kellogs, General Electrics, Adidas, cantanti come Eminem Johm Mayer o riviste come Colors, Esquire Magazine o Wallpaper.
Vista sia l’utilità di tale tecnologia, ma anche il forte coinvolgimento emozionale che riesce a creare, oltre che il continuo miglioramento e diffusione delle tecnologie, prevedo un utilizzo in crescere dell’ augmented reality in diversi ambiti: dai servizi all’architettura & Design, dall’educazione alla medicina.. al Marketing e la Comunicazione.
Ma di che cosa si tratta? Ne darò prima una definizione, utilizzando varie fonti informative, e poi riporterò il caso studio Adidas.
Ecco la definizione data da Wikipedia:
“La realtà aumentata (in inglese augmented reality, abbreviato AR) è la sovrapposizione di livelli informativi ( elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati etc) ad un flusso video che riprende la realtà di tutti i giorni. Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere visualizzati attraverso un device mobile, come un telefonino di ultima generazione, (es. l’iPhone 3GS o un telefono Android) o con l’uso di un pc dotato di webcam. Il sovrapporsi di elementii reali e virtuali crea una “Mixed Reality“.“
Questo un video esplicativo (Inglese):
Adidas, ha utilizzato tale tecnologie addirittura sulle linguette delle scarpe da dove, ponendo la calzatura di fronte alla webcam del pc, improvvisamente si ergono palazzi, strade, skateboard, graffiti.. insomma lo street wear!!

Adidas - augmented reality
Questo il video della campagna Adidas F50i “Every Team Need Spark”
Adidas Augmented Reality – Every team needs the Spark from Nigel Upchurch on Vimeo.
Si ringrazia per la segnalazione Federico Lodolini.
“NETIZEN” italiani a rapporto: on line lo studio sui videomaker per passione.
In continua crescita il trend dei video UGC (User Generated Content) … si moltiplicano le piattaforme come aumentano i cittadini che si sperimentano con l’ informazione “dal basso” fatta con mezzi propri.. spontanea, vitale, fresca, libera, aggiornata.
E’ questo che ne risulta dal rapporto pubblicato oggi promosso da www.altratv.tv (dal sito è possibile scaricare il ducomento), progetto inter-universitario e prima wikipedia sulle nuove forme di web tv nata a Bologna nell’ottobre 2004.
«La nostra ricerca si focalizza sui cittadini videomaker per passione, che raccontano le proprie terre, denunciano ciò che non va, documentano eventi.» Afferma Giampaolo Colletti, Founder di Altra TV e direttore artistico del meeting “Paese che vai”. « In fondo hanno una missione sociale. Con pochi spiccioli e tanta buona volontà inventano finestre informative digitali su territori spesso tralasciati dai media generalisti».
Ma cosa ci raccontano i video degli internet - citizen (da cui Netizen – Michael Hauben) nostrani? Prevalentemente informazione (40%), ma anche valorizzazione del territorio (32%), di loro stessi (17%) ma non manca la denuncia (12%).
Quello che manca sono.. i soldi!
Il 43% si autofinanziano, solo una piccola parte guadagna dalla pubblicità (15%). C’è chi riesce ad accedere a finanziamenti pubblici ma quasi un quarto delle emittenti intervistate denuncia l’indifferenza delle istituzioni.
Interessante la “mappatura”, che evidenzia come alcune regioni sono particolarmente “virtuose” come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Lazio, Puglia e Sicilia, mentre meno “attive” sono Veneto, Molise, Calabria e Basilicata.
Ecco la cartina:

Dato interessantissimo è che ” per il 53% degli intervistati la passione arriva anche laddove non c’è banda larga“: un impegno che va oltre le barriere!!
Il rapporto verrà presentato venerdì 27 novembre in Università IULM a Milano, durante il meeting delle micro web tv, con oltre sessanta canali on line!
Presenti inoltre: Stefano Pileri (Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Axel Fiacco (MTV), Marco Pratellesi (Corriere.it), Irene Pivetti (Fondazione Learn To Be Free), Carlo Freccero (Rai4), Tommaso Tessarolo (Current), Mirko Paje (Mediaset), Gregorio Paolini e Duccio Forzano.
Iscrizione gratuita obbligatoria su www.paesechevai.tv
Progettare i Social Network seguendo le Motivazioni
Che cosa è un Social Network? E’ una tecnologia? La nuova moda del web?.. Eh no, è qualcosa di molto di più, i Social Network sono relazioni.
La tecnologia non deve far altro che assecondare ed agevolare le relazioni e le motivazioni che ne sono alla base.
E’ questo il succo dell’interessantissimo intervento di Gianandrea Giacoma all’Experience Camp che si è tenuto lo scorso 21 Maggio a Milano.
Di seguito alcune twitterate @Gioiacommunica in diretta dell’intervento, oltre che un documento sul Design Motivazionale.
#De.Mo – Design Motivazionale – Metodologia di Analisi delle Dinamiche Motivazionali che alimentano i Social Network
#Experiencecamp: De.Mo Definizione dei Social Network: utenti come agenti
#Experiencecamp: De.Mo. Altro livello di definizione dei Social Networks tiene conto delle caratteristiche dell’utente nelle sue dinamiche psicologiche
#Experiencecamp: De.Mo: l’Interaction Design avrà sempre più a che fare con la psicologia dell’interazione, ma siamo un pò indietro
#Experiencecamp: De.Mo. Ruolo tecnologia?Senza tecnologia non si va da nessuna parte.. però è solo l’innesco
#Experiencecamp: De.Mo Pilastro del design motivazionale “non basta aprire un canale per far partecipare le persone”
#Experiencecamp: De.Mo. E’ importante tener conto dei bisogni funzionali: capacità di progettare un Social Network funzionale in quanto strumento
#Experiencecamp: De.Mo. 3 – La Motivazione: fattore dinamico del comportamento animale ed umano
#Experiencecamp: De.Mo Sono 4 le motivazioni relazionali più presenti nel Social Network: Competizione, Eccellenza, Curiosità, Appartenenza
#Experiencecamp: De.Mola La Competizione è molto presente nei Social Network e molto difficile da gestire
#Experiencecamp: De.Mo. Esempio negativo Digg: ha dovuto rimuovere la classifica top diggers xchè accusati di manipolare i risultati
#Experiencecamp: De.Mo Eccellenza: narcisismo, bisogno di approvazione e conferme
#Experiencecamp: De.Mo in certi casi l’uso delle classiche nei Social Network sono degli artefatti cognitivi.
#Experiencecamp: De.Mo: Curiosità: bisogno di conoscenza e controllo es. FFFFOUND! centrato sulla stimolazione continua della creatività
#Experiencecamp: De.Mo. Ultima motivazione relazionale: Appartenenza – condivisione es. Linkedin si centra sui gruppi e raccomandazioni
#Experiencecamp:De.Mo. Usabilità Sociale è molto importante (es è Friendfeed), se non c’è un certo livello di usabilità sociale non c’è l’aggancio delle motivazioni
#Experiencecamp:De.Mo. Caso Twitter lider nell’inserimento del flusso
Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design
MySpace punta sull’editorialità.. e sulla passione!
MySpace e Facebook competitors? No.. MySpace non ci stà, perchè alla sfida dei numeri risponde con una ancor più decisa caratterizzazione e distinzione. Quali sono le parole chiavi, o Tag? Passione, creatività, personalizzazione. Per gli esperti dei Social Network, o gli accaniti utilizzatori, questa non è di certo una novità.
Personalizzazione grafica e multimediale, grande spazio dato all’arte, musica e comunque tutto il mondo della creatività, hanno sempre caratterizzato il MySpace rispetto all’altro colosso Facebook.
L’analisi quali-quantitativa condotta da MySpace in Partnership Aegis Media Expert ed annunciata ieri durante una conferenza stampa, non fa altro che confermare questo dato: circa l’80%dei 2.700.000 utilizzatori italiani del Social Network lo vivono si come uno spazio per socializzare al pari delle altre community virtuali.. ma soprattutto come uno spazio di libera espressione di sé.
La personalizzazzione è sicuramente l’aspetto più apprezzato (63%) , seguito dalla possibilità di cercare contenuti multimediali interessanti. Tra tutti spunta la musica: il 53% degli utenti si collegano infatti per ascoltare musica.
Altre “comunità artistiche” sono molto presenti: pittori..designers.. scrittori.
L’ho verificato io personalmente nel condurre la campagna di Social Media Marketing per il libro di Vanni Santoni “Gli Interessi in comune” : attivissima è infatti anche la community letteraria, o cumunque degli appassionati di lettura.
In sostanza MySpace è un luogo dalla personalità forte.. che consiste proprio nella possibilità che da di esprimere la propria personalità. Permettetimi il gioco di parole!
Parola d’ordine condivisione.. ed tanta tanta attività.
Il 61% degli utenti legge testi e racconti personali, il 60% condivide video, il 50% partecipa a discussioni e forum, il 46% scrive articoli o post, il 43% testi e racconti personali, il 40% crea discussioni e forum online.
Largo spazio alla creatività dunque dunque! In MySpace ognuno è sempre più editore di se stesso.
Ed è in questa direzione che si orienteranno le novità sulla piattaforma annunciate ieri insieme allo studio: semplificazione della piattaformain modo che sia ancor più agilemente personalizzabile, e maggiore evidenza data ai contenuti, presentati nella Home Page, distinguendoli da quelli UGC (creati dagli utenti) da quelli professionali.
Che dire! Rimaniamo in attesa. Da utilizzatrice quello che ho potuto notare è sì l’aggiunta di un box con dei contenuti selezionati, distinguendoli tra news, audio e video.
Altra news è la richiesta di aggiungere il proprio nome e cognome per essere più ricercabili. Ecco, questo seconda novità (ma forse un pò anche la precedente) rappresenta in un certo senso un avvicinarsi a Facebook, da sempre caratterizzato dal forte legame con le comunità reali.. anzi in questo caso sarebbe meglio dire originato dalle comunità reali.
Voi che ne pensate?
PS: intanto vi anticipo che sarà presto on line la trascrizione dell’intervista che ho effettuato a Beatrice Finauro- coordinatrice Marketing di MySpace Italia – sul tema del Social Media Marketingin occasione della GirlGeek Dinner Marche #1lo scroso 8 Maggio.. dove sono venuti fuori degli spunti interessanti, relativi appunto agli aspetti della creatività, engagement, coinvolgimento delle comunità on line ed of line.
Altre risorse on line:
- Da social network a social portal: il contenuto al centro dell’evoluzione di MySpace
- MySpace si evolve e prende le distanze da Facebook: comincia l’era ’social portal’
Legge 2.0: il diritto d’autore, la libertà d’espressione, la tutela della privacy e del consumatore nel web sociale.
Sabato 21 Marzo, durante la GGD bolognese, sarà presentato il libro “Legge 2.0, il Web tra legislazione e giurisprudenza” di Elvira Bierlingeri.
Molteplici le tematiche trattate (questo è l’ indice), dal peer to peer & file sharing ai mondi virtuali, dalla tutela della privacy alla libertà d’espressione, anche se il tema maggiomente approfondito, a giudicare dall’indice, è quello del diritto d’autore e della proprieta intellettuale.
Non vedo l’ora di sfogliarlo, sopratutto per la sezione riguardante il tema del Blog come stampa clandestina (cap. 4), anche se alla tematica sono dedicate solo 40 (circa) di più di 300 pagine.
Tema che mi interessa particolarmente, in quanto giornalista regolarmente iscritta, che ama trattare le tematiche politico – sociali ( vedi il mio blog www.societausaegetta.blogspot.com) ma che si rifiuta di registrare i suoi blog, questo perchè sono una più che convinta fautrice di un’informazione libera e non settaria.
[Ho già in precedenza trattato il tema su Società usa e getta in questi due post: "Il Governo: ma quale libertà di informazione?!? … Blogger sloggiati dalla rete " e "La libertà di informazione in Italia: Blogger sotto accusa. Il caso di Antonio Monteleone " ]
Vi farò sapere!
Social Networks più sicuri per i minori grazie al patto E.U.
E’ stato firmato ieri dai 17 maggiori Social Networks, tra cui Facebook e MySpace, il primo accordo Europeo per la sicurezza dei minori su internet. Questo per arginare due pericolosissimi e dilaganti fenomeni, quelli del “Cyberbullismo” e del “Grooming” – pratica degli adulti di contattare i minori allo scopo di circuirli ed effettuare abusi sessuali.
“Un passo importante per permettere ai nostri figli di navigare in Social Networks sicuri” assicura Viviane Eding, commissario dell’Unione Europea per l?information Society & Media.
La stessa Commissione Europea sottolinea che il forte dilagare dei Social Networks in Europa, che ha vista nell’ultimo anno una crescita delle iscrizioni del 50% e si aspettano più di 107, 4 milioni di users nel 2012, può esporre a forte rischio di molestie i minori.
MySpace, ad esempio, ha rivelato a fonti investigative americane che negli ultimi 3 anni sono stati oscurati nel Social Network più di 90.000 profili perchè “sex offenders”.
L’accordo volontario è stato firmato, oltre che da Facebook e Myspace, anche da altri numerosi Social Networks quali: Arto, Bebo, Dailymotion, Giovani.it, Google / Youtube, Hyves, Netlog, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Skyrock, StudiVZ, Sulake/Habbo Hotel, Yahoo!Europe, and Zap.lu.
L’intero elenco dei principi sottoscritti è scaricabile al seguente LINK. Riassumendo, l’accordo si propone di:
- Fornire un tasto “Report of abuse” (Segnala un abuso) intuitivo e faciulemnte accessibile, allo scopo di segnalare contatti e/o condotte inappropriate con un semplice clik.
- Assicurare che nei siti dove gli users sono minori di 18 anni, i profili e le liste dei contatti sono impostati “privati” di defoult. In questo modo sarà reso più diffice a coloro che hanno “brutte intenzioni” di entrare in contatto con i minori.
Il British Home Office ai era già mosso lo scorso Aprile con azioni simili permigliorare la sicurezza on line, mentre i 49 stati USA hanno sottoscritto un simile accordo separatamente con Facebook e MySpace.
Per maggiori informazioni:
- Comunicato Stampa della Commissione Europea.
e ancora:
Italiani… popolo di Facebook.
Il Rapporto Italia 2009 di Eurispes, Istituto di Studi Politi Economici e Sociali, traccia il quadro della presenza degli italiani su Facebook. Ne riporto i tratti salienti:
“Nonostante il 38,1% degli italiani dichiari di non essere iscritto a Facebook, è significativa la percentuale di quanti utilizzano questa forma di comunicazione (30,7%). Quindi tre italiani su dieci contribuiscono con la loro presenza virtuale ad alimentare quello che da più parti è stato definito il “fenomeno del millennio”. C’è, poi, un 31,2% che non conosce il significato di questo termine e rimane, probabilmente, legato a mezzi di comunicazione e relazione di tipo tradizionale.
Soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni e quelli tra i 18 e i 24 anni (rispettivamente il 53,7% e il 52,7%) a sperimentare questo nuovo strumento di comunicazione, che, permettendo la condivisione di interessi, esperienze e desideri, consente loro di coltivare vecchie e nuove amicizie.
Tra i non iscritti a questo social network prevalgono, invece, i 45-64enni (44,6%), mentre non hanno mai sentito parlare di Facebook soprattutto gli ultra65enni (65%).
Il numero più consistente di iscritti a Facebook si rintraccia tra coloro che risiedono nelle Regioni centrali della nostra Penisola (39,3%). Al contrario, tra i non iscritti spiccano gli abitanti del Nord-Est (49,5%). Infine, non sono informati sul “fenomeno Facebook”, in prevalenza, gli italiani delle Isole (48,7%).
