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Social Marketing.. Blogging.. Bla Bla.. Social Networks.. Internet PR.. web?.0.. Cyber Journalism.. SMO&SEO.. D'oh!.. Twittering.. BUZZ..
.. where next?
Posted By Gioia Feliziani on gennaio 9th, 2009

Che cosa è il Social Media Marketing? A quali esigenze va a rispondere? Quali strumenti utilizza?
Allego quì una presentazione molto sintetica, che spiega come in questi anni è cambiato il nostro modo di vivere il web.. le nostre relazioni.. ed il nostro modo di rapportarci con il mercato.
Un cambiamento che ha portato uno scardinamento dei [...]

 

Posts Tagged ‘Facebook’

Gioiacommunica nel Dossier Web Marketing di Pc Magazine

Posted By Gioia Feliziani on marzo 4th, 2010

Su PC Magazine di Febbraio è uscito un approfondito dossier intitolato “Social Media per il Business. Conoscere ed utilizzare i nuovi strumenti web 2.0 per il Marketing è un’opportunità per affrontare la crisi.

E’ stato un onore prenderne parte in qualità di esperta, per lo spessore degli altri intervistati, Pepe ModerHead of Digital Barilla e Niccolo MagnaniDigital Consultant e Manager di MRM Worldwide del gruppo McCann, ma soprattutto per il taglio dell’articolo: finalmente un dossier sul web marketing completamente focalizzato sui social media e mobile.

Quella che era una branca del web marketing ritenuta di “contorno”, il Social Media Marketing ora è divenuto centrale nella strategia di comunicazione aziendale, in special modo per le PMI.

Finalmente le aziende (e la carta stampata) e stanno comprendendo il nuovo modo di vivere il web per sfruttarne appieno le dinamiche.

Addirittura, come ben ha spiegato Pepe Moder nel suo intervento, sta dando una scossa al mercato: i più snelli, veloci (potrebbero essere le piccole e medie imprese)  hanno una marcia in più.

Interessante l’intervento di Magnani, che ha parlato di Mobile Marketing ed integrazione con le piattaforme di Social Networking come Facebook, e le importanti implicazioni in termini di una strategia di comunicazione legata al territorio (georeferenziazione), oltre che nel campo Medical.

Infine, io mi sono concentrata sulle applicazioni Facebook per il Marketing e la Monetizzazione, oltre che per il Cause Related Marketing (accennando al nuovo progetto FundCauses – alla prima release, il primo passo per un progetto molto ambizioso che vuole coinvolgere utenti socialmente impegnati ed aziende in un’ottica di responsabilità sociale, come ben evidenziato nella sezione “che cosa sarà FundCauses“)

Non vado oltre.. lascio a voi la lettura!

Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.

Posted By Sonia Principi on febbraio 16th, 2010

Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.

Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  Gmail e renderlo più “social”.

Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.

Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.

Il funzionamento di base include la possibilità di  aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.

Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari che  è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità.  Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.

Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.

Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.

Inizialmente la rete di contatti seguiti (”followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per  avere una lista di “follower“.

Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.

E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.

Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.

Applicazioni Facebook

Posted By Gioia Feliziani on dicembre 29th, 2009

- Applicazione Facebook “Sei un bravo corteggiatore?

Cliente: Gardini S.r.l., produzione prodotti per la cura delal scarpa

Obbiettivi: Indagine di Mercato

Soluzione: Applicazione Facebook che, in un contesto ludico e di socializzazione, indaga i comportamenti d’acquisto dei prodotti calzatura.

Progetto FundCauses

Posted By Gioia Feliziani on novembre 27th, 2009

gru_g_pFundCauses vuole essere il punto di riferimento per tutta “la parte abitata della rete” – Networker e Blogger –  socialmente impegnata.

E’ data visibilità, infatti, a tutte quelle iniziative, o movimenti, più o meno spontanei di impegno sociale o social fundraising che utilizzano gli strumenti del web 2.0 e del social networking… in tutto il globo!

FundCauses è infatti biligue: inglese ed italiano.

Attualmente FundCauses è presente con un proprio spazio all’interno dei Social Network  più partecipati quali Facebook, Twitter e FriendFeed .. e si evolverà assumendo mille forme essendo un progetto in divenire con l’ambizione di coinvolgere utenti, aziende, partner ed istituzioni verso un’unica finalità: l’impegno e l’attivismo sociale attraverso le nuove tecnologie.

Simbolo di FunCauses è un uccellino, come per il Social Network Twitter. Ma non un uccellino qualunque: un origami a forma di gru. Nella tradizione giapponese l’origami a forma di gru è sempre stato il simbolo della gioia di stare insieme, ed un augurio di ogni bene per ammalati e per chi deve affrontare una dura prova.

Si può piegare una gru per se stessi o per gli altri: piegare una gru è un segno di sincero interesse per il destinatario, perché occorre bravura, tempo e dedizione.

Che aspetti? Make something, be active, do social!

Iscriviti alla pagina Facebook: www.facebook.com/fundcauses

Twitter: www.twitter.com/fundcauses

FriendFeed: www.friendfeed.com/fundcauses

FundCauses è un progetto Gioiacommunica.

Collaborano al progetto: Alice Avallone, Andrea Paternostro, Valeria Lerna, Giorgio Rossi, Martina Pagnanini, Paolo Montrasio.

FundCauses on Facebook

E-commerce su Facebook: quando fare shopping on-line diventa un’esperienza social.

Posted By Gioia Feliziani on settembre 22nd, 2009

Facebook sta mettendo a punto un bel sistema di micro pagamenti on line, già disponibile per le applicazioni, ma che presto sarà ufficialmente lanciato come servizio per l’e-commerce.

Nel frattempo è possibile fare e-commerce attraverso Facebook? E certo che si!

Il sistema di pagamento tramite Paypal è già integrabile all’interno delle applicazioni, inoltre ci sono già delle applicazioni di e-commerce anche se l’acquisto viene concluso in un sito esterno.

Un esempio è l’applicazione “My Merch Store” che permette all’utente di creare dei gadget personalizzati con un proprio design, e successivamente venderli sia nel sito Zazzle.com ma anche attraverso una piccola vetrina nel proprio profilo privato o pagina / profilo pubblico Facebook.

Applicazione FB My Merch Store

L’articolo “E-commerce Facebook Application” Iin- inglese) spiega in maniera breve ed esaustiva cosa sono le applicazioni e le potenzialità, oltre che citare qualche esempio di applicazioni e-commerce.  In quest’articolo invece ” Facebook + Ecommerce= 28 Applications Reviewed” (in inglese) ne esamina e commenta 28, ma ad oggi le applicazioni  di e-commerce sono molte di più.

In’oltre, da pochi mesi, c’è un’importate novità: l’applicazione FBML sviluppata dallo stesso Team di Facebook, permette a chi possiede una pagina/ profilo pubblico Facebook di inserire una sezione personalizzata al suo interno.

Copertosa, e-commerce di coperte, plaid, copripiumoni e bavaglini high quality e handy made Made in Italy, con il supporto di Gioiacommunica, ha utilizzato questa possibilitàinserendo una sezione e-shop collegata direttamente al sito di e-commerce.

Copertosa e-shop Facebook

“Fare Business con Facebook”: i conti non tornano.

Posted By Gioia Feliziani on settembre 1st, 2009

Lo scorso Venerdì 28 Agosto, in occasione dell’incontro GGDMarche “Quando Facebook entra in azienda”, ho avuto l’occasione di confrontarmi direttamente con Luca Conti sul suo libro “Fare Business con Facebook” edito Hoepli ed uscito lo scorso mese.

Libro che nei giorni pre-evento ho avuto modo di leggere e che a mio avviso, anche sulla base della mia esperienza nell’ ideazione e gestione di campagne di comunicazione sul Social Network,  contiene diverse criticità.

Ecco che la mia presentazione “Fare Marketing con Facebook… being creative” ha avuto anche lo scopo di chiarire alcuni punti chiave.

Domani pubblicherò la presentazione, completa di link a risorse presenti su web e di tutte le note / didascalie, nel frattempo in questo post volevo concentrami su un’analisi del testo.

La prima problematica riguarda la natura dei Gruppi e delle Pagine come strumenti di Marketing per le aziende.

Nel cap 4 dedicato ai Gruppi, Conti dice: “I Gruppi sono la parte di Facebook che, fin dal principio, ha permesso di avviare una conversazione e una discussione tra aziende e consumatori, membri del network, con un’ottica orientata al marketing” (p.43). Ecco che in seguito alle aziende che vogliono promuovere la loro attività o i loro prodotti l’autore suggerisce di aprire un gruppo, con il nome stesso dell’azienda / prodotto.

Come si può ben desumere dall’ intervista fatta da me e Chiara de Caro al Marketing Team di Facebook, i gruppi non sono stati creati, né sono concepiti, come strumento di Marketing.

A tal proposito ho chiesto chiarimenti a Cat Lee, Program Manager del Platform Facebook Marketing Team, che mi ha risposto:

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

Cat Lee, Program Manager del Platform Marketing Team di Facebook

In sostanza, Facebook stesso raccomanda le Pagine ( o Profili Pubblici) a Brand, Celebrità, Artisti e Personaggi Pubblici… questo perché i loro aggiornamenti appaiono direttamente nelle news e nelle segnalazioni “in primo piano”, e perché è possibile aggiungere il “Fan Box” nel sito / blog dell’azienda / personaggio, da cui è possibile divenire fan, anche quindi esternamente a Facebook.

I Gruppi sono stati creati “per organizzare persone insieme” - come club, associaizoni di business o semplicemente persone che condividono un interesse –  ed hanno il limite dei 5000 iscritti.

Come ho spiegato venerdì inoltre, sono tanti i tool che la Pagina (o Profili Pubblici) mette a disposizione e sono utilissimi per il Marketing: possibilità di aggiungere sempre nuove funzionalità grazie alle applicazioni, possibilità di personalizzazione, disponibilità di tutti i report e statistiche, possibilità di importare i contenuti di siti / blog esterni. Altro vantaggio della Pagina (o Profilo Pubblico), è che l’azienda o personaggio pubblico interagisce con gli iscritti / fan, inviando messaggi, pubblicando link, aggiornando il proprio status etc. con una propria identità.  Nel caso del Gruppo sono gli amministratori che interagiscono con gli iscritti con la loro identità privata, quindi l’azienda si trova nella necessità di eleggere dei rappresentanti visibili che parlino per loro conto.

Cat Lee ha suggerito di leggere un interessante articolo al riguardo, “Facecebook Pages v/s Facebook Groups: What the difference?”, dove in conlusione si afferma: “Groups are great for organizing on a personal level and for smaller scale interaction around a cause. Pages are better for brands, businesses, bands, movies, or celebrities who want to interact with their fans or customers without having them connected to a personal account, and have a need to exceed Facebook’s 5,000 friend cap.”

Questo lo schema riassuntivo, parte della mia presentazione, che ben chiarisce le caratteristiche distintive dei due strumenti:

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

Slide 19 - Presentazione di Gioia Feliziani "Fare Marketing con Facebook... being creative" per le GGDMarche

L’autore di “Fare Business su Facebook” continua descrivendo i Gruppi come spazio “in cui raccogliere community già entusiasta del vostro prodotto, trascinando nuovi utenti tra il pubblico dei clienti, degli amici e dei semplici curiosi di passaggio” (p.44), e sottolinea che questo richiede un impegno da parte dell’azienda a far parte della conversazione, consigliando ai soggetti che invece non si sentono pronti a sostenere  tali attività di una Pagina (o profilo pubblico).

Luca Conti, poi, continua “ Se la comunicazione unidirezionale e l’aggiornamento sulle ultime novità, nel vostro piano di comunicazione, prevale rispetto alle opportunità offerte dagli strumenti per stimolare il dibattito con gli iscritti, è probabile che anche in questa situazione il profilo pubblico sia lo strumento più rispondente alle esigenze determinate dalla campagna” (p.45).

Mi chiedo, su che basi poggia quest’ affermazione?

Entrambi, sia il Gruppo che la Pagina (o Profilo Pubblico), hanno una sezione dedicata alle discussioni (attualmente nella Pagina bisogna aggiungerla, ma è molto facile ed intuitivo) quindi entrambi sono un luogo di dialogo e dibattito, solo che la pagina ha in più degli strumenti / caratteristiche orientate al Marketing.

Quando è stata posta la domanda a Luca Conti su questa criticità, lui ha risposto che la situazione è cambiata lo scorso Marzo, quando è stata aggiunta la funzionalità degli status update per le Pagine o Profili Pubblici (infatti scrivere un libro su una piattaforma in continua evoluzione come Facebook è una bella sfida!).

In realtà le cose non stanno proprio così:  sì, è vero che questa nuova funzionalità è stata aggiunta questa primavera, ma tutti i restanti tool (possibilità di aggiungere applicazioni, personalizzazione, analitics, maggiore visibilità delle pagine ecc) erano già presenti da prima.

In definitiva, i Gruppi e le Pagine (Profili Pubblici), sono due strumenti con una natura profondamente diversa:  il primo è nato per agevolare la formazione, interazione ed organizzazione di gruppi di interesse, la seconda per permettere a soggetti pubblici, come le aziende, di comunicare, aggregare, promuoversi, creare comunità.

Questo non esclude perentoriamente che il gruppo possa essere utilizzato dalle aziende a scopo di Marketing, ma in maniera creativa e soprattutto, rispettandone la natura di spazio appartenente agli utenti.

Io stessa ne ho portato un esempio: quello della campagna Feltrinelli (sett. 2008) che ho seguito, dove per lanciare un libro ancora non uscito in libreria, la prima mossa è stata la creazione di un gruppo Facebook, dove il nome del gruppo e la descrizione, richiamano valori condivisi e temi trattati nel libro.

Il nome dell’amministratore (Psico Naufraga*) è stato ispirato da una frase del libro da lanciare, mentre la sezione info conteneva il link ad una lending page dove era possibile scaricarsi il primo capitolo del libro in anteprima.

I temi e le discussioni erano sì relazionati al libro (es. le feste, la provincia ecc.), ma il libro non veniva mai citato direttamente.

In un secondo momento, quando il libro è poi uscito negli scaffali e ci sono stati i primi lettori, è stata creata la Pagina (Profilo Pubblico).

In sostanza,  un conto è creare un gruppo di interesse, magari sponsorizzato (es. un’azienda che produce biciclette che crea un gruppo di appassionati di bicicletta), che rimane comunque uno spazio dedicato agli appassionati, altro è creare un gruppo dedicato all’azienda, addirittura con il suo nome, come alternativa alla Pagina (o Profilo Pubblico).

Altro utilizzo creativo dello strumento dei Gruppi, potrebbe essere  il loro utilizzo da parte delle aziende per avvantaggiarsi di network già esistenti, che corrispondono al loro target di vendita.

Tornando allo stesso esempio di prima, un’azienda di biciclette potrebbe fare una ricerca di gruppi di appassionati di ciclismo, e proporre all’amministratore di comunicare sconti e promozioni dedicati agli iscritti.

Un errore da evitare comunque è, a mio avviso, aprire un gruppo con come nome del brand / azienda – come consigliato nel libro: può essere fuorviante e, se si decide di aprire una pagina per gli ovvi vantaggi sopra menzionati, dispersivo.

Altra criticità del testo riguarda il capitolo 7, dove l’autore propone alle aziende di fare “Cause Marketing” attraverso l’applicazione “Cause”. All’argomento viene dedicato un intero capitolo.

Come ho evidenziato durante l’incontro, quello del Cause Marketing due.zero è un argomento che mi interessa molto e che sto approfondendo.

Luca Conti nel libro propone alle aziende di creare una Causa, ma propone di farlo attraverso il proprio profilo personale.  Ecco  che si ripresenta lo stesso problema dei gruppi, quello della personalità.

Io suggerisco piuttosto di aggiungere l’applicazione Causes alla Pagina (o Profilo Pubblico aziendale) e creare la causa direttamente con l’identità pubblica.

In questo modo inoltre, l’azienda può comunicare in una sezione apposita della sua Pagina, il suo aderire ad una o più cause.. anche non necessariamente create dalla stessa.

Ecco che si riafferma l’esigenza per le aziende su Facebook di creare una propria Pagina (o Profilo Pubblico).

Inoltre: nel capitolo delle applicazioni non vengono citate le applicazioni che io chiamo “redirect”, cioè che portano l’utente in un sito esterno, dove magari si deve registrare per fruire di un servizio. Questa tipologia di applicazione è molto interessante per le aziende che hanno come obbiettivo quello di ricevere traffico da Facebook.

In generale posso dire che è interessante come è strutturato il libro, una sorta di “manuale per Dummies”, molto chiaro. Mancano forse analisi, approfondimenti con dati e risultati, che sono molto utili ad un’azienda nel decidere quale strategia adottare. Probabilmente l’intenzione dell’autore è propria questa, mantenersi ad un certo livello di semplicità ed operatività.

Mancano degli schemi riassuntivi con il confronto dei vari strumenti.

Interessante invece l’idea di aggiungere delle affermazioni di esperti e blogger, molto utile anche per scopi di pubbliche relazioni / promozione del libro.

… Concludendo, visto che con “Fare business con Facebook” i Conti non tornano.. allora meglio fare gruppo o voltare pagina? ;-)

Il fatto è, come poi lo stesso Luca Conti conclude, Facebook è di per se un “libro aperto”, in continua evoluzione con tante novità che c’è il rischio che, anche nel momento in cui scrivo questo post, sia già scaduto!

*Nota aggiunta il 4 settembre 2009: Gli attuali Statment of Right and Responsability (ultimo aggiornamento lo scorsa primavera) richiedono agli utenti di non fornire false informazioni all’interno del loro profilo.  Anche se non ci sono controlli reali (se non dietro segnalazione), è giusto presentarsi con onestà con un’identità reale ed essere trasparenti, visto che Facebook è nato e si è sviluppato da network reali. Si consiglia dunque di creare i Gruppi con un profilo personale veritiero ed esistente.

Il nuovo motore di ricerca Facebook: i contenuti orano sono visibili a tutti gli utenti (e non più solo agli amici)

Posted By Gioia Feliziani on agosto 11th, 2009

Che dire, vento di novità in casa Facebook.

Oltre all’acquisizione del Social Network FriendFeed, Facebook impacchetta un nuovo motore di ricerca bello che nuovo e, soprattutto, potenziato.

Sul Blog di Facebook tutti i dettagli.

Praticamente basta inserire una parola chiave nel boxettino in alto a destra e fare così una ricerca approfondita dei contenuti di interesse.

I risultati possono essere filtrati per persone, pagine, gruppi, applicazioni, eventi, post degli amici e… “post di tutte”.

E’ possibile, infatti, fare una ricerca nei contenuti inseritio negli ultimi 30 giorni, compresi gli status update, le foto, i link, i video, le note, e le pagine di cui l’utente è fan.

La sezione “post di tutte” poi, permette di fare una ricerca nei contenuti inseriti da tutti gli utenti: quindi nelle informazioni inserite anche da coloro che non fanno parte del nostro network di amici.

E’ questo è un importante cambiamento, le informazioni inserite dagli utenti sono sempre più pubbliche.

Ovviamente gli utenti hanno la possibilità di mantenere le proprie informazioni private, modificando le impostazioni contenute nella sezione “Impostazioni della privacy“.

Comunque, i vostri contenuti sono di defoult pubblici, quindi, se non siete d’accordo e ci tenete alla vostra Privacy, vi consiglio di andare subito a modificare le impostazioni del vostro profilo.

FriendFeed accetta l’amicizia di Facebook.. tra entusiasmo e sgomento.

Posted By Gioia Feliziani on agosto 11th, 2009

E’ stata annunciata ieri lunedì 10 Agosto(questo è il post nel blog ufficiale di FriendFeed http://blog.friendfeed.com/2009/08/friendfeed-accepts-facebook-friend.html ) l’acquisizione di FriendFeed da parte del colosso Facebook… e come potrete vedere dalle reazioni degli utilizzatori di FriendFeed, non mancano le perplessità ed i timori.

Se in un primo momento la notizia mi ha lasciata di stucco, c’è da dire che l’evoluzione che negli ultimi mesi Facebook, come il sistema dell’ “I Like” (mi piace) agli status, la possibilità di richiamare i feed degli altri Social Network tramire il sistema delle note, ha visto un avvicinamento delle funzionalità dei due Social Network.

Questa notizia evidenzia ancor più l’imperativo di Facebook:  inglobare.. inglobare.. inglobare.

Forse è meglio dire:  fagocitare.

Al di là delle funzionalità, i forti utilizzatori di entrambi i Social Network come la sottascritta, sono ben consapevoli delle diverse filosofie che hanno da sempre guidato i due strumenti.

FriendFeed è un sistema aperto, duttile, dove il passaparola diventa fluido ed essenziale. Non ci sono fronzoli, applicazioni, giochi, pubblicità. La condivisione delle risorse e delle conoscenze in FriendFeed si fa pura, il passaparola è immediato ma nello stesso tempo sofisticato e selettivo, perchè trasportato ed allo stesso tempo filtrato essenzialmente dagli interessi.

Su Facebook la viralità si basa più sul sistema delle amicizie, un pò come un sistema di scatole che si aggiungono, si compongono, si inglobano l’una con le altre. Forte è il legame con i network locali preesistenti. Su Facebook trovi di tutto, dagli UGC, alle applicazioni, i giochi, i passatempi, la pubblicità, le aziende..

Al di la della tecnologia, diverso è proprio il target e l’utilizzo che gli utenti fanno dei due strumenti.

Mentre Facebook è il Social Network generalista per eccellenza, FriendFeed è un Social Network di nicchia, utilizzato maggiormente dagli addeti i lavori e dai blogger, come si evince anche dalla puntualissima analisi dell’utilizzo di FriendFeed effettuata da Kawakumi.

Queste differenze nella filosofia, tecnologia e di utilizzo sono alla base delle reazioni scettiche degli utilizzatori di FriendFeed, che hanno paura di perdere le caratteristiche distintive ed utilissime di quest’ultimo.

Quale è la mia opinione?

Per me sono entrambi degli strumenti utilissimi, e l’utilizzo che faccio di essi è profondamente diverso.

Io amo molto FriendFeed, per me è un importante strumento di lavoro e di acquisizione di conoscenza, di contenuti ed approfondimenti di qualità, grazie e soprattutto al valore e spessore dei miei contatti.

Al momento attuale non riesco ad immaginare una fusione con Facebook, ma sono comunque due tecnologie e due team eccezzionali, mi aspetto grandi cose, non mi rimane altro che.. tenervi aggiornati!

La Consumer Experience nel Web Sociale

Posted By Gioia Feliziani on luglio 24th, 2009

Lunedì 20 Luglio sono stata invitata alla sede milanese dell’UNIPRO ( Associazione Italiana della Imprese Cosmetiche) per parlare delle potenzialità del web per la comunicazione aziendale.

Per me è stata un’occasione molto formativa per confrontarmi con diverse realtà, dalle grandi aziende internazionali ai proprietari di singoli saloni. Ho avuto così l’opportunità di conoscere le loro esigenze, le loro visioni, i loro dubbi e di risponderne.

Dal confronto sono usciti molti spunti interessanti, che cercherò di riportare in questo articolo.

L’incontro all’Unipro è stato organizzato in collaborazione con QPX, azienda che da anni si occupa dell’analisi e studio della Consumer Satisfaction [e che ora, grazie al supporto  di Gioiacommunica, sta progettando un nuovo strumento, sotto forma di questionario on line, per l'analisi della Consumer Experience, utile per le aziende anche per lo studio di campagne di Marketing e Comunicazione mirate]*Aggiornamento in data 27 Agosto 09: Gioiacommunica – e collaboratori – ha deciso di interrompere il progetto a causa di accordi non rispettati da QPX.

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La mia presentazione, effettuata anche grazie al supporto e contributo di Beatrice Finauro, ha lo scopo di mostrare le potenzialità del web, ed in particolare del web sociale, come strumento di Marketing e Comunicazione e soprattutto come luogo dove l’esperienza del consumatore continua e si sperimenta, al di la delle mura del salone.

Questa la presentazione:

Al termine dell’incontro sono stati posti diversi quesiti.

Una problematica evidenziata è quella relativa al rischio di puntare tutta la campagna di comunicazione su web, non coinvolgendo così tutta quella fetta di pubblico che non è su internet.

Come evidenziato dai dati risportati durante la presentazione, il web / web sociale è ormai un fenomeno di massa. Addirittura, abbiamo visto che è in aumento tra gli over 35, sfatando così il mito che internet sia solamente una “cosa da giovani smanettoni”.

Questo fenomeno è dovuto essenzialemnte a due motivi: ad un invecchiamento fisiologico della popolazione, ma soprattutto alla semplicità dello strumento che ha permesso una massiva alfabettizzazione ed accesso anche a coloro che prima si sentivano esclusi.

Gli strumenti di condivisione del web sociale (come ad esempio i tastini “share” che permettono la diffusione dei contenuti nelle diverse piattaforme di social network, ed altri ancora), inoltre, permettono il riprodursi, di fenomeni che già vivono off line, come il passaparola. Questo punto è stato sottolineato in sede di dibattito, anche da Andrea Paternostro, ricercatore e giornalista, collaboratore del Sole-24 Ore, presente durante l’incontro.

Ecco che l’esperienza on line, alimenta ed amplifica l’esperienza of line e viceversa, ed è importante per le aziende adottare una strategia di comunicazione integrata e cross mediale.

Lo stesso caso studio TIGI riportato nella presentazione, con l’organizzazione di eventi on line ed off line in parallelo, ne è un ottimo esempio.

Un’altra problematica sollevata è quella relativa al monitoraggio.

Una caratteristica del web come media, è la sua “tracciabilità”. E’ infatti possibile individuare degli indici (accessi, keyword utilizzate nelle ricerche, visualizzazioni, risposte, feedback ecc) che permettono la misurabilità, l’analisi e la valutazione sia delle attività di Social Media Marketing ed Internet PR ma anche delle campagne di comunicazione effettuate su altri media, visto che spesso gli utenti esprimono i propri feedback on line.

Su web sono a disposizione degli strumenti gratuiti di misurazione delle conversazioni (o BUZZ) che è utilissimo utilizzare in maniera incrociata, anche se attualmente non offrono un’affidabilità scientifica.

Negli ultimi mesi, inoltre, molte aziende hanno confezionato ed introdotto nel mercato prodotti a pagamento per la misurazione del BUZZ, molto utili dal punto di vista quantitativo ma, per i limiti relativi all’analisi semantica, un pò meno dal punto di vista qualitativo.

Dal mio canto, la mia opinione è che le aziende dovrebbero in questo contesto soffermarsi meno sui numeri e sull’esigenza di controllo, e puntare sulla qualità delle relazioni e delle esperienze, che gli strumenti del Social Media Marketing permettono.

Altro quesito sollevato è l’efficacia del Social Media Marketing per le aziende che operano in aree geografiche circoscritte.

Molte sono le comunità web che sono nate, e si sono sviluppate, da comunità locali, per agevolarne la condivisione dei valori e la socializzazione al loro interno.

Lo stesso colosso Facebook, nasce e si sviluppa da e su comunità (ad iniziare dai College americani) preesistenti e fortemente legate al territorio.

Ecco che le aziende, attraverso gli strumenti del Social Media Marketing, hanno la possibilità di comunicare ad un target mirato, anche geograficamente.

In ultimo, una problematica evidenziata è quella dell’accessibilità in termini di budget da parte delle piccole e medie imprese.

Se ci sono dei Social Network, come ad esempio MySpace e Netlog, che, per la creazione di un profilo aziendale, di applicazioni o l’inserimento di materiale virale come i video, prevedono un investimento iniziale sotto forma di publicità display (banner) che si aggira intorno ai 20.000 euro, ci sono altri Social Network, come Twitter, Friendfeed e lo stesso Facebook dove questa barriera iniziale non è imposta.

Facebook, ad esempio, punta molto alle piccole e medie imprese, fornendogli gratuitamente la possibilità di crearsi un proprio spazio, una FanPage, di creare applicazioni o di utilizzare strumento come Facebook Connect, per collegare il proprio sito al Social Network.

In questo caso, i costi per le aziende sono quelli relativi alla strategia, di settaggio ed eventualmente di programmazione, la creativita e, importantissimo, i costi di gestione degli spazi per mantenere vive le relazioni.

In sostanza, dunque, il Social Media Marketing permette una “modellabilità” e “modulabilità” delle strategie di comunicazione, personalizzabili a seconda delle esigenze e disponibilità.

E’ importante poi tenere in considerazione che il web sociale permette di sfruttare la comunicazione spontanea, il passaparola, la creatività dei propri utenti / consumatori, che diventano per le aziende un vero strumento attivo di comunicazione oltre che un importante fattore di innovazione, grazie al valore e l’importanza dei loro feedback on line.

Se avete dei quesiti da pormi, o qualcosa da aggiungere alle mie argomentazioni, sono aperta a qualsiasi vostro spunto o riflessione.

Social Media Marketing secondo Facebook: la video intervista.

Posted By Gioia Feliziani on maggio 12th, 2009

Come ho annunciato nel blog delle Girl Geek Dinners Marche, è on line la video intervista che ho fatto insieme a Chiara de Caro ad alcune ragazze del team Marketing di Facebook sul Social Media Marketing.

 

Abbiamo chiesto a Cat Lee, Program Manager del Platform Product Marketing Team di Facebook di introdurci agli strumenti di Marketing di Facebook, relazionandoli anche a delle specifiche esigenze aziendali.

 

Lei ha fatto questo, in maniera molto chiara ed efficace … ma anche di più.

Cat ha, infatti, coinvolto altre ragazze del team Marketing: Caitilin O’Farrel – Product Marketing Manager e Kelly Winters – Programme Manager.

 

In una prima introduzione Cat ha indicato le problematiche discusse: quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende in Facebook per le campagne di Marketing e gli strumenti per entrare in una relazione diretta con i propri consumatori.

 

Caitlin O’Farrel ci ha parlato delle pagine Facebook come strumento per instaurare una relazione di comunicazione con i propri clienti e della pubblicità – banner ma anche annunci testuali – strumento indispensabile per campagne profilate (vale a dire dirette ad un’utenza specifica per sesso, età ed interessi).

 

Kelly Winters ha accennato alle applicazioni quali strumenti di Marketing, e poi ha orientato il discorso su Facebook Connect che permette di collegare il proprio sito internet alla piattaforma Facebook: per attirare traffico, per conoscere chi interagisce con il proprio sito e coinvolgerlo in un’esperienza “social”.

 

A conclusione del video Cat ci ha portato alcuni esempi pratici per meglio comprendere gli strumenti e le loro potenzialità.

 

Le pagine, ad esempio, sono molto utili a coloro che non hanno un web site o comunque un sito frequentato… che hanno bisogno quindi di attrarre e coinvolgere nuove persone. L’esempio citato è stato quello di un ristorante, la cui pagina può essere ricercata nella directory specifica… e che può dare visibilità ai suoi piatti pubblicandone le foto, o delle ricette video, oppure comunicare le news ai clienti. Possono inoltre essere creati degli eventi per le occasioni speciali.

 

La pubblicità a pagamento può essere utile a chi è alla ricerca di un target specifico. L’esempio riportato è quello di un fotografo per matrimoni: può orientare la sua pubblicità ad un target di ragazze fidanzate.

 

Come esempio esplicativo per Facebook Connect ha portato il sito www.citysearch.com che utilizza questa tecnologia. E’ possibile loggarsi nel sito con il proprio profilo Facebook, conoscere gente che hanno frequentato lo stesso ristorante o hanno in programma di andarci…

Ecco che l’esperienza di lettura del sito diventa anche sociale… e divertente!

PS: da notare che i gruppi non sono concepiti come strumento di comunicazione aziendale, mentre in passato ed a tutt’oggi spesso vengono utilizzati a tale scopo… spesso confondendone le caratteristiche con quelle della pagina.

For Italy Girl Geek Dinner from Cat Lee on Vimeo.

Vi allego una presentazione sul Social Media Marketing su Facebook che ho pubblicato lo scorso dicembre: