August 24, 2011

Facebook, novità in arrivo: tagging, privacy, gestione dei post e georeferenziazione

Tante novità in arrivo sul fronte Facebook, che vedremo sul nostro profilo nel popolare Social Network nei prossimi giorni.

Cambierà la gestione dei contenuti. Saranno inserite infatti nuove funzionalità che permetteranno un maggiore controllo dei contenuti, organizzate in un menù “in line”, e la possibilità di vedere la “preview” di come apparirà il nostro profilo agli altri utenti.  Una serie di controlli sul contenuto dei nostri post (che ci permetteranno di modificarli, senza doverli cancellare e pubblicare di nuovo come succede ora), saranno posizionati proprio nei pressi del post stesso.

Novità significative anche sul fronte della privacy: sarà possibile infatti “taggare” non solo nostri amici, ma tutti gli utenti Facebook. Questa novità che può rappresentare l’ ennessima “intrusione” sulla privacy dell’utente, è moderata dal fatto che il tag deve essere necessariamente approvato prima che il post “che ci tagga” sarà pubblicato nella nostra bacheca.

Inoltre la gestione della Privacy sarà resa più immediata, aggiungendo la nostra localizzazione senza ricorrere necessariamente a place.

Non dobbiamo fare altro che attendere le prossime ore per fare esperienza diretta di queste novità, e staremo a vedere come reagiranno gli utenti.

Ogni piccola novità infatti su Facebook comporta un piccolo stravolgimento, è come se ci spostassero i mobili di casa.. abbiamo bisogno di un pò per abituarci! Ed inizialmente, non manca qualche protesta.

 

March 9, 2011

Privacy e Facebook diventano fiction!E’ iniziato “The Scrimms”

Ieri, 8 Marzo 2011, ha fatto il suo debutto in rete la prima serie drammatica prodotta su Facebook: The Scrimms. Il tema scottante trattato dalla soup è quello della privacy.

Si è discusso a lungo sulle nuove politiche di privacy sviluppate per il social network per eccellenza da Zuckerberg e i suoi discepoli. Come già saprete il gruppo di sviluppatori che gestisce il portale sta approfondendo lo sviluppo di una nuova normativa sulla privacy che sia comprensibile a tutti. Sono state introdotte molteplici nuove funzioni volte a controllare le modalità di visualizzazione e utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti.

Ne riporto solo alcune:

1-     E’ stato reso più trasparente l’utilizzo che viene fatto dei dati personali dell’utente quando ci si iscrive ad un’applicazione;

2-     E’ possibile autorizzare la visualizzazione di determinati contenuti solo ad un preciso gruppo di amici;

3-     Le inserzioni vengono pubblicate senza condividere informazioni personali con gli inserzionisti

Il risultato di tutte queste vicende? The Scrimms.

Si tratta della prima serie drammatica prodotta su Facebook, composta di otto episodi, che vede come protagonista una famiglia con l’ossessione di perdere la propria privacy, come dopotutto succede su Facebook.

La prima stagione di questa serie è iniziata l’8 Marzo alle 21:00.

Ogni episodio in tempo reale ha la durata di 30 minuti e la storia…beh…a quanto pare i post pubblicati dalla Famiglia sul famoso Social Network sono stati oggetto di intercettazioni dalla polizia, che ha scoperto uno sfruttamento illecito di risorse naturali al fine di accaparrarsi il mercato Rare Earth Metals.

E’ una vera e propria visione voyeuristica della famiglia Scrimms e di coloro che gli girano intorno.

L’idea è partita da un’agenzia di marketing di Buston, precisamente la Social-smart LLC, che si è ispirata alla rubrica “What They Know” del Wall Street Journal, che espone l’incessante abuso della privacy online.

L’agenzia in questione ha offerto così un’esperienza multimediale sperimentale che vede raggruppato un cast di 21 disadattati virtuali. Il budget a disposizione ridotto ha costretto i produttori a scegliere uno stile home-made.

Puoi seguire la serie, attualmente disponibile solo in lingua inglese, collegandoti alla loro pagina Facebook. Attenzione però…la visione è consigliata solo ad un pubblico adulto!

Ecco il traile, buona visione!

Post di Rossana Cipolletta

September 14, 2010

Diaspora: domani il lancio del Social Network pro-privacy già definito “Anti-Facebook”

 Ci siamo, è previsto per domani 15 Settembre il lancio ufficiale di Diaspora, il nuovo Social Network che fa parlare di sé come il servizio che rivoluzionerà il modo di “fare rete” e che è già stato definito “L’Anti-Facebook  e Facebook-Killer . Anche il nome che gli è stato assegnato sembra essere un richiamo a ciò che dovrà essere una dipartita di massa dal gigante Facebook, che con i suoi 500 milioni di utenti domina la scena dei Social Network.

Il lancio è stato annunciato dagli stessi fondatori di Diaspora sul sito ufficiale . Il team che ha lavorato a questo progetto è composto da quella che sembra essere diventata una prerogativa di ogni start-up promettente: studenti curiosi e desiderosi di contribuire a migliorare lo status quo. In questo caso si tratta di Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer, e Ilya Zhitomirskiy, quattro studenti di Informatica della New York University.

La loro idea nasce da una chiacchierata con il professor Eben Moglen, Docente di legge e Storia Legale presso la Columbia University e Director Counsel e Presidente presso il Software Freedom Law Center sulla libertà e la proprietà online.  Discutendo di come poteva essere un Social Network distribuito, da buoni programmatori, hanno iniziato a costruirlo concretamente.

Ma, dunque, in cosa consiste Diaspora? I suoi creatori lo definiscono così:

<<The privacy aware, personally controlled, do-it-all, open source social network>>

Do-it-all: Una volta installato Diaspora provvederà, secondo le preferenze dell’utente, ad aggregare tutte le informazioni come il profilo di Facebook, i propri Tweet con, in aggiunta, una maggiore libertà di integrazione tra i diversi Social Network. Un esempio? Pubblicando un’immagine su Flickr il “seed” genererà automaticamente un Tweet con un link alla foto.

Open Source: Sì, avete letto bene. Installare Diaspora significa anche entrare in possesso delle API di Diaspora V.1 e di tutto il codice di Diaspora secondo la licenza GNU Affero General Public License . Il che significa che sarà personalizzabile e riadattabile alle proprie esigenze, sempre che se ne abbiano le competenze per farlo.

Privacy aware e personally controlled: La struttura di Diaspora è totalmente distribuita. Per poter utilizzare Diaspora è necessario installarlo sul proprio computer o server che si trasformerà così in un “seed” pronto a collegarsi con qualsiasi altro “seed” che si voglia. Una volta connessi i due computer si scambieranno dati e informazioni criptati (con, neanche a dirlo, un free software: Gnu Privacy Guard) direttamente l’un l’altro senza appoggiarsi ad hub esterni, dunque senza lasciare tracce di informazioni e dati personali. Offrendo così un maggiore controllo sui propri dati e sulle proprie connessioni sociali.

E’ questa la grande novità di Diaspora che lo pone come diretto avversario di Facebook, dunque non solo in quanto Social Network, bensì in relazione a quelle caratteristiche che lo rendono “difensore della Privacy” in un periodo di aspre polemiche intorno a Zuckerberg (fondatore di Facebook) e alle sue dichiarazioni riguardo alla Privacy , descritte in