Ben il 63,1% degli italiani ritiene che esso sia utile in quanto permette di ritrovare vecchi amici.
Probabilmente, proprio perché svolge questa importante funzione, Facebook non viene ritenuto una perdita di tempo (45,8%). Esso, invece, non viene ritenuto un mezzo utile per fare nuove conoscenze (51,9%), per essere informati su eventi di proprio interesse (54,7%) e per passare il tempo (55,3%).
Il 47,9% degli italiani crede che esso metta a rischio la privacy. In particolare, si parla di social risks, poiché, nel preciso momento in cui si mette in Rete un’informazione personale, se ne perde il controllo, con il rischio che dati delicati finiscano per entrare in possesso di sconosciuti.
I giovanissimi (18-24 anni) sono coloro i quali credono, in misura maggiore rispetto agli altri, che Facebook sia uno strumento utile per ritrovare vecchi conoscenti (72,1%) e passare il tempo (49,6%). Al contrario, sono i meno propensi a credere che esso consenta di stringere nuove amicizie (56,6%).
Gli italiani che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni sono i più convinti che Facebook non abbia la funzione di informare su eventi di proprio interesse (58,4%) e che rappresenti, pertanto, una perdita di tempo (53,1%), al contrario dei 18-24enni (51,2%), 45-64enni (48,3%), 35-44enni (47,4%) e ultra 65enni (42,9%).
Più affascinati dalle potenzialità dello strumento che preoccupati per i possibili rischi ad esso associati, i giovani con età compresa tra i 18 e 24 anni (51,9%) sono quelli più inclini a considerarlo non dannoso per la privacy, seguiti dai 35-44enni (44,7%). Di parere opposto sono, infine, gli ultra 65enni (54%), i 25-34enni (53,5%)e i 45-64enni (42,8%).”
In sostanza, Facebook viene vissuto non tanto come strumento esplorativo, per trovare nuove amicizie ma interessi. Al contrario esso è utilizzato per rinnovare e rafforzare le relazioni che già hanno nella vita reale..
Nulla è fittizzio su Facebook, la vita reale viene riprodotta o meglio, quello che avviene è una estensione. Su Facebook avviene una sorta di rafforzamento, nel senso dell’utilizzo di uno strumento in più, delle interazioni, con i conoscenti, gli amici, gli affetti.. ma anche con le proprie passioni, le ideologie, i propri idoli ed anche i brand preferiti attraverso la diffuza usanza dell’iscrizione ai gruppi di interesse o alle Fanpages.
Le aziende italiane sono sempre più 2.0
Cito dal “Report Italia 2009″ dell’Eurispes, Istituto di studi economici politici e sociali:
“Da una ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0, su un campione di 70 imprese italiane (intervistate tra il 2007 e il 2008) emerge che il 34% di esse è favorevole all’implementazione di strumenti web 2.0 al proprio interno, mentre il 14% ha già intrapreso un percorso di introduzione di queste tecnologie in azienda.
Le aziende considerate hanno intrapreso le seguenti iniziative: appartenenza aperta (13%), ossia l’apertura dei confini organizzativi al fine di favorire il coinvolgimento degli attori esterni; social network (21%), con la
creazione di reti di relazioni; conoscenza in rete (30%), è relativa a processi e sistemi funzionali alla gestione della conoscenza sia di tipo esplicito che di natura tacita; collaborazione allargata (30%), contempla azioni e strumenti finalizzati a favorire la collaborazione e la cooperazione tra attori, superando la formalità degli schemi organizzativi precostituiti; riconfigurabilità adattiva (20%), riguarda la possibilità di favorire la flessibilità e la riconfigurazione di processi organizzativi; global mobility (25%), concerne l’accesso adattivo a strumenti e informazioni del virtual workspace in condizioni di mobilità.”
Una puntualizzazione: L’Osservatorio Enterprise 2.0 fa parte della School of Management del Politecnico di Milano (http://www.osservatori.net/enterprise) I dati riportati dall’Eurispos sono i dati del 2007. Il prossimo 25 Marzo l’Osservatorio presenterà il report 2008.




