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Social Marketing.. Blogging.. Bla Bla.. Social Networks.. Internet PR.. web?.0.. Cyber Journalism.. SMO&SEO.. D'oh!.. Twittering.. BUZZ..
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E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]

 

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Marketing Sociale nei Social Network: pubblicate le slide del Facebook Developer Garage Venezia

Posted By Gioia Feliziani on luglio 10th, 2010

Sono on line le slide della presentazione fatta il 2 Luglio 2010 al Facebook Developer Garage, all’ interno del VeneziaCamp, Festival dell’Innovazione digitale.

Quest’anno ho discusso di come sfruttare la piattaforma Facebook a scopi di Marketing e Monetizzazione, riferendomi però in particolar modo al mondo sociale: ho parlato infatti dell’opportunità che i Social Network (ed in particolare Facebook) offrono per il Fundraising, Cause Related Marketing e Responsabilità Sociale d’Impresa.

Ecco la presentazione pubblicata su Slideshare (da dove è possibile scaricare la presentazione in formato PDF clikkando su Download)

Videocorso sulle Applicazioni Facebook: Guadagnare, fare Business e Marketing Sociale.

Posted By Gioia Feliziani on marzo 23rd, 2010

Fare Marketing e Guadagnare con le Applicazioni FacebookE’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.

Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di aziende For Profit e No Profit, aziende IT e singoli sviluppatori ed ha una durata di 3 ore e 30.

E’ possibile richiedere il corso in offerta promo (97 euro anzichè 197) seguendo questo LINK o direttamente a Gioiacommunica.

Insieme al video ed alle dispense è possibile avere un attestato di partecipazione personalizzato.

Ecco il programma dettagliato, per qualsiasi domanda, richiesta e curiosità, sono a vostra disposizione!

PROGRAMMA DEL VIDEOCORSO “FARE MARKETING E GUADAGNARE CON LE APPLICAZIONI FACEBOOK”

I Parte: “FACEBOOK e le sue Applicazioni”

A cura di Angelo Iacubino

Angelo Iacubino introduce che cosa è un Social Network ed in particolare Facebook, perchè le applicazioni sono un potente strumento di comunicazione e di Marketing, e come controllarne statisticamente l’impatto.  Il docente inoltre spiega come classificare le applicazioni a seconda delle modalità di creazione ed i destinatari, oltre che le diverse professionalità coinvolte.  Sono indicate le carattaristiche fondamentali affinche un’applicazione sia efficace e le strategie per diffonderla il più possibile (engine of adoption e viral loop).  Dopo una guida alla privacy delle applicazioni, Iacubino conclude con indicazioni e consigli per sviluppare un’applicazione: dall’idea creativa, alla scelta dei linguaggi di programmazione fino alle varie fasi di sviluppo.

II Parte: “Come FARE Business e Marketing con le Applicazioni per Facebook”.

A cura di Gioia Feliziani.

Dopo una prima introduzione al modello di Business di Facebook e quali sono le possibili trategie per guadagnare denaro attraverso il Social Network, una prima sezione è dedicata alle applicazioni a scopo di monetizzazione (applicazioni a pagamento, inserimento di pubblicità, vendita di virtual goods, vendita di servizi): strategie, tipologie e progettazione. Tutto questo fornendo delle indicazioni e degli strumenti pratici anche attraverso dei casi studio.

La seconda sezione è dedicata alle aziende, ed in particolare alle applicazioni con scopo di Marketing e Vendita, portando anche esempi ed obbiettivi raggiunti. Mi soffermo poi sull’importanza di conoscere le dinamiche psico sociali per il successo dell’applicazione, oltre che fornire degli strumenti per individuare l’applicazioni più appropriata a seconda nei nostri obbiettivi di marketing e vendita, sia dal punto di vista tecnico che delle dinamiche comunicative. E’ poi spiegato perchè è importante bilanciare la necessità di diffusione di applicazione, con il rispetto delle Policy di Facebook e, soprattutto, della Privacy degli UtentiCasi studio emblematici e suggerimenti utili.

Una terza sezione è dedicata al Social Fundraising e il Cause Related Marketing attraverso le applicazioni Facebook e le potenzialità della piattaforma per coinvolgere gli utenti in una comunicazione socialmente impegnata. Sono riportati casi studio sia di Onlus che di importanti aziende.

Dopo delle riflessioni su quanto hanno inciso le importanti novita’ introdotte nella piattaforma Facebook (l’accesso all’email degli utenti che utilizzano le applicazioni e l’eliminazione delle notifiche automatiche) oltre che sui differenti livelli di comunicazione, concludo con come si calcola il ROI% e come si valuta l’efficacia di un’applicazione: i key point e gli indici di valutazione.

