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Social Marketing.. Blogging.. Bla Bla.. Social Networks.. Internet PR.. web?.0.. Cyber Journalism.. SMO&SEO.. D'oh!.. Twittering.. BUZZ..
.. where next?

E’ finalmente disponibile il primo video corso su come Guadagnare e fare Marketing (anche Marketing Sociale) attraverso le applicazioni Facebook tenuto, insieme alla sottoscritta, da Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, entrambi docenti universitari in informatica ed autori di diversi libri, tra cui, “Creare applicazioni per Facebook”.
Il corso è diretto ai responsabili Marketing e Digital di [...]

 

Posts Tagged ‘Facebook’

Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società

Posted By Erica Giambitto on luglio 29th, 2010

Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.

Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.

Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.

Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.

I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.

Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.

Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.

Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.

Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.

Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.

Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.

In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.

Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?

Leggi quì il Post Originale

Marketing 2.0 o Innovation Marketing: Workshop all’Univeristà di Como

Posted By Gioia Feliziani on giugno 21st, 2010

Lo scorso Giovedì 17, ho avuto il piacere di essere invitata da Roberto Marmo presso la Facoltà Scienze MM.FF.NN. dell’Insubria a Como, a discutere di Web Marketing.

Certo, in sole due ore di lezione, non avevo la gran pretesa di trasformare dei (futuri) esperti in Tecnologie Informatiche in esperti di Marketing. Il mio obbiettivo è stato quello di mostrare l’applicazione in ambito Marketing dell’ Innovation Technology:  i bisogni aziendali e le esigenze di mercato ed i termini economici e qualitativi di studio, e di valutazione dell’efficacia, di una campagna di Marketing e Comunicazione con alto contenuto tecnologico.

Dopo una prima breve introduzione al concetto di Marketing e di Web Marketing classico, ho discusso del fatto nell’ambito del Marketing Aziendale sono diverse le tecnologie e le piattaforme che si integrano e diversi device (pensiamo alla navigazione mobile). Spesso anche il confine tra l’esperienza on line ed off line del consumatore si assottiglia.

Ecco che parlare semplicemente di Web Marketing ormai è limititativo, e perchè ho voluto chiamare il Workshop “Marketing 2.0” o Innovation Marketing.

Imprescindibile fare un escursus sulle forme classiche del Web Marketing, in particolare la KeyWord Advertising e la Display Advertising, che hanno avuto ed ancora hanno un grande successo nel Marketing soprattutto per la possibilità di quantificazione della fruizione e dell’efficacia… ma che non sempre bastano!

L’ innovazione tecnologica, insieme sempre maggiore maturità, praticità nell’utilizzo delle tecnologie e criticità del pubblico, richiede un coinvolgimento attivo dei consumatori, il c.d. Marketing Esperienziale.

Di quì l’esigenza da parte delle aziende di adottare strumenti e tecnologie interattive, georeferenziate, partecipative.. che hanno un costo, ma che offrono il grande vantaggio di permettere un forte coinvolgimento del pubblico in un’esperienza del Brand, e l’identificazione con i suoi valori. Esperienza che, anche grazie alle tecnologie mobile e georeferenziate, “rivive” anche nell’ off- line e nel legame con il territorio.

Sono stati mostrati tanti casi studio, oltre che un esempio di un progetto di Marketing attraverso l’impiego di tecnologie 2.0 (che non ho ancora pubblicato perchè in fase di trattazione con il cliente).

Queste le slide della presentazione pubblicate su slideshare:

Buona lettura!

Facebook: sempre più local, sempre più mobile, sempre più pervasivo.

Posted By Gioia Feliziani on maggio 7th, 2010

Fare Marketing e Guadagnare con le Applicazioni FacebookLe ragioni del successo di Facebook sono principalmente tre.


La prima è quella di essersi sviluppato da, e grazie a, network reali preesistenti: da compagni di collage, a colleghi di lavoro, a concittadini.
La sua capacità di rendere reale il virtuale, e viceversa, è stata la sua caratteristica più originale e prorompete che ha rivoluzionato il web.
La seconda caratteristica del colosso di Palo Alto è quello di riuscire ad arricchirsi di sempre nuove funzionalità, fagocitando anche features dei competitors (vedi a tal proposito “Facebook versus Twitter” e “FriendFeed accetta l’amicizia di Facebook… tra entusiasmo e sgomento”).
La terza è quella di aver dato libero accesso al mondo business, ma, anche qui, con un tranello: ad un’iniziale apertura totale, che ha dato uno scossone al mercato mettendo in ginocchio competitors come MySpace, ora, attraverso la “politica della privacy” – un po’ improvvisata, diciamocelo – il team di Facebook sta mettendo un freno all’”arrembaggio” delle aziende, vedi tra gli altri il “famigerato” caso Burger King.
E’ uscita ieri su “Advertising Age” la notizia che Facebook sta per lanciare una nuova feature (funzionalità) - che riassume in se queste tre caratteristiche –  e che consiste nella possibilità per gli utenti di aggiornare lo “status” con la loro posizione geografica.


Ecco che le aziende avranno la possibilità di inviare agli utenti di Facebook messaggi pubblicitari mirati anche in base alla loro posizione geografica, e la prima azienda ad avvantaggiarsene sarà la McDonald.
Non a caso, questa novità sarà introdotta in concomitanza del successo di Social Network “local –based” quali Foursquare, Gowalla e MyTown i quali, nonostante le loro “piccole” dimensioni rispetto al colosso Facebook (si parla comunque di numeri che si aggirano sul milione d’utenti) hanno visto l’interessamento per la loro comunicazione commerciale d’azienda quali Pepsi Co, Starbucks, Bravo e MTV.
Ecco che… piatto ricco mi ci ficco!
Certo, Foursquare, al contrario di Facebook, è nata e si sviluppa come servizio community Mobile, ed è proprio con la navigazione mobile che si sfrutta appieno le potenzialità d’interazione, e comunicazione, georeferenziata.


Come dicono le stesse statistiche ufficiali però, attualmente sono 100 milioni gli utenti che acedono a Facebook tramite il telefonino, mentre ci sono più di 200 operatori telefonici in 60 paesi che stanno promuovendo le funzionalità Mobile del Social Network di Palo Alto.
Eh già, nella guerra dei numeri, quella con Facebook è ormai una lotta impari.
La novità pare che sarà introdotta entro fine mese.

L’articolo su Advertising Age: “McDonald’s to Use Facebook’s Upcoming Location Feature

Gioiacommunica nel Dossier Web Marketing di Pc Magazine

Posted By Gioia Feliziani on marzo 4th, 2010

Su PC Magazine di Febbraio è uscito un approfondito dossier intitolato “Social Media per il Business. Conoscere ed utilizzare i nuovi strumenti web 2.0 per il Marketing è un’opportunità per affrontare la crisi.

E’ stato un onore prenderne parte in qualità di esperta, per lo spessore degli altri intervistati, Pepe ModerHead of Digital Barilla e Niccolo MagnaniDigital Consultant e Manager di MRM Worldwide del gruppo McCann, ma soprattutto per il taglio dell’articolo: finalmente un dossier sul web marketing completamente focalizzato sui social media e mobile.

Quella che era una branca del web marketing ritenuta di “contorno”, il Social Media Marketing ora è divenuto centrale nella strategia di comunicazione aziendale, in special modo per le PMI.

Finalmente le aziende (e la carta stampata) e stanno comprendendo il nuovo modo di vivere il web per sfruttarne appieno le dinamiche.

Addirittura, come ben ha spiegato Pepe Moder nel suo intervento, sta dando una scossa al mercato: i più snelli, veloci (potrebbero essere le piccole e medie imprese)  hanno una marcia in più.

Interessante l’intervento di Magnani, che ha parlato di Mobile Marketing ed integrazione con le piattaforme di Social Networking come Facebook, e le importanti implicazioni in termini di una strategia di comunicazione legata al territorio (georeferenziazione), oltre che nel campo Medical.

Infine, io mi sono concentrata sulle applicazioni Facebook per il Marketing e la Monetizzazione, oltre che per il Cause Related Marketing (accennando al nuovo progetto FundCauses – alla prima release, il primo passo per un progetto molto ambizioso che vuole coinvolgere utenti socialmente impegnati ed aziende in un’ottica di responsabilità sociale, come ben evidenziato nella sezione “che cosa sarà FundCauses“)

Non vado oltre.. lascio a voi la lettura!

Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.

Posted By Sonia Principi on febbraio 16th, 2010

Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.

Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  Gmail e renderlo più “social”.

Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.

Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.

Il funzionamento di base include la possibilità di  aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.

Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari che  è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità.  Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.

Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.

Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.

Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per  avere una lista di “follower“.

Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.

E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.

Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.

Applicazioni Facebook

Posted By Gioia Feliziani on dicembre 29th, 2009

- Applicazione Facebook “Sei un bravo corteggiatore?

Cliente: Gardini S.r.l., produzione prodotti per la cura delal scarpa

Obbiettivi: Indagine di Mercato

Soluzione: Applicazione Facebook che, in un contesto ludico e di socializzazione, indaga i comportamenti d’acquisto dei prodotti calzatura.

Progetto FundCauses

Posted By Gioia Feliziani on novembre 27th, 2009

gru_g_pFundCauses vuole essere il punto di riferimento per tutta “la parte abitata della rete” – Networker e Blogger –  socialmente impegnata.

E’ data visibilità, infatti, a tutte quelle iniziative, o movimenti, più o meno spontanei di impegno sociale o social fundraising che utilizzano gli strumenti del web 2.0 e del social networking… in tutto il globo!

FundCauses è infatti biligue: inglese ed italiano.

 

Al primo step del progetto già on line (www.fundcauses.com) si affiancherà un servizio community web e mobile, che risponde differenti esigenze e ambiti della comunicazione sociale mediata dalle nuove tecnologie,come il Social Media Marketing, la Responsabilità Sociale d’Impresa, Donazioni ed Impegno ed attivismo Sociale, verso un obiettivo comune: la solidarietà e responsabilità sociale.

Da un lato c’è il “Pubblico Attivo”, che è critico e si impegna in progetti concreti per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.

D’altra parte uno ci sono le Aziende, che hanno le risorse e un messaggio da comunicare.

FundCauses è nato per far incontrare queste esigenze.

Questa è la presentazione della Piattaforma di Social Sponsorship, pronta per essere testata da Aziende ed Associazioni.

 Contatta il team di FundCauses (info@fundcauses.com ) per sperimentare la piattaforma!

 

Simbolo di FunCauses è un uccellino, come per il Social Network Twitter. Ma non un uccellino qualunque: un origami a forma di gru. Nella tradizione giapponese l’origami a forma di gru è sempre stato il simbolo della gioia di stare insieme, ed un augurio di ogni bene per ammalati e per chi deve affrontare una dura prova.

Si può piegare una gru per se stessi o per gli altri: piegare una gru è un segno di sincero interesse per il destinatario, perché occorre bravura, tempo e dedizione.

Che aspetti? Make something, be active, do social!

Iscriviti alla pagina Facebook: www.facebook.com/fundcauses

Twitter: www.twitter.com/fundcauses

FriendFeed: www.friendfeed.com/fundcauses

FundCauses è un progetto Gioiacommunica.

Collaborano al progetto: Alice Avallone, Andrea Paternostro, Valeria Lerna, Giorgio Rossi, Martina Pagnanini, Paolo Montrasio.

FundCauses on Facebook

E-commerce su Facebook: quando fare shopping on-line diventa un’esperienza social.

Posted By Gioia Feliziani on settembre 22nd, 2009

Facebook sta mettendo a punto un bel sistema di micro pagamenti on line, già disponibile per le applicazioni, ma che presto sarà ufficialmente lanciato come servizio per l’e-commerce.

Nel frattempo è possibile fare e-commerce attraverso Facebook? E certo che si!

Il sistema di pagamento tramite Paypal è già integrabile all’interno delle applicazioni, inoltre ci sono già delle applicazioni di e-commerce anche se l’acquisto viene concluso in un sito esterno.

Un esempio è l’applicazione “My Merch Store” che permette all’utente di creare dei gadget personalizzati con un proprio design, e successivamente venderli sia nel sito Zazzle.com ma anche attraverso una piccola vetrina nel proprio profilo privato o pagina / profilo pubblico Facebook.

Applicazione FB My Merch Store

L’articolo “E-commerce Facebook Application” Iin- inglese) spiega in maniera breve ed esaustiva cosa sono le applicazioni e le potenzialità, oltre che citare qualche esempio di applicazioni e-commerce.  In quest’articolo invece ” Facebook + Ecommerce= 28 Applications Reviewed” (in inglese) ne esamina e commenta 28, ma ad oggi le applicazioni  di e-commerce sono molte di più.

In’oltre, da pochi mesi, c’è un’importate novità: l’applicazione FBML sviluppata dallo stesso Team di Facebook, permette a chi possiede una pagina/ profilo pubblico Facebook di inserire una sezione personalizzata al suo interno.

Copertosa, e-commerce di coperte, plaid, copripiumoni e bavaglini high quality e handy made Made in Italy, con il supporto di Gioiacommunica, ha utilizzato questa possibilitàinserendo una sezione e-shop collegata direttamente al sito di e-commerce.

Copertosa e-shop Facebook

“Fare Business con Facebook”: i conti non tornano.

Posted By Gioia Feliziani on settembre 1st, 2009

Lo scorso Venerdì 28 Agosto, in occasione dell’incontro GGDMarche “Quando Facebook entra in azienda”, ho avuto l’occasione di confrontarmi direttamente con Luca Conti sul suo libro “Fare Business con Facebook” edito Hoepli ed uscito lo scorso mese.

Libro che nei giorni pre-evento ho avuto modo di leggere e che a mio avviso, anche sulla base della mia esperienza nell’ ideazione e gestione di campagne di comunicazione sul Social Network,  contiene diverse criticità.

Ecco che la mia presentazione “Fare Marketing con Facebook… being creative” ha avuto anche lo scopo di chiarire alcuni punti chiave.

Domani pubblicherò la presentazione, completa di link a risorse presenti su web e di tutte le note / didascalie, nel frattempo in questo post volevo concentrami su un’analisi del testo.

La prima problematica riguarda la natura dei Gruppi e delle Pagine come strumenti di Marketing per le aziende.

Nel cap 4 dedicato ai Gruppi, Conti dice: “I Gruppi sono la parte di Facebook che, fin dal principio, ha permesso di avviare una conversazione e una discussione tra aziende e consumatori, membri del network, con un’ottica orientata al marketing” (p.43). Ecco che in seguito alle aziende che vogliono promuovere la loro attività o i loro prodotti l’autore suggerisce di aprire un gruppo, con il nome stesso dell’azienda / prodotto.

Come si può ben desumere dall’ intervista fatta da me e Chiara de Caro al Marketing Team di Facebook, i gruppi non sono stati creati, né sono concepiti, come strumento di Marketing.

A tal proposito ho chiesto chiarimenti a Cat Lee, Program Manager del Platform Facebook Marketing Team, che mi ha risposto:

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

In sostanza, Facebook stesso raccomanda le Pagine ( o Profili Pubblici) a Brand, Celebrità, Artisti e Personaggi Pubblici… questo perché i loro aggiornamenti appaiono direttamente nelle news e nelle segnalazioni “in primo piano”, e perché è possibile aggiungere il “Fan Box” nel sito / blog dell’azienda / personaggio, da cui è possibile divenire fan, anche quindi esternamente a Facebook.

I Gruppi sono stati creati “per organizzare persone insieme” - come club, associaizoni di business o semplicemente persone che condividono un interesse –  ed hanno il limite dei 5000 iscritti.

Come ho spiegato venerdì inoltre, sono tanti i tool che la Pagina (o Profili Pubblici) mette a disposizione e sono utilissimi per il Marketing: possibilità di aggiungere sempre nuove funzionalità grazie alle applicazioni, possibilità di personalizzazione, disponibilità di tutti i report e statistiche, possibilità di importare i contenuti di siti / blog esterni. Altro vantaggio della Pagina (o Profilo Pubblico), è che l’azienda o personaggio pubblico interagisce con gli iscritti / fan, inviando messaggi, pubblicando link, aggiornando il proprio status etc. con una propria identità.  Nel caso del Gruppo sono gli amministratori che interagiscono con gli iscritti con la loro identità privata, quindi l’azienda si trova nella necessità di eleggere dei rappresentanti visibili che parlino per loro conto.

Cat Lee ha suggerito di leggere un interessante articolo al riguardo, “Facecebook Pages v/s Facebook Groups: What the difference?”, dove in conlusione si afferma: “Groups are great for organizing on a personal level and for smaller scale interaction around a cause. Pages are better for brands, businesses, bands, movies, or celebrities who want to interact with their fans or customers without having them connected to a personal account, and have a need to exceed Facebook’s 5,000 friend cap.”

Questo lo schema riassuntivo, parte della mia presentazione, che ben chiarisce le caratteristiche distintive dei due strumenti:

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

L’autore di “Fare Business su Facebook” continua descrivendo i Gruppi come spazio “in cui raccogliere community già entusiasta del vostro prodotto, trascinando nuovi utenti tra il pubblico dei clienti, degli amici e dei semplici curiosi di passaggio” (p.44), e sottolinea che questo richiede un impegno da parte dell’azienda a far parte della conversazione, consigliando ai soggetti che invece non si sentono pronti a sostenere  tali attività di una Pagina (o profilo pubblico).

Luca Conti, poi, continua “ Se la comunicazione unidirezionale e l’aggiornamento sulle ultime novità, nel vostro piano di comunicazione, prevale rispetto alle opportunità offerte dagli strumenti per stimolare il dibattito con gli iscritti, è probabile che anche in questa situazione il profilo pubblico sia lo strumento più rispondente alle esigenze determinate dalla campagna” (p.45).

Mi chiedo, su che basi poggia quest’ affermazione?

Entrambi, sia il Gruppo che la Pagina (o Profilo Pubblico), hanno una sezione dedicata alle discussioni (attualmente nella Pagina bisogna aggiungerla, ma è molto facile ed intuitivo) quindi entrambi sono un luogo di dialogo e dibattito, solo che la pagina ha in più degli strumenti / caratteristiche orientate al Marketing.

Quando è stata posta la domanda a Luca Conti su questa criticità, lui ha risposto che la situazione è cambiata lo scorso Marzo, quando è stata aggiunta la funzionalità degli status update per le Pagine o Profili Pubblici (infatti scrivere un libro su una piattaforma in continua evoluzione come Facebook è una bella sfida!).

In realtà le cose non stanno proprio così:  sì, è vero che questa nuova funzionalità è stata aggiunta questa primavera, ma tutti i restanti tool (possibilità di aggiungere applicazioni, personalizzazione, analitics, maggiore visibilità delle pagine ecc) erano già presenti da prima.

In definitiva, i Gruppi e le Pagine (Profili Pubblici), sono due strumenti con una natura profondamente diversa:  il primo è nato per agevolare la formazione, interazione ed organizzazione di gruppi di interesse, la seconda per permettere a soggetti pubblici, come le aziende, di comunicare, aggregare, promuoversi, creare comunità.

Questo non esclude perentoriamente che il gruppo possa essere utilizzato dalle aziende a scopo di Marketing, ma in maniera creativa e soprattutto, rispettandone la natura di spazio appartenente agli utenti.

Io stessa ne ho portato un esempio: quello della campagna Feltrinelli (sett. 2008) che ho seguito, dove per lanciare un libro ancora non uscito in libreria, la prima mossa è stata la creazione di un gruppo Facebook, dove il nome del gruppo e la descrizione, richiamano valori condivisi e temi trattati nel libro.

Il nome dell’amministratore (Psico Naufraga*) è stato ispirato da una frase del libro da lanciare, mentre la sezione info conteneva il link ad una lending page dove era possibile scaricarsi il primo capitolo del libro in anteprima.

I temi e le discussioni erano sì relazionati al libro (es. le feste, la provincia ecc.), ma il libro non veniva mai citato direttamente.

In un secondo momento, quando il libro è poi uscito negli scaffali e ci sono stati i primi lettori, è stata creata la Pagina (Profilo Pubblico).

In sostanza,  un conto è creare un gruppo di interesse, magari sponsorizzato (es. un’azienda che produce biciclette che crea un gruppo di appassionati di bicicletta), che rimane comunque uno spazio dedicato agli appassionati, altro è creare un gruppo dedicato all’azienda, addirittura con il suo nome, come alternativa alla Pagina (o Profilo Pubblico).

Altro utilizzo creativo dello strumento dei Gruppi, potrebbe essere  il loro utilizzo da parte delle aziende per avvantaggiarsi di network già esistenti, che corrispondono al loro target di vendita.

Tornando allo stesso esempio di prima, un’azienda di biciclette potrebbe fare una ricerca di gruppi di appassionati di ciclismo, e proporre all’amministratore di comunicare sconti e promozioni dedicati agli iscritti.

Un errore da evitare comunque è, a mio avviso, aprire un gruppo con come nome del brand / azienda – come consigliato nel libro: può essere fuorviante e, se si decide di aprire una pagina per gli ovvi vantaggi sopra menzionati, dispersivo.

Altra criticità del testo riguarda il capitolo 7, dove l’autore propone alle aziende di fare “Cause Marketing” attraverso l’applicazione “Cause”. All’argomento viene dedicato un intero capitolo.

Come ho evidenziato durante l’incontro, quello del Cause Marketing due.zero è un argomento che mi interessa molto e che sto approfondendo.

Luca Conti nel libro propone alle aziende di creare una Causa, ma propone di farlo attraverso il proprio profilo personale.  Ecco  che si ripresenta lo stesso problema dei gruppi, quello della personalità.

Io suggerisco piuttosto di aggiungere l’applicazione Causes alla Pagina (o Profilo Pubblico aziendale) e creare la causa direttamente con l’identità pubblica.

In questo modo inoltre, l’azienda può comunicare in una sezione apposita della sua Pagina, il suo aderire ad una o più cause.. anche non necessariamente create dalla stessa.

Ecco che si riafferma l’esigenza per le aziende su Facebook di creare una propria Pagina (o Profilo Pubblico).

Inoltre: nel capitolo delle applicazioni non vengono citate le applicazioni che io chiamo “redirect”, cioè che portano l’utente in un sito esterno, dove magari si deve registrare per fruire di un servizio. Questa tipologia di applicazione è molto interessante per le aziende che hanno come obbiettivo quello di ricevere traffico da Facebook.

In generale posso dire che è interessante come è strutturato il libro, una sorta di “manuale per Dummies”, molto chiaro. Mancano forse analisi, approfondimenti con dati e risultati, che sono molto utili ad un’azienda nel decidere quale strategia adottare. Probabilmente l’intenzione dell’autore è propria questa, mantenersi ad un certo livello di semplicità ed operatività.

Mancano degli schemi riassuntivi con il confronto dei vari strumenti.

Interessante invece l’idea di aggiungere delle affermazioni di esperti e blogger, molto utile anche per scopi di pubbliche relazioni / promozione del libro.

… Concludendo, visto che con “Fare business con Facebook” i Conti non tornano.. allora meglio fare gruppo o voltare pagina? ;-)

Il fatto è, come poi lo stesso Luca Conti conclude, Facebook è di per se un “libro aperto”, in continua evoluzione con tante novità che c’è il rischio che, anche nel momento in cui scrivo questo post, sia già scaduto!

*Nota aggiunta il 4 settembre 2009: Gli attuali Statment of Right and Responsability (ultimo aggiornamento lo scorsa primavera) richiedono agli utenti di non fornire false informazioni all’interno del loro profilo.  Anche se non ci sono controlli reali (se non dietro segnalazione), è giusto presentarsi con onestà con un’identità reale ed essere trasparenti, visto che Facebook è nato e si è sviluppato da network reali. Si consiglia dunque di creare i Gruppi con un profilo personale veritiero ed esistente.

Il nuovo motore di ricerca Facebook: i contenuti orano sono visibili a tutti gli utenti (e non più solo agli amici)

Posted By Gioia Feliziani on agosto 11th, 2009

Che dire, vento di novità in casa Facebook.

Oltre all’acquisizione del Social Network FriendFeed, Facebook impacchetta un nuovo motore di ricerca bello che nuovo e, soprattutto, potenziato.

Sul Blog di Facebook tutti i dettagli.

Praticamente basta inserire una parola chiave nel boxettino in alto a destra e fare così una ricerca approfondita dei contenuti di interesse.

I risultati possono essere filtrati per persone, pagine, gruppi, applicazioni, eventi, post degli amici e… “post di tutte”.

E’ possibile, infatti, fare una ricerca nei contenuti inseritio negli ultimi 30 giorni, compresi gli status update, le foto, i link, i video, le note, e le pagine di cui l’utente è fan.

La sezione “post di tutte” poi, permette di fare una ricerca nei contenuti inseriti da tutti gli utenti: quindi nelle informazioni inserite anche da coloro che non fanno parte del nostro network di amici.

E’ questo è un importante cambiamento, le informazioni inserite dagli utenti sono sempre più pubbliche.

Ovviamente gli utenti hanno la possibilità di mantenere le proprie informazioni private, modificando le impostazioni contenute nella sezione “Impostazioni della privacy“.

Comunque, i vostri contenuti sono di defoult pubblici, quindi, se non siete d’accordo e ci tenete alla vostra Privacy, vi consiglio di andare subito a modificare le impostazioni del vostro profilo.