September 29, 2011

Gli ultimi sviluppi dell’universo Social Media: continua la crescita, nel mondo e in Italia

Il fenomeno dei Social Media, si sa, è in continua ascesa, e Facebook continua a farla da padrone. E se allunghiamo l’occhio oltreoceano, scopriamo che le cose non sono diverse: anche sul fronte Social, ogni mondo è paese.
Nielsen ha appena pubblicato “The State of Social Media Report”, un rapporto relativo all’evoluzione dei social media in USA alla fine del 2011, registrando dati interessanti e non troppo dissimili da quelli italiani.
Anche gli americani dedicano all’utilizzo dei Social Network e dei Blog la maggior parte del tempo di navigazione in Internet : il 22,5%, più del doppio rispetto alle altre categorie considerate (giochi online al 9,8%, email al 7,6%).
Le donne, poi, sono le vere “social addicted”: tranne che per LinkedIn e Wikia, maggiormente utilizzati dagli uomini, le donne, in particolare quelle tra i 18 e i 34 anni, sono le maggiori frequentatrici di Social Network.
Tra questi, il preferito è senza dubbio il colosso Facebook, che spicca nettamente sui competitors con il 62 % di visitatrici.
Inoltre, se l’accesso preferito è dal computer, è importante (34%) la percentuale degli utenti che preferiscono il mobile. Fra questi, la visita ai Social Network è la seconda attività più frequente (47%) preceduta solo dal download e dall’ascolto di file musicali (49%).
Infine, è d’obbligo segnalare che l’Italia è il quinto mercato globale per i Social Network, preceduta solo da Australia, Brasile, Francia e Germania.
Insomma, se guardiamo Facebook, Blog, Twitter & Co., non c’è digital divide che tenga!
E per chi non ha ancora considerato il potenziale dei Social Media per sviluppare la propria impresa, c’è Gioiacommunica: inserita all’interno di un network internazionale di innovatori sociali, e grazie al suo team di esperti ICT, creativi, editor e giornalisti che si dividono tra le Marche, l’Emilia Romagna e Milano, riesce ad offrire servizi di comunicazione integrata pensati ad hoc per organizzazioni di diversa natura e dimensione.
September 23, 2011

Aziende e Social Network: un grande potenziale, pronto da far fruttare.

E’ ormai noto che nessuna strategia di marketing aziendale può prescindere dal considerare la rilevanza dei Social Network nell’universo comunicazione.
I dati parlano chiaro: ormai, solo su Facebook e solo in italia, ci sono oltre 18 milioni di iscritti, 12 milioni dei quali si collega ogni giorno.
Se fino a pochi anni fa l’esperienza “social” riguardava solo gli aspetti personali degli utenti, ora anche il commercio si condivide: mentre si conia il termine “f-commerce”, marchi del calibro di Coca Cola e General Motors trasferiscono gli investimenti pubblicitari dalla stampa e dalla tv verso i Social Network, contribuendo a far aumentare del 74% in un anno il prezzo di un Ad piazzato su Facebook.
E in Italia? Come emerge da uno studio commissionato da Alcatel-Lucent Enterprise a Sda Bocconi, pubblicato in questi giorni, 3 aziende su 4 sono convinte dell’importanza dei social media per il business e il rapporto con i clienti, ma poco più di 1 su 3 sta già sperimentando strumenti social.
Le imprese, dunque, sembrano dimostrare interesse per il canale sociale da affiancare ai sistemi tradizionali di comunicazione, indirizzata non solo ai consumers privati ma soprattutto verso il canale B2B. Invece, meno attenta sembra essere la fase di : solo 1 azienda su 4 dichiara di tenere in considerazione i commenti degli utenti nelle scelte di marketing e customer service, e un buon 40% non monitora affatto ciò che accade nei propri canali sociali.
Insomma, il potenziale del web è alto, ma deve essere ben sfruttato, senza aver timore di raccogliere commenti negativi.