III Parte: “Esploriamo le Applicazioni piu’ interessanti”.

A cura del prof. Roberto Marmo.

Sono analizzati diversi tipi di applicazioni ognuna progettata e sviluppata per rispondere e soddisfare a precisi scopi di marketing e a determinati obiettivi aziendali.  Il professor Marmo inoltre insegna passo passo come utilizzare l’applicazione Static FBML (applicazione creata dagli sviluppatori di Facebook) per personalizzare le tue business fan page.

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Madri si occupa di formazione on line ed off line specializzata nell’area del Web Marketing e Seo.Tante le aziende che hanno scelto Madri per la propria formazione, ne cito alcune: IBM Italia, Compaq Italia, Banca Intesa, Gruppo ENEL, Ferrero S.p.A., SanPaolo IMI, Telecom Italia Mobile, BNL, WWF, Kataweb Spa, Mail Boxes ETC, Gruppo Monte dei Paschi di Siena, MTV Italia, Tupperware, CTS Viaggi, ItalGas, FS GrandiStazioni Spa, Buongiorno.it , Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Alenia Spazio s.p.a., Brick & Click Group, Ipsoa Editore,  Iconmedialab, Eureka Telecomunicazioni,  Reply.it, Fisher Italia, Master in Comunicazione d’Azienda Upa e Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, Gruppo Marangoni.________________________________________________________________________

Ed ora per qualsiasi curiosità, fatevi sotto!

Gioiacommunica nel Dossier Web Marketing di Pc Magazine

Posted By Gioia Feliziani on marzo 4th, 2010

Su PC Magazine di Febbraio è uscito un approfondito dossier intitolato “Social Media per il Business. Conoscere ed utilizzare i nuovi strumenti web 2.0 per il Marketing è un’opportunità per affrontare la crisi.

E’ stato un onore prenderne parte in qualità di esperta, per lo spessore degli altri intervistati, Pepe ModerHead of Digital Barilla e Niccolo MagnaniDigital Consultant e Manager di MRM Worldwide del gruppo McCann, ma soprattutto per il taglio dell’articolo: finalmente un dossier sul web marketing completamente focalizzato sui social media e mobile.

Quella che era una branca del web marketing ritenuta di “contorno”, il Social Media Marketing ora è divenuto centrale nella strategia di comunicazione aziendale, in special modo per le PMI.

Finalmente le aziende (e la carta stampata) e stanno comprendendo il nuovo modo di vivere il web per sfruttarne appieno le dinamiche.

Addirittura, come ben ha spiegato Pepe Moder nel suo intervento, sta dando una scossa al mercato: i più snelli, veloci (potrebbero essere le piccole e medie imprese)  hanno una marcia in più.

Interessante l’intervento di Magnani, che ha parlato di Mobile Marketing ed integrazione con le piattaforme di Social Networking come Facebook, e le importanti implicazioni in termini di una strategia di comunicazione legata al territorio (georeferenziazione), oltre che nel campo Medical.

Infine, io mi sono concentrata sulle applicazioni Facebook per il Marketing e la Monetizzazione, oltre che per il Cause Related Marketing (accennando al nuovo progetto FundCauses – alla prima release, il primo passo per un progetto molto ambizioso che vuole coinvolgere utenti socialmente impegnati ed aziende in un’ottica di responsabilità sociale, come ben evidenziato nella sezione “che cosa sarà FundCauses“)

Non vado oltre.. lascio a voi la lettura!

Facebook Developer Garage Venezia: prova sviluppatori superata. E ora?

Posted By Gioia Feliziani on ottobre 24th, 2009

Ieri è stata per me una giornata esaltante. Ho percorso viette, ponti, canali (complice lo sciopero dei mezzi :-p) .. della favolosa Venezia ed ho presentato al Facebook Developer Garage.

All’evento erano presenti più di 200 persone, tra sviluppatori, blogger, innovatori, Venture Capitals, titolari di aziende ed esperti di Marketing, giornalisti e curiosi.

Il livello sia di interesse ma anche di professionalità del pubblico era molto alto, e questo ha contribuito a rendere lo scambio tra intervenuti e relatori ancora più denso ed interessante.

Prima di me hanno parlato Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, co- autori del libro “Fare applicazioni con Facebook“.. di roba tosta: codice!

Il mio intervento era centrato su come guadagnare con  le applicazioni Facebook: ho esposto diversi modelli di Business – dal lancio di una applicazione allo scopo di monetizzazione alle applicazioni per il Marketing Aziendale, con uno sguardo al Social Fundraising e la Corsporate Social Responsability – i punti chiavi per progettare un’applicazione di successo e di un progetto strategico, l’aspetto economico del ritorno di investimento, ed infine le diverse fasi – e professionalità coinvolte – per la creazione di un’applicazione Facebook.   Presto saranno on line le slide!

Dopo di me è stata la volta di Antonio Tomarchio che ha presentato Simply.com, servizio che permette di inserire pubblicità targettizzata all’interno delle applicazioni.

Giornata a dir poco elettrizzante! Anche perchè grazie al networking ed alle belle professionalità presenti, si è butatta tanta carne al fuoco e tante idee per nuove progetti, di cui vi terrò aggiornati ;-) .

Ah! Un tks anche a Roldano De Persio per la gentilevideo intervista:

Presentazione “Fare Marketing con Facebook: being creative”

Posted By Gioia Feliziani on settembre 1st, 2009

Queste sono le slide che ho presentato in coccasione dell’aperitivo “Quando Facebook entra in azienda” del 28 Agosto 2009.

Prima della presentazione, è stata proiettata l’intervista al Team di Facebook, mentre Chiara de Caro ha fatto un’introduzione sui numeri di Facebook, anche legati ai diversi utilizzi del Social Network quale piattaforma di photo sharing e video sharing .

Nei prossimi giorni l’arricchirò con note e riferimenti, nel frattempo vi suggerisco di visitare il Blog ufficiale del Social Network (http://blog.facebook.com/) ed il Blog dedicato agli Sviluppatori (http://developers.facebook.com), oltre che la sezione pubblicità (http://www.facebook.com/advertising/?src=pf).

Questa è la guida sulle pagine (http://www.facebook.com/advertising/FacebookPagesProductGuide.pdf ).

“Fare Business con Facebook”: i conti non tornano.

Posted By Gioia Feliziani on settembre 1st, 2009

Lo scorso Venerdì 28 Agosto, in occasione dell’incontro GGDMarche “Quando Facebook entra in azienda”, ho avuto l’occasione di confrontarmi direttamente con Luca Conti sul suo libro “Fare Business con Facebook” edito Hoepli ed uscito lo scorso mese.

Libro che nei giorni pre-evento ho avuto modo di leggere e che a mio avviso, anche sulla base della mia esperienza nell’ ideazione e gestione di campagne di comunicazione sul Social Network,  contiene diverse criticità.

Ecco che la mia presentazione “Fare Marketing con Facebook… being creative” ha avuto anche lo scopo di chiarire alcuni punti chiave.

Domani pubblicherò la presentazione, completa di link a risorse presenti su web e di tutte le note / didascalie, nel frattempo in questo post volevo concentrami su un’analisi del testo.

La prima problematica riguarda la natura dei Gruppi e delle Pagine come strumenti di Marketing per le aziende.

Nel cap 4 dedicato ai Gruppi, Conti dice: “I Gruppi sono la parte di Facebook che, fin dal principio, ha permesso di avviare una conversazione e una discussione tra aziende e consumatori, membri del network, con un’ottica orientata al marketing” (p.43). Ecco che in seguito alle aziende che vogliono promuovere la loro attività o i loro prodotti l’autore suggerisce di aprire un gruppo, con il nome stesso dell’azienda / prodotto.

Come si può ben desumere dall’ intervista fatta da me e Chiara de Caro al Marketing Team di Facebook, i gruppi non sono stati creati, né sono concepiti, come strumento di Marketing.

A tal proposito ho chiesto chiarimenti a Cat Lee, Program Manager del Platform Facebook Marketing Team, che mi ha risposto:

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

In sostanza, Facebook stesso raccomanda le Pagine ( o Profili Pubblici) a Brand, Celebrità, Artisti e Personaggi Pubblici… questo perché i loro aggiornamenti appaiono direttamente nelle news e nelle segnalazioni “in primo piano”, e perché è possibile aggiungere il “Fan Box” nel sito / blog dell’azienda / personaggio, da cui è possibile divenire fan, anche quindi esternamente a Facebook.

I Gruppi sono stati creati “per organizzare persone insieme” - come club, associaizoni di business o semplicemente persone che condividono un interesse –  ed hanno il limite dei 5000 iscritti.

Come ho spiegato venerdì inoltre, sono tanti i tool che la Pagina (o Profili Pubblici) mette a disposizione e sono utilissimi per il Marketing: possibilità di aggiungere sempre nuove funzionalità grazie alle applicazioni, possibilità di personalizzazione, disponibilità di tutti i report e statistiche, possibilità di importare i contenuti di siti / blog esterni. Altro vantaggio della Pagina (o Profilo Pubblico), è che l’azienda o personaggio pubblico interagisce con gli iscritti / fan, inviando messaggi, pubblicando link, aggiornando il proprio status etc. con una propria identità.  Nel caso del Gruppo sono gli amministratori che interagiscono con gli iscritti con la loro identità privata, quindi l’azienda si trova nella necessità di eleggere dei rappresentanti visibili che parlino per loro conto.

Cat Lee ha suggerito di leggere un interessante articolo al riguardo, “Facecebook Pages v/s Facebook Groups: What the difference?”, dove in conlusione si afferma: “Groups are great for organizing on a personal level and for smaller scale interaction around a cause. Pages are better for brands, businesses, bands, movies, or celebrities who want to interact with their fans or customers without having them connected to a personal account, and have a need to exceed Facebook’s 5,000 friend cap.”

Questo lo schema riassuntivo, parte della mia presentazione, che ben chiarisce le caratteristiche distintive dei due strumenti:

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

L’autore di “Fare Business su Facebook” continua descrivendo i Gruppi come spazio “in cui raccogliere community già entusiasta del vostro prodotto, trascinando nuovi utenti tra il pubblico dei clienti, degli amici e dei semplici curiosi di passaggio” (p.44), e sottolinea che questo richiede un impegno da parte dell’azienda a far parte della conversazione, consigliando ai soggetti che invece non si sentono pronti a sostenere  tali attività di una Pagina (o profilo pubblico).

Luca Conti, poi, continua “ Se la comunicazione unidirezionale e l’aggiornamento sulle ultime novità, nel vostro piano di comunicazione, prevale rispetto alle opportunità offerte dagli strumenti per stimolare il dibattito con gli iscritti, è probabile che anche in questa situazione il profilo pubblico sia lo strumento più rispondente alle esigenze determinate dalla campagna” (p.45).

Mi chiedo, su che basi poggia quest’ affermazione?

Entrambi, sia il Gruppo che la Pagina (o Profilo Pubblico), hanno una sezione dedicata alle discussioni (attualmente nella Pagina bisogna aggiungerla, ma è molto facile ed intuitivo) quindi entrambi sono un luogo di dialogo e dibattito, solo che la pagina ha in più degli strumenti / caratteristiche orientate al Marketing.

Quando è stata posta la domanda a Luca Conti su questa criticità, lui ha risposto che la situazione è cambiata lo scorso Marzo, quando è stata aggiunta la funzionalità degli status update per le Pagine o Profili Pubblici (infatti scrivere un libro su una piattaforma in continua evoluzione come Facebook è una bella sfida!).

In realtà le cose non stanno proprio così:  sì, è vero che questa nuova funzionalità è stata aggiunta questa primavera, ma tutti i restanti tool (possibilità di aggiungere applicazioni, personalizzazione, analitics, maggiore visibilità delle pagine ecc) erano già presenti da prima.

In definitiva, i Gruppi e le Pagine (Profili Pubblici), sono due strumenti con una natura profondamente diversa:  il primo è nato per agevolare la formazione, interazione ed organizzazione di gruppi di interesse, la seconda per permettere a soggetti pubblici, come le aziende, di comunicare, aggregare, promuoversi, creare comunità.

Questo non esclude perentoriamente che il gruppo possa essere utilizzato dalle aziende a scopo di Marketing, ma in maniera creativa e soprattutto, rispettandone la natura di spazio appartenente agli utenti.

Io stessa ne ho portato un esempio: quello della campagna Feltrinelli (sett. 2008) che ho seguito, dove per lanciare un libro ancora non uscito in libreria, la prima mossa è stata la creazione di un gruppo Facebook, dove il nome del gruppo e la descrizione, richiamano valori condivisi e temi trattati nel libro.

Il nome dell’amministratore (Psico Naufraga*) è stato ispirato da una frase del libro da lanciare, mentre la sezione info conteneva il link ad una lending page dove era possibile scaricarsi il primo capitolo del libro in anteprima.

I temi e le discussioni erano sì relazionati al libro (es. le feste, la provincia ecc.), ma il libro non veniva mai citato direttamente.

In un secondo momento, quando il libro è poi uscito negli scaffali e ci sono stati i primi lettori, è stata creata la Pagina (Profilo Pubblico).

In sostanza,  un conto è creare un gruppo di interesse, magari sponsorizzato (es. un’azienda che produce biciclette che crea un gruppo di appassionati di bicicletta), che rimane comunque uno spazio dedicato agli appassionati, altro è creare un gruppo dedicato all’azienda, addirittura con il suo nome, come alternativa alla Pagina (o Profilo Pubblico).

Altro utilizzo creativo dello strumento dei Gruppi, potrebbe essere  il loro utilizzo da parte delle aziende per avvantaggiarsi di network già esistenti, che corrispondono al loro target di vendita.

Tornando allo stesso esempio di prima, un’azienda di biciclette potrebbe fare una ricerca di gruppi di appassionati di ciclismo, e proporre all’amministratore di comunicare sconti e promozioni dedicati agli iscritti.

Un errore da evitare comunque è, a mio avviso, aprire un gruppo con come nome del brand / azienda – come consigliato nel libro: può essere fuorviante e, se si decide di aprire una pagina per gli ovvi vantaggi sopra menzionati, dispersivo.

Altra criticità del testo riguarda il capitolo 7, dove l’autore propone alle aziende di fare “Cause Marketing” attraverso l’applicazione “Cause”. All’argomento viene dedicato un intero capitolo.

Come ho evidenziato durante l’incontro, quello del Cause Marketing due.zero è un argomento che mi interessa molto e che sto approfondendo.

Luca Conti nel libro propone alle aziende di creare una Causa, ma propone di farlo attraverso il proprio profilo personale.  Ecco  che si ripresenta lo stesso problema dei gruppi, quello della personalità.

Io suggerisco piuttosto di aggiungere l’applicazione Causes alla Pagina (o Profilo Pubblico aziendale) e creare la causa direttamente con l’identità pubblica.

In questo modo inoltre, l’azienda può comunicare in una sezione apposita della sua Pagina, il suo aderire ad una o più cause.. anche non necessariamente create dalla stessa.

Ecco che si riafferma l’esigenza per le aziende su Facebook di creare una propria Pagina (o Profilo Pubblico).

Inoltre: nel capitolo delle applicazioni non vengono citate le applicazioni che io chiamo “redirect”, cioè che portano l’utente in un sito esterno, dove magari si deve registrare per fruire di un servizio. Questa tipologia di applicazione è molto interessante per le aziende che hanno come obbiettivo quello di ricevere traffico da Facebook.

In generale posso dire che è interessante come è strutturato il libro, una sorta di “manuale per Dummies”, molto chiaro. Mancano forse analisi, approfondimenti con dati e risultati, che sono molto utili ad un’azienda nel decidere quale strategia adottare. Probabilmente l’intenzione dell’autore è propria questa, mantenersi ad un certo livello di semplicità ed operatività.

Mancano degli schemi riassuntivi con il confronto dei vari strumenti.

Interessante invece l’idea di aggiungere delle affermazioni di esperti e blogger, molto utile anche per scopi di pubbliche relazioni / promozione del libro.

… Concludendo, visto che con “Fare business con Facebook” i Conti non tornano.. allora meglio fare gruppo o voltare pagina? ;-)

Il fatto è, come poi lo stesso Luca Conti conclude, Facebook è di per se un “libro aperto”, in continua evoluzione con tante novità che c’è il rischio che, anche nel momento in cui scrivo questo post, sia già scaduto!

*Nota aggiunta il 4 settembre 2009: Gli attuali Statment of Right and Responsability (ultimo aggiornamento lo scorsa primavera) richiedono agli utenti di non fornire false informazioni all’interno del loro profilo.  Anche se non ci sono controlli reali (se non dietro segnalazione), è giusto presentarsi con onestà con un’identità reale ed essere trasparenti, visto che Facebook è nato e si è sviluppato da network reali. Si consiglia dunque di creare i Gruppi con un profilo personale veritiero ed esistente.

La Consumer Experience nel Web Sociale

Posted By Gioia Feliziani on luglio 24th, 2009

Lunedì 20 Luglio sono stata invitata alla sede milanese dell’UNIPRO ( Associazione Italiana della Imprese Cosmetiche) per parlare delle potenzialità del web per la comunicazione aziendale.

Per me è stata un’occasione molto formativa per confrontarmi con diverse realtà, dalle grandi aziende internazionali ai proprietari di singoli saloni. Ho avuto così l’opportunità di conoscere le loro esigenze, le loro visioni, i loro dubbi e di risponderne.

Dal confronto sono usciti molti spunti interessanti, che cercherò di riportare in questo articolo.

L’incontro all’Unipro è stato organizzato in collaborazione con QPX, azienda che da anni si occupa dell’analisi e studio della Consumer Satisfaction [e che ora, grazie al supporto  di Gioiacommunica, sta progettando un nuovo strumento, sotto forma di questionario on line, per l'analisi della Consumer Experience, utile per le aziende anche per lo studio di campagne di Marketing e Comunicazione mirate]*Aggiornamento in data 27 Agosto 09: Gioiacommunica – e collaboratori – ha deciso di interrompere il progetto a causa di accordi non rispettati da QPX.

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La mia presentazione, effettuata anche grazie al supporto e contributo di Beatrice Finauro, ha lo scopo di mostrare le potenzialità del web, ed in particolare del web sociale, come strumento di Marketing e Comunicazione e soprattutto come luogo dove l’esperienza del consumatore continua e si sperimenta, al di la delle mura del salone.

Questa la presentazione:

Al termine dell’incontro sono stati posti diversi quesiti.

Una problematica evidenziata è quella relativa al rischio di puntare tutta la campagna di comunicazione su web, non coinvolgendo così tutta quella fetta di pubblico che non è su internet.

Come evidenziato dai dati risportati durante la presentazione, il web / web sociale è ormai un fenomeno di massa. Addirittura, abbiamo visto che è in aumento tra gli over 35, sfatando così il mito che internet sia solamente una “cosa da giovani smanettoni”.

Questo fenomeno è dovuto essenzialemnte a due motivi: ad un invecchiamento fisiologico della popolazione, ma soprattutto alla semplicità dello strumento che ha permesso una massiva alfabettizzazione ed accesso anche a coloro che prima si sentivano esclusi.

Gli strumenti di condivisione del web sociale (come ad esempio i tastini “share” che permettono la diffusione dei contenuti nelle diverse piattaforme di social network, ed altri ancora), inoltre, permettono il riprodursi, di fenomeni che già vivono off line, come il passaparola. Questo punto è stato sottolineato in sede di dibattito, anche da Andrea Paternostro, ricercatore e giornalista, collaboratore del Sole-24 Ore, presente durante l’incontro.

Ecco che l’esperienza on line, alimenta ed amplifica l’esperienza of line e viceversa, ed è importante per le aziende adottare una strategia di comunicazione integrata e cross mediale.

Lo stesso caso studio TIGI riportato nella presentazione, con l’organizzazione di eventi on line ed off line in parallelo, ne è un ottimo esempio.

Un’altra problematica sollevata è quella relativa al monitoraggio.

Una caratteristica del web come media, è la sua “tracciabilità”. E’ infatti possibile individuare degli indici (accessi, keyword utilizzate nelle ricerche, visualizzazioni, risposte, feedback ecc) che permettono la misurabilità, l’analisi e la valutazione sia delle attività di Social Media Marketing ed Internet PR ma anche delle campagne di comunicazione effettuate su altri media, visto che spesso gli utenti esprimono i propri feedback on line.

Su web sono a disposizione degli strumenti gratuiti di misurazione delle conversazioni (o BUZZ) che è utilissimo utilizzare in maniera incrociata, anche se attualmente non offrono un’affidabilità scientifica.

Negli ultimi mesi, inoltre, molte aziende hanno confezionato ed introdotto nel mercato prodotti a pagamento per la misurazione del BUZZ, molto utili dal punto di vista quantitativo ma, per i limiti relativi all’analisi semantica, un pò meno dal punto di vista qualitativo.

Dal mio canto, la mia opinione è che le aziende dovrebbero in questo contesto soffermarsi meno sui numeri e sull’esigenza di controllo, e puntare sulla qualità delle relazioni e delle esperienze, che gli strumenti del Social Media Marketing permettono.

Altro quesito sollevato è l’efficacia del Social Media Marketing per le aziende che operano in aree geografiche circoscritte.

Molte sono le comunità web che sono nate, e si sono sviluppate, da comunità locali, per agevolarne la condivisione dei valori e la socializzazione al loro interno.

Lo stesso colosso Facebook, nasce e si sviluppa da e su comunità (ad iniziare dai College americani) preesistenti e fortemente legate al territorio.

Ecco che le aziende, attraverso gli strumenti del Social Media Marketing, hanno la possibilità di comunicare ad un target mirato, anche geograficamente.

In ultimo, una problematica evidenziata è quella dell’accessibilità in termini di budget da parte delle piccole e medie imprese.

Se ci sono dei Social Network, come ad esempio MySpace e Netlog, che, per la creazione di un profilo aziendale, di applicazioni o l’inserimento di materiale virale come i video, prevedono un investimento iniziale sotto forma di publicità display (banner) che si aggira intorno ai 20.000 euro, ci sono altri Social Network, come Twitter, Friendfeed e lo stesso Facebook dove questa barriera iniziale non è imposta.

Facebook, ad esempio, punta molto alle piccole e medie imprese, fornendogli gratuitamente la possibilità di crearsi un proprio spazio, una FanPage, di creare applicazioni o di utilizzare strumento come Facebook Connect, per collegare il proprio sito al Social Network.

In questo caso, i costi per le aziende sono quelli relativi alla strategia, di settaggio ed eventualmente di programmazione, la creativita e, importantissimo, i costi di gestione degli spazi per mantenere vive le relazioni.

In sostanza, dunque, il Social Media Marketing permette una “modellabilità” e “modulabilità” delle strategie di comunicazione, personalizzabili a seconda delle esigenze e disponibilità.

E’ importante poi tenere in considerazione che il web sociale permette di sfruttare la comunicazione spontanea, il passaparola, la creatività dei propri utenti / consumatori, che diventano per le aziende un vero strumento attivo di comunicazione oltre che un importante fattore di innovazione, grazie al valore e l’importanza dei loro feedback on line.

Se avete dei quesiti da pormi, o qualcosa da aggiungere alle mie argomentazioni, sono aperta a qualsiasi vostro spunto o riflessione.

Social Media Marketing secondo Facebook: la video intervista.

Posted By Gioia Feliziani on maggio 12th, 2009

Come ho annunciato nel blog delle Girl Geek Dinners Marche, è on line la video intervista che ho fatto insieme a Chiara de Caro ad alcune ragazze del team Marketing di Facebook sul Social Media Marketing.

 

Abbiamo chiesto a Cat Lee, Program Manager del Platform Product Marketing Team di Facebook di introdurci agli strumenti di Marketing di Facebook, relazionandoli anche a delle specifiche esigenze aziendali.

 

Lei ha fatto questo, in maniera molto chiara ed efficace … ma anche di più.

Cat ha, infatti, coinvolto altre ragazze del team Marketing: Caitilin O’Farrel – Product Marketing Manager e Kelly Winters – Programme Manager.

 

In una prima introduzione Cat ha indicato le problematiche discusse: quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende in Facebook per le campagne di Marketing e gli strumenti per entrare in una relazione diretta con i propri consumatori.

 

Caitlin O’Farrel ci ha parlato delle pagine Facebook come strumento per instaurare una relazione di comunicazione con i propri clienti e della pubblicità – banner ma anche annunci testuali – strumento indispensabile per campagne profilate (vale a dire dirette ad un’utenza specifica per sesso, età ed interessi).

 

Kelly Winters ha accennato alle applicazioni quali strumenti di Marketing, e poi ha orientato il discorso su Facebook Connect che permette di collegare il proprio sito internet alla piattaforma Facebook: per attirare traffico, per conoscere chi interagisce con il proprio sito e coinvolgerlo in un’esperienza “social”.

 

A conclusione del video Cat ci ha portato alcuni esempi pratici per meglio comprendere gli strumenti e le loro potenzialità.

 

Le pagine, ad esempio, sono molto utili a coloro che non hanno un web site o comunque un sito frequentato… che hanno bisogno quindi di attrarre e coinvolgere nuove persone. L’esempio citato è stato quello di un ristorante, la cui pagina può essere ricercata nella directory specifica… e che può dare visibilità ai suoi piatti pubblicandone le foto, o delle ricette video, oppure comunicare le news ai clienti. Possono inoltre essere creati degli eventi per le occasioni speciali.

 

La pubblicità a pagamento può essere utile a chi è alla ricerca di un target specifico. L’esempio riportato è quello di un fotografo per matrimoni: può orientare la sua pubblicità ad un target di ragazze fidanzate.

 

Come esempio esplicativo per Facebook Connect ha portato il sito www.citysearch.com che utilizza questa tecnologia. E’ possibile loggarsi nel sito con il proprio profilo Facebook, conoscere gente che hanno frequentato lo stesso ristorante o hanno in programma di andarci…

Ecco che l’esperienza di lettura del sito diventa anche sociale… e divertente!

PS: da notare che i gruppi non sono concepiti come strumento di comunicazione aziendale, mentre in passato ed a tutt’oggi spesso vengono utilizzati a tale scopo… spesso confondendone le caratteristiche con quelle della pagina.

For Italy Girl Geek Dinner from Cat Lee on Vimeo.

Vi allego una presentazione sul Social Media Marketing su Facebook che ho pubblicato lo scorso dicembre:

Quale spazio per le SMA?.. ma soprattutto.. sono davvero Social Media Agency?

Posted By Gioia Feliziani on marzo 24th, 2009

Questa mattina ho dato una sbirciatina alla presentazione che Gianluca Diegoli ha fatto al Parma WorkCamp, dove purtroppo, per mie disavventure (sigh!) non sono potuta andare.

Gianluca, con la sua presentazione “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?“, brevissima ed efficace, si interroga sul “senso” delle Social Media Agency e soprattutto sul rischio di “falsare” il mercato.

Trovo questa presentazione geniale:

Innanzitutto ha ragione Gianluca.. la Social Media Agency non ha senso, ma aggiungo,  se è un’ agenzia classica che si è “riadattata” al mercato, senza cambiare però struttura, mentalità, cultura.

Quando tre anni e mezzo fa sono andata a vivere a Milano, mi sono sbalordita per il gran numero di ristoranti cinesi che ti rifilano il giapponese. Ecco la stessa cosa avviene per le agenzie. (E, detta tra noi, è un piacere vedere questa “conversione social” di agenzie che mi guardavano come una “pazza malata” quando gli parlavo delle allora community..)

Il fatto è, come dice Gianluca, che fare Social Media Marketing non significa gestire un account conto terzi o fare semplicemente seeding ( o infiltration.. inserendo del materiale UGC – User Genereted Content -”taroccato”)… perchè allo stato attuale in Italia è questo che le agenzie fanno. Ed ha più che ragione quando dice che questa mentalità rischia di falsare il mercato.  Purtroppo ci sono rimasta scottata direttamente quando lavoravo per un’agenzia (anche questa “travestita”) in cui ho dovuto seguire una compagna con totale assenza del cliente.

L’azienda si deve mettere in gioco ed attuare un cambiamento sia strutturale, che culturale e di prodotto.. questo in prima persona, senza imbrogliare. Onestà e spontaneità, queste sono le chiavi.

Il ruolo del consulente è quello di accompagnare l’azienda in questo processo, fornendogli gli strumenti.. insegnandogli non la creatività ma ad essere creativi, instaurando un rapporto di condivisione.

Questo “travestimento” delle agenzie italiane, che Gianluca chiama “compromesso” come lui ben sottolinea rischia di far passare un messaggio sbagliato, il confondere la conversazione, il coinvolgimento, la relazione come “uno dei” canali pubblicitari o ancor peggio.. un canale di vendita!

Bellissima la slide n. 7 con “Utopie a confronto”  e, soprattutto accordo appieno con la slide n. 8, concentriamoci sui pazienti che veramente vogliono “guarire”, che collaborano.. altrimenti abbiamo l’onestà di dire… così proprio non va!

Per una comunicazione aziendale fluida.. e social!

Posted By Gioia Feliziani on febbraio 10th, 2009

Proprio ieri Fabrizio Scatena, su Blog del circuito HTML.it chiamato Pmi.it e dedicato alle piccole e medie imprese, ha scritto un post chiamato “Su Facebook L’Advertising non decolla”.

In questo post l’autore ripropone la ormai da più parti e da più tempo ribadita sentenza della crisi dell’ADV tradizionale sui Social Networks, con particolare riferimento a Facebook.  La crisi della display è ormai un dato di fatto, anche al di fuori dei Social Networks. Nulla di nuovo dunque.

Come direbbe la nonna, ripetere le cose non fa mai male. Ma ora direi che basta.. anche perchè di cose da fare e sperimentare nella comunicazione 2.0 (.. o meglio N.0 ; – ) ce ne sono un’infinità.

Quello che manca in questo post è un’analisi critica, sia dei perché che dei risvolti, è a dire.. ok ribadito il dato di fatto (ed in questo caso è più corretto dire, riportata la polemica).. quale è la soluzione? Quale la via d’uscita?

Una delle fonti citate dal blogger, che non è niente popò di meno che il New York Time del 13 dicembre, l’accenna “Brand advertisers on Facebook can try one of two new approaches. They can be more intrusive, but the outcome will not be positive. Or they can create genuinely entertaining commercials, but spend ungodly sums to do so. When Facebook convinces advertisers to stage Super Bowl-sized entertainment every day, its future will be assured”.

Lo scorso agosto scrissi un articolo “Il caso Facebook. L’Adv tradizionale sui Social Networks non funziona, molto più efficace il viral, il buzz e CRM”, dove andai oltre invece, segnalando le potenzialità del Social Network che sfrutta all’ennesima potenza i fondamenti del web 2.0: centralità dell’utente e condivisione dei conuti. 

Le aziende devono fare lo stesso, non essere vittime ma fruire di queste straordinarie possibilità. Anzi più che fruire utilizzerei il termine più adatto “fluire”..  non appropriarsi degli strumenti (perché sul web sociale tutto si distorcerebbe.. è fisiologico!).. ma seguirne il flusso, adattandosi ad esso e potenziandolo..

 I numeri dell’articolo ovviamente sono datati, ma la sostanza è attualissima: se lo desiderato, potete leggerlo a questo LINK e commentarlo qui.

Buona lettura.