E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]
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Twitter & Donne: cinguettare che passione!
Che le donne amano chiacchierare non è una novità, come non è una novità che le donne sono appassionate di nuove tecnologie.. ed abbinare la socialità alla tecnologia il passo è breve.
Il Blog , o il profilo sul Social Network, è divenuto un’alternativa al Diario .. le chat alle lunghe chiacchierate al telefono… i siti di Social Shopping alle scorazzate ai centri commerciali. Tutto ciò impazza poi se abbinato alla tecnologia “sociale” per eccellenza: il telefonino.
In questi giorni è stata pubblicata un’ennesima ricerca che conferma questa tendenza, questa volta prendendo come caso studio Twitter ( Social Network secondo solo a Facebook, dove è possibile condividere messaggi, idee, notizie, foto e quant’altro… in soli 140 caratteri, come in un sms)
Una recente ricerca Hubspot (LINK) , che ha analizzato l’account di 200.000 utenti twitter in inglese, ha evidenziato che le donne sono più sociali e geek degli uomini.
Eh sì, mentre gli uomini hanno in media 643 follower (utenti che seguono i loro aggiornamenti) le donne ne hanno in media ben 1717.
Gli uomini seguono in media 287 utenti e twittano (inviano messaggi) in media 698 vo9lte, le donne seguono 381 utenti e twittano 1542 volte.
Questi dati sono sorprendenti se collegati ad un altro: mentre gli uomini si collegano a twitter in media 502 giorni all’anno, le donne lo fanno in media 496 giorni.
In sostanza, a parità (più o meno) di tempo trascorso sui Social Network, le donnesono molto più attive ed i loro cinguettii (dal termine tweet, cinguettio) sono più interessanti.
Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società
Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.
Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.
Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.
Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.
I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.
Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.
Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.
Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.
Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.
Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.
Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.
In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.
Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?
Marketing Sociale nei Social Network: pubblicate le slide del Facebook Developer Garage Venezia
Sono on line le slide della presentazione fatta il 2 Luglio 2010 al Facebook Developer Garage, all’ interno del VeneziaCamp, Festival dell’Innovazione digitale.
Quest’anno ho discusso di come sfruttare la piattaforma Facebook a scopi di Marketing e Monetizzazione, riferendomi però in particolar modo al mondo sociale: ho parlato infatti dell’opportunità che i Social Network (ed in particolare Facebook) offrono per il Fundraising, Cause Related Marketing e Responsabilità Sociale d’Impresa.
Ecco la presentazione pubblicata su Slideshare (da dove è possibile scaricare la presentazione in formato PDF clikkando su Download)
Facebook: sempre più local, sempre più mobile, sempre più pervasivo.
Le ragioni del successo di Facebook sono principalmente tre.
La prima è quella di essersi sviluppato da, e grazie a, network reali preesistenti: da compagni di collage, a colleghi di lavoro, a concittadini.
La sua capacità di rendere reale il virtuale, e viceversa, è stata la sua caratteristica più originale e prorompete che ha rivoluzionato il web.
La seconda caratteristica del colosso di Palo Alto è quello di riuscire ad arricchirsi di sempre nuove funzionalità, fagocitando anche features dei competitors (vedi a tal proposito “Facebook versus Twitter” e “FriendFeed accetta l’amicizia di Facebook… tra entusiasmo e sgomento”).
La terza è quella di aver dato libero accesso al mondo business, ma, anche qui, con un tranello: ad un’iniziale apertura totale, che ha dato uno scossone al mercato mettendo in ginocchio competitors come MySpace, ora, attraverso la “politica della privacy” – un po’ improvvisata, diciamocelo – il team di Facebook sta mettendo un freno all’”arrembaggio” delle aziende, vedi tra gli altri il “famigerato” caso Burger King.
E’ uscita ieri su “Advertising Age” la notizia che Facebook sta per lanciare una nuova feature (funzionalità) - che riassume in se queste tre caratteristiche – e che consiste nella possibilità per gli utenti di aggiornare lo “status” con la loro posizione geografica.
Ecco che le aziende avranno la possibilità di inviare agli utenti di Facebook messaggi pubblicitari mirati anche in base alla loro posizione geografica, e la prima azienda ad avvantaggiarsene sarà la McDonald.
Non a caso, questa novità sarà introdotta in concomitanza del successo di Social Network “local –based” quali Foursquare, Gowalla e MyTown i quali, nonostante le loro “piccole” dimensioni rispetto al colosso Facebook (si parla comunque di numeri che si aggirano sul milione d’utenti) hanno visto l’interessamento per la loro comunicazione commerciale d’azienda quali Pepsi Co, Starbucks, Bravo e MTV.
Ecco che… piatto ricco mi ci ficco!
Certo, Foursquare, al contrario di Facebook, è nata e si sviluppa come servizio community Mobile, ed è proprio con la navigazione mobile che si sfrutta appieno le potenzialità d’interazione, e comunicazione, georeferenziata.
Come dicono le stesse statistiche ufficiali però, attualmente sono 100 milioni gli utenti che acedono a Facebook tramite il telefonino, mentre ci sono più di 200 operatori telefonici in 60 paesi che stanno promuovendo le funzionalità Mobile del Social Network di Palo Alto.
Eh già, nella guerra dei numeri, quella con Facebook è ormai una lotta impari.
La novità pare che sarà introdotta entro fine mese.
L’articolo su Advertising Age: “McDonald’s to Use Facebook’s Upcoming Location Feature“
Videocorso sulle Applicazioni Facebook: Guadagnare, fare Business e Marketing Sociale.
E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di aziende For Profit e No Profit, aziende IT e singoli sviluppatori ed ha una durata di 3 ore e 30.
E’ possibile richiedere il corso in offerta promo (97 euro anzichè 197) seguendo questo LINK o direttamente a Gioiacommunica.
Insieme al video ed alle dispense è possibile avere un attestato di partecipazione personalizzato.
Ecco il programma dettagliato, per qualsiasi domanda, richiesta e curiosità, sono a vostra disposizione!
PROGRAMMA DEL VIDEOCORSO “FARE MARKETING E GUADAGNARE CON LE APPLICAZIONI FACEBOOK”
I Parte: “FACEBOOK e le sue Applicazioni”
A cura di Angelo Iacubino
Angelo Iacubino introduce che cosa è un Social Network ed in particolare Facebook, perchè le applicazioni sono un potente strumento di comunicazione e di Marketing, e come controllarne statisticamente l’impatto. Il docente inoltre spiega come classificare le applicazioni a seconda delle modalità di creazione ed i destinatari, oltre che le diverse professionalità coinvolte. Sono indicate le carattaristiche fondamentali affinche un’applicazione sia efficace e le strategie per diffonderla il più possibile (engine of adoption e viral loop). Dopo una guida alla privacy delle applicazioni, Iacubino conclude con indicazioni e consigli per sviluppare un’applicazione: dall’idea creativa, alla scelta dei linguaggi di programmazione fino alle varie fasi di sviluppo.
II Parte: “Come FARE Business e Marketing con le Applicazioni per Facebook”.
A cura di Gioia Feliziani.
Dopo una prima introduzione al modello di Business di Facebook e quali sono le possibili trategie per guadagnare denaro attraverso il Social Network, una prima sezione è dedicata alle applicazioni a scopo di monetizzazione (applicazioni a pagamento, inserimento di pubblicità, vendita di virtual goods, vendita di servizi): strategie, tipologie e progettazione. Tutto questo fornendo delle indicazioni e degli strumenti pratici anche attraverso dei casi studio.
La seconda sezione è dedicata alle aziende, ed in particolare alle applicazioni con scopo di Marketing e Vendita, portando anche esempi ed obbiettivi raggiunti. Mi soffermo poi sull’importanza di conoscere le dinamiche psico sociali per il successo dell’applicazione, oltre che fornire degli strumenti per individuare l’applicazioni più appropriata a seconda nei nostri obbiettivi di marketing e vendita, sia dal punto di vista tecnico che delle dinamiche comunicative. E’ poi spiegato perchè è importante bilanciare la necessità di diffusione di applicazione, con il rispetto delle Policy di Facebook e, soprattutto, della Privacy degli Utenti. Casi studio emblematici e suggerimenti utili.
Una terza sezione è dedicata al Social Fundraising e il Cause Related Marketing attraverso le applicazioni Facebook e le potenzialità della piattaforma per coinvolgere gli utenti in una comunicazione socialmente impegnata. Sono riportati casi studio sia di Onlus che di importanti aziende.
Dopo delle riflessioni su quanto hanno inciso le importanti novita’ introdotte nella piattaforma Facebook (l’accesso all’email degli utenti che utilizzano le applicazioni e l’eliminazione delle notifiche automatiche) oltre che sui differenti livelli di comunicazione, concludo con come si calcola il ROI% e come si valuta l’efficacia di un’applicazione: i key point e gli indici di valutazione.
III Parte: “Esploriamo le Applicazioni piu’ interessanti”.
A cura del prof. Roberto Marmo.
Sono analizzati diversi tipi di applicazioni ognuna progettata e sviluppata per rispondere e soddisfare a precisi scopi di marketing e a determinati obiettivi aziendali. Il professor Marmo inoltre insegna passo passo come utilizzare l’applicazione Static FBML (applicazione creata dagli sviluppatori di Facebook) per personalizzare le tue business fan page.
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Madri si occupa di formazione on line ed off line specializzata nell’area del Web Marketing e Seo.Tante le aziende che hanno scelto Madri per la propria formazione, ne cito alcune: IBM Italia, Compaq Italia, Banca Intesa, Gruppo ENEL, Ferrero S.p.A., SanPaolo IMI, Telecom Italia Mobile, BNL, WWF, Kataweb Spa, Mail Boxes ETC, Gruppo Monte dei Paschi di Siena, MTV Italia, Tupperware, CTS Viaggi, ItalGas, FS GrandiStazioni Spa, Buongiorno.it , Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Alenia Spazio s.p.a., Brick & Click Group, Ipsoa Editore, Iconmedialab, Eureka Telecomunicazioni, Reply.it, Fisher Italia, Master in Comunicazione d’Azienda Upa e Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, Gruppo Marangoni.________________________________________________________________________
Ed ora per qualsiasi curiosità, fatevi sotto!
Gruppi vs Pagine ovvero Interessi vs Business: Facebook interviene
Mercoledì 24 Febbraio, nel blog ufficiale di Facebook è uscito il post “Facebook Tips: What’s the Difference between a Facebook Page and Group?” che ben chiarisce le differenze nella natura e utilizzo degli strumenti, appunto, delle Pagine o Profili Pubblici e i Gruppi.
Il team di Facebook ribadisce infatti che mentre i gruppi Facebook sono lo strumento ”adatto per piccoli gruppi di comunicazione e per la condivisione di interessi ed opinioni “, le Pagine sono strumenti nati per rispondere alle esigenze di comunicazione di personaggi pubblici, aziende ed organizzazioni.
Il post fa parte della serie “Facebook Tips” che va a rispondere alle domande frequenti relative all’utilizzo di Facebook.
In effetti, la questione dell’utilizzo dei Gruppi piuttosto che le Pagine a scopo di Business su Facebook ha da sempre sollevato non pochi dubbi e polemiche, come già affrontato nel post “Fare Business con Facebook: i Conti non tornano” , in relazione all’ analisi critica del libro di Luca Conti.
Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.
Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.
Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare Gmail e renderlo più “social”.
Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.
Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.
Il funzionamento di base include la possibilità di aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.
Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto: Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari“ che è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità. Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.
Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto. Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.
Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.
Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per avere una lista di “follower“.
Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.
E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.
Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.
Non più notifiche per le applicazioni Facebook, e la diffusione virale? La mail.. e non solo
Recentemente è stato annunciato dalla piattaforma Facebook che le applicazioni non potranno più contenere funzionalità che inviano le notifiche automatiche agli utenti.
Le tempistiche? Appena gli sviluppatori potranno richiedere ed avere accesso alle e-mail degli utenti.
Insomma, in risposta alla notifica “vuoi un biscottino della fortuna?”, Facebook toglio il biscotto, ma regala una torta!
Eh sì, perché le e-mail degli utenti, soprattutto se altamente profilate, sono molto importanti ed ambite per il marketing.
Sappiamo bene che lo sviluppatori Facebook può avere accesso a tutte le informazioni pubblicate nel profilo degli utenti che utilizzano le loro applicazioni oltre che il loro grafo sociale, se a ciò aggiungiamo la mail il gioco è fatto! E’ pronto un ricco database, attraverso cui sarà possibile inviare delle comunicazioni mirate.
In verità anche prima era possibile richiedere la mail degli utenti, magari inserendo una form di richiesta all’interno dell’applicazione. In questo modo però l’implementazione di questa funzionalità viene facilitata.
Ma senza le notifiche le applicazioni saranno in grado di diffondersi rapidamente?
La risposta è .. vedremo!
Io penso proprio di si, l’importante è progettare le applicazioni in modo che vengano sfruttati appieno altri meccanismi virali.
Lo stesso Facebook fa un elenco di funzionalità utili alla promozione dell’applicazione, facendo una distinzione tra quelle che permettono un’interazione da applicazione a utente a quelle da utente a utente.
Ecco l’elenco:
Dall’applicazione agli utenti:
- E-mail: ora che lo sviluppatore dell’applicazione ha a disposizione la mail, essa può essere utilizzata per comunicare annunci, inviare newsletter e, se si tratta di applicazioni di e-commerce o di vendita, comunicazioni riguardanti i pagamenti.
- “Updates & Streem“: qualora gli utenti siano fan dell’applicazione, attraverso la fan page o profilo pubblico dell’applicazione è possibile inviare brevi comunicazioni ai fan attraverso la news streem o bacheca.
- “Application news” è una funzionalità che permette all’applicazione di condividere brevi news con gli utenti mentre la stanno utilizzando.
Dagli utenti ai loro amici:
- Stream: funzionalità molto utile che permette agli utenti di condividere facilmente la loro esperienza dell’applicazione con i loro amici, pubblicando notizie nella loro bacheca.
- InBox: Funzionalità che permette agli utenti dell’applicazione di inviare messaggi di posta Facebook ai loro amici con come allegato delle comunicazioni o elementi dell’applicazione. Questa opzione è per esempio utilizzate dalle applicazioni “Gift” ed è una modalità interessante per incoraggiare la comunicazione degli utenti circa l’applicazione, o addirittura per permettere agli utenti di comunicare messaggi speciali attraverso l’applicazione.
- Invitations: il sistema degli inviti che permette agli utenti di invitare i loro amici a partecipare all’applicazione rimarrà invariato.
In definitiva, penso che l’eliminazione del sistema delle notifiche sarà sicuramente apprezzato dagli utenti Facebook, perchè viene così eliminato quello “spam” automatico che gli utenti inviano inconsapevolmente ai loro amici, che a volte può essere percepito come fastidioso.
Questa novità, che sarà presto comunicata al “grande pubblico” del Social Network tramite il blog ufficiale, paradossalmente può essere un fattore che stimoli ad un maggiore utilizzo delle applicazioni, perché percepite più “spam safe”.
Inoltre, penso, sarà un incentivo ad una maggiore professionalità nel design delle applicazioni. Troppo comodo prevedere dei meccanismi automatici.
Ora chi si occupa del design delle applicazioni deve tener in conto quelle che più ho volte citato “motivazioni” degli utenti.. perché gli utenti dovrebbero comunicare ai loro amici che stanno utilizzando quell’ applicazioni? A quale bisogni di comunicazioni andiamo a soddisfare? Che messaggio permettiamo di comunicare?
In definitiva maggiore attenzione al marketing, al design, alla creatività… alla comprensione.
Una bella sfida per noi operatori del settore e per le aziende che, intelligentemente, sapranno utilizzare questo ottimo strumento di marketing, comunicazione, crm e di vendita che sono le applicazioni Facebook.
Con Meemi e Twitter il microblogging parla italiano
I Social Media sono diventati molto popolari perché permettono alla gente di connettersi con il mondo per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo, sono in continua evoluzione e con questo post,vorrei parlare principalmente dei microblogging.
Quest’ultimi sono delle forme di pubblicazione di contenuti in tempo reale come messaggi di testo(max.140 caratteri)immagini, video, audio MP3,anche segnalibri,citazioni e appunti.
I microblogging non sono da sottovalutare,la crescita nell’ultimo anno è stata esponenziale,per esempio Twitter (2006), il precursore del microblogging, è diventato estremamente popolare grazie la semplicità ed immediatezza di utilizzo, divenendo uno dei modi migliori per condividere informazioni e scoprire cosa sta accadendo ora nel mondo.
Nell’ultimo anno Twitter è cresciuto del 900%,si è aggiudicato anche il riconoscimento come eccellenza di internet vincendo il premio nella categoria “Fenomeno dell’anno”, sbaragliando tutti gli altri concorrenti: ben 10 mila siti web provenienti da 60 paesi.
Dall’ inizio di dicembre è disponibile anche la versione di Twitter in italiano, molti utenti avranno così meno difficoltà ad avvicinarsi ad un servizio che capiscono, non subito concettualmente ma a livello di utilizzo.
Le conversazioni su Twitter si stanno arricchendo di punti di vista,oltre alla traduzione in italiano possiamo trovare quella in spagnolo,francese e in tedesco. Devo dire che questa nuova frontiera di Twitter in Italiano è una buona cosa,visto che il servizio di microblogging non è ancora cosi popolare in Italia come lo è all’estero.

La traduzione di Twitter in Italiano è stata effettuata da un gruppo di volontari,un’altra novità è l’immagine simpatica dell’uccellino di Twitter a bordo di una gondola con un cappellino tricolore che dice:”cosa c’è di nuovo?”.
Ho deciso,di dedicare attenzione anche a Meemi un servizio di microblogging tutto Made in Italy , serve per conoscere gente nuova, discutere con loro di argomenti vari,soprattutto comunicare.
Questo microblogging,è interessato ai contenuti che gli utenti postano,piuttosto che gli aggiornamenti o le connessioni. Guardando l’homepage è subito lampante l’idea di connessione e di condivisione di contenuti con altri utenti:”un meme è una riconoscibile entità di informazione,relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supportato simbolico di memoria”
E-commerce su Facebook: quando fare shopping on-line diventa un’esperienza social.
Facebook sta mettendo a punto un bel sistema di micro pagamenti on line, già disponibile per le applicazioni, ma che presto sarà ufficialmente lanciato come servizio per l’e-commerce.
Nel frattempo è possibile fare e-commerce attraverso Facebook? E certo che si!
Il sistema di pagamento tramite Paypal è già integrabile all’interno delle applicazioni, inoltre ci sono già delle applicazioni di e-commerce anche se l’acquisto viene concluso in un sito esterno.
Un esempio è l’applicazione “My Merch Store” che permette all’utente di creare dei gadget personalizzati con un proprio design, e successivamente venderli sia nel sito Zazzle.com ma anche attraverso una piccola vetrina nel proprio profilo privato o pagina / profilo pubblico Facebook.
L’articolo “E-commerce Facebook Application” Iin- inglese) spiega in maniera breve ed esaustiva cosa sono le applicazioni e le potenzialità, oltre che citare qualche esempio di applicazioni e-commerce. In quest’articolo invece ” Facebook + Ecommerce= 28 Applications Reviewed” (in inglese) ne esamina e commenta 28, ma ad oggi le applicazioni di e-commerce sono molte di più.
In’oltre, da pochi mesi, c’è un’importate novità: l’applicazione FBML sviluppata dallo stesso Team di Facebook, permette a chi possiede una pagina/ profilo pubblico Facebook di inserire una sezione personalizzata al suo interno.
Copertosa, e-commerce di coperte, plaid, copripiumoni e bavaglini high quality e handy made Made in Italy, con il supporto di Gioiacommunica, ha utilizzato questa possibilitàinserendo una sezione e-shop collegata direttamente al sito di e-commerce.