Se la tua azienda è interessata a sviluppare un piano di comunicazione integrato con i Social Network, Gioiacommunica fa al caso tuo: inserita all’interno di un network internazionale di innovatori sociali, e grazie al suo team di esperti ICT, creativi, editor e giornalisti che si dividono tra le Marche, l’Emilia Romagna e Milano, riesce ad offrire servizi di comunicazione integrata pensati ad hoc per organizzazioni di diversa natura e dimensione.

August 31, 2011

FundCauses di Gioiacommunica sul nuovo numero di Glamour!

Il numero di settembre di Glamour, da pochi giorni in edicola, a pag. 200 ospita un articolo dedicato alle iniziative di social activism sul web.

L’idea che gli amici dei Social Network rappresentino un vero e proprio capitale, capace di raggiungere risultati significativi, grazie anche al contributo di aziende sponsor, è alla base dei cosiddetti “Facebook per altruisti”, che da qualche tempo iniziano a spopolare anche in Italia.
Si tratta di web community in cui condividere cause sociali, da diffondere viralmente allo scopo di raccogliere “soldi reali” per finanziarle.

Tra le più ambiziose iniziative Italiane, la rivista cita, a pag. 202, anche FundCauses, un progetto di Gioiacommunica. Online dal prossimo autunno,  FundCauses permetterà agli utenti di promuovere e rendere realizzabili le cause preferite semplicemente con il passaparola sui Social Network, grazie al supporto di aziende sponsor.

Per essere aggiornato in anteprima sull’opportunità che FundCauses ti offre di creare un impatto positivo reale con un semplice gesto di condivisione, iscriviti alla Newsletter e diventa un ambasciatore FundCauses!

E non dimenticarti.. BeAcTiVe!

August 24, 2011

Facebook, novità in arrivo: tagging, privacy, gestione dei post e georeferenziazione

Tante novità in arrivo sul fronte Facebook, che vedremo sul nostro profilo nel popolare Social Network nei prossimi giorni.

Cambierà la gestione dei contenuti. Saranno inserite infatti nuove funzionalità che permetteranno un maggiore controllo dei contenuti, organizzate in un menù “in line”, e la possibilità di vedere la “preview” di come apparirà il nostro profilo agli altri utenti.  Una serie di controlli sul contenuto dei nostri post (che ci permetteranno di modificarli, senza doverli cancellare e pubblicare di nuovo come succede ora), saranno posizionati proprio nei pressi del post stesso.

Novità significative anche sul fronte della privacy: sarà possibile infatti “taggare” non solo nostri amici, ma tutti gli utenti Facebook. Questa novità che può rappresentare l’ ennessima “intrusione” sulla privacy dell’utente, è moderata dal fatto che il tag deve essere necessariamente approvato prima che il post “che ci tagga” sarà pubblicato nella nostra bacheca.

Inoltre la gestione della Privacy sarà resa più immediata, aggiungendo la nostra localizzazione senza ricorrere necessariamente a place.

Non dobbiamo fare altro che attendere le prossime ore per fare esperienza diretta di queste novità, e staremo a vedere come reagiranno gli utenti.

Ogni piccola novità infatti su Facebook comporta un piccolo stravolgimento, è come se ci spostassero i mobili di casa.. abbiamo bisogno di un pò per abituarci! Ed inizialmente, non manca qualche protesta.

 

March 22, 2011

Facebook Deals:lo shopping sociale con offerte e promozioni sul territorio.

Finalmente online anche in Italia la nuova versione di Facebook Deals, un’estensione di Facebook Places.

Facebook Deals rappresenta la nuova frontiera del Marketing Territoriale.

L’applicazione, disponibile solo per la versione mobile di Facebook e per iPhone, permette di condividere luoghi di incontro, attività di gruppo e altro ancora, ma soprattutto acquisti e promozioni speciali, con la possibilità di ottenere una mappa delle offerte speciali proposte dai negozi nelle tue vicinanze!

Ebbene sì, le potenzialità di questo strumento sono molteplici e tutte alquanto allettanti, poiché in grado di scatenare una reazione a catena di acquisti.

Il meccanismo è semplice: basta accedere a http://www.facebook.com/deals, registrarsi inserendo la propria città e automaticamente comparirà la lista dei negozi che riservano un buono sconto per te se si effettua il check-in (se un utente si reca in quel negozio, e lo segnala ai suoi amici tramite Facebook Places).

Per usufruire di tali promozioni basta cliccare su “Sfrutta l’offerta”. In seguito bisognerà mostrare la schermata del telefono presso il punto vendita.

Le tipologie di offerte a disposizioni sono 4:

Offerta individuale, che prevede un solo utilizzo della promozione;

Offerta amici, secondo cui per poter godere dell’offerta è necessario effettuare la registrazione insiemeai vostri amici;- Offerta fedeltà, che offre la possibilità ai clienti più fedeli di guadagnare dei punti;

Offerta di beneficienza, in cui l’azienda si impegna nel sociale facendo una donazione ad un entebenefico al momento della vostra registrazione.

Le prime 5 aziende italiane che hanno messo a disposizione degli sconti per i propri clienti sono state: PosteItaliane, TIM, Vodafone, Benetton e AC Milan (clicca qui per vedere le promozioni che erano state offerte).

L’unica cosa da fare qual è? Registrarsi e dare subito un’occhiata per vedere se ci sono offerte nei paraggi!

Buono shopping!!!

E’ inutile dire che quella offerta da Facebook è un’ottima possibilità per le aziende per promuovere la propria attività sul territorio, nelle Marche, in Lombardia come in tutte le regioni italiane.

Se vuoi saperne di più su come promuovere la tua attività sul territorio grazie a Facebook Deal, contatta Gioiacomminica.

(Scritto grazie al contributo di Rossana Cipolletta)

March 9, 2011

Privacy e Facebook diventano fiction!E’ iniziato “The Scrimms”

Ieri, 8 Marzo 2011, ha fatto il suo debutto in rete la prima serie drammatica prodotta su Facebook: The Scrimms. Il tema scottante trattato dalla soup è quello della privacy.

Si è discusso a lungo sulle nuove politiche di privacy sviluppate per il social network per eccellenza da Zuckerberg e i suoi discepoli. Come già saprete il gruppo di sviluppatori che gestisce il portale sta approfondendo lo sviluppo di una nuova normativa sulla privacy che sia comprensibile a tutti. Sono state introdotte molteplici nuove funzioni volte a controllare le modalità di visualizzazione e utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti.

Ne riporto solo alcune:

1-     E’ stato reso più trasparente l’utilizzo che viene fatto dei dati personali dell’utente quando ci si iscrive ad un’applicazione;

2-     E’ possibile autorizzare la visualizzazione di determinati contenuti solo ad un preciso gruppo di amici;

3-     Le inserzioni vengono pubblicate senza condividere informazioni personali con gli inserzionisti

Il risultato di tutte queste vicende? The Scrimms.

Si tratta della prima serie drammatica prodotta su Facebook, composta di otto episodi, che vede come protagonista una famiglia con l’ossessione di perdere la propria privacy, come dopotutto succede su Facebook.

La prima stagione di questa serie è iniziata l’8 Marzo alle 21:00.

Ogni episodio in tempo reale ha la durata di 30 minuti e la storia…beh…a quanto pare i post pubblicati dalla Famiglia sul famoso Social Network sono stati oggetto di intercettazioni dalla polizia, che ha scoperto uno sfruttamento illecito di risorse naturali al fine di accaparrarsi il mercato Rare Earth Metals.

E’ una vera e propria visione voyeuristica della famiglia Scrimms e di coloro che gli girano intorno.

L’idea è partita da un’agenzia di marketing di Buston, precisamente la Social-smart LLC, che si è ispirata alla rubrica “What They Know” del Wall Street Journal, che espone l’incessante abuso della privacy online.

L’agenzia in questione ha offerto così un’esperienza multimediale sperimentale che vede raggruppato un cast di 21 disadattati virtuali. Il budget a disposizione ridotto ha costretto i produttori a scegliere uno stile home-made.

Puoi seguire la serie, attualmente disponibile solo in lingua inglese, collegandoti alla loro pagina Facebook. Attenzione però…la visione è consigliata solo ad un pubblico adulto!

Ecco il traile, buona visione!

Post di Rossana Cipolletta

September 14, 2010

Diaspora: domani il lancio del Social Network pro-privacy già definito “Anti-Facebook”

 Ci siamo, è previsto per domani 15 Settembre il lancio ufficiale di Diaspora, il nuovo Social Network che fa parlare di sé come il servizio che rivoluzionerà il modo di “fare rete” e che è già stato definito “L’Anti-Facebook  e Facebook-Killer . Anche il nome che gli è stato assegnato sembra essere un richiamo a ciò che dovrà essere una dipartita di massa dal gigante Facebook, che con i suoi 500 milioni di utenti domina la scena dei Social Network.

Il lancio è stato annunciato dagli stessi fondatori di Diaspora sul sito ufficiale . Il team che ha lavorato a questo progetto è composto da quella che sembra essere diventata una prerogativa di ogni start-up promettente: studenti curiosi e desiderosi di contribuire a migliorare lo status quo. In questo caso si tratta di Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer, e Ilya Zhitomirskiy, quattro studenti di Informatica della New York University.

La loro idea nasce da una chiacchierata con il professor Eben Moglen, Docente di legge e Storia Legale presso la Columbia University e Director Counsel e Presidente presso il Software Freedom Law Center sulla libertà e la proprietà online.  Discutendo di come poteva essere un Social Network distribuito, da buoni programmatori, hanno iniziato a costruirlo concretamente.

Ma, dunque, in cosa consiste Diaspora? I suoi creatori lo definiscono così:

<<The privacy aware, personally controlled, do-it-all, open source social network>>

Do-it-all: Una volta installato Diaspora provvederà, secondo le preferenze dell’utente, ad aggregare tutte le informazioni come il profilo di Facebook, i propri Tweet con, in aggiunta, una maggiore libertà di integrazione tra i diversi Social Network. Un esempio? Pubblicando un’immagine su Flickr il “seed” genererà automaticamente un Tweet con un link alla foto.

Open Source: Sì, avete letto bene. Installare Diaspora significa anche entrare in possesso delle API di Diaspora V.1 e di tutto il codice di Diaspora secondo la licenza GNU Affero General Public License . Il che significa che sarà personalizzabile e riadattabile alle proprie esigenze, sempre che se ne abbiano le competenze per farlo.

Privacy aware e personally controlled: La struttura di Diaspora è totalmente distribuita. Per poter utilizzare Diaspora è necessario installarlo sul proprio computer o server che si trasformerà così in un “seed” pronto a collegarsi con qualsiasi altro “seed” che si voglia. Una volta connessi i due computer si scambieranno dati e informazioni criptati (con, neanche a dirlo, un free software: Gnu Privacy Guard) direttamente l’un l’altro senza appoggiarsi ad hub esterni, dunque senza lasciare tracce di informazioni e dati personali. Offrendo così un maggiore controllo sui propri dati e sulle proprie connessioni sociali.

E’ questa la grande novità di Diaspora che lo pone come diretto avversario di Facebook, dunque non solo in quanto Social Network, bensì in relazione a quelle caratteristiche che lo rendono “difensore della Privacy” in un periodo di aspre polemiche intorno a Zuckerberg (fondatore di Facebook) e alle sue dichiarazioni riguardo alla Privacy , descritte in modo preciso anche qui . E’ di maggio 2010, infatti, la grossa crisi di Facebook dovuta alle sue nuove regole sulla privacy che ha costretto il suo creatore a un passo indietro con tanto di pubbliche scuse sul Washington Post  .

La seconda curiosità che rende Diaspora così speciale è il modo in cui la sua creazione è stata finanziata. Per poter sviluppare questo innovativo progetto i quattro studenti della New York University avevano bisogno di fondi perciò, con l’obiettivo di raggiungere 10,000$, hanno chiesto aiuto alla rete mettendo sul sito kickstaKter.com il loro progetto . Dopo solo due mesi 6479 sostenitori avevano raccolto il 2006% dei fondi per un totale di 200,641$. Niente male come capitale iniziale.

La sorpresa più interessante, però, è che tra quei 6479 sostenitori ce n’è uno che non può essere paragonato a tutti gli altri. Perché? Perché stiamo parlando (di nuovo) di Mark Elliot Zuckerberg il quale ha fatto una donazione, con una cifra non conosciuta, per questo progetto. C’è chi dice che lo abbia fatto per mettere un seme di una futura partnership (se non ownership), c’è chi dice che lo abbia fatto per fare un po’ di “green washing” dopo le polemiche sulla Privacy, c’è chi dice (lui stesso in un’intervista a Wired.com ) che lo abbia fatto per finanziare “dei giovani che mi ricordano me stesso” quando l’era di facebook stava per cominciare.

Fatto sta che un nuovo Social Network sta per comparire sulla scena e che ha tutte le carte in regola per funzionare nel web 2.0: decentralizzato, con una struttura reticolare, basato su condivisione e partecipazione e autofinanziato da quelli che, si presume, saranno i suoi “early adopters”.

Da domani potremo avere una conferma o una smentita di tutto ciò che è stato detto finora su Diaspora, ma potremmo anche avere una totale sorpresa: le caratteristiche di un Social Network si arricchiscono anche grazie all’uso che ne fanno gli utenti, è questa l’essenza del web partecipativo!

Perciò… Stay Tuned!

September 1, 2010

Twitter & Donne: cinguettare che passione!

Che le donne amano chiacchierare non è una novità, come non è una novità che le donne sono appassionate di nuove tecnologie.. ed abbinare la socialità alla tecnologia il passo è breve.

Il Blog , o il profilo sul Social Network, è divenuto un’alternativa al Diario .. le chat alle lunghe chiacchierate al telefono… i siti di Social Shopping alle scorazzate ai centri commerciali. Tutto ciò impazza poi se abbinato alla tecnologia “sociale” per eccellenza: il telefonino.

In questi giorni è stata pubblicata un’ennesima ricerca che conferma questa tendenza, questa volta prendendo come caso studio Twitter ( Social Network secondo solo a Facebook, dove è possibile condividere messaggi, idee, notizie, foto e quant’altro… in soli 140 caratteri, come in un sms)

Una recente ricerca Hubspot (LINK) , che ha analizzato l’account di 200.000 utenti twitter in inglese, ha evidenziato che le donne sono più sociali e geek degli uomini.

Eh sì, mentre gli uomini hanno in media 643 follower (utenti che seguono i loro aggiornamenti) le donne ne hanno in media ben 1717.

Gli uomini seguono in media 287 utenti e twittano (inviano messaggi) in media 698 vo9lte, le donne seguono 381 utenti e twittano 1542 volte.

Questi dati sono sorprendenti se collegati ad un altro: mentre gli uomini si collegano a twitter in media 502 giorni all’anno, le donne lo fanno in media 496 giorni.

In sostanza, a parità (più o meno) di tempo trascorso sui Social Network, le donnesono molto più attive ed i loro cinguettii (dal termine tweet, cinguettio) sono più interessanti.

July 29, 2010

Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società

Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.

Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.

Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.

Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.

I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.

Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.

Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.

Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.

Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.

Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.

Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.

In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.

Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?

Leggi quì il Post Originale

July 10, 2010

Marketing Sociale nei Social Network: pubblicate le slide del Facebook Developer Garage Venezia

Sono on line le slide della presentazione fatta il 2 Luglio 2010 al Facebook Developer Garage, all’ interno del VeneziaCamp, Festival dell’Innovazione digitale.

Quest’anno ho discusso di come sfruttare la piattaforma Facebook a scopi di Marketing e Monetizzazione, riferendomi però in particolar modo al mondo sociale: ho parlato infatti dell’opportunità che i Social Network (ed in particolare Facebook) offrono per il Fundraising, Cause Related Marketing e Responsabilità Sociale d’Impresa.

Ecco la presentazione pubblicata su Slideshare (da dove è possibile scaricare la presentazione in formato PDF clikkando su Download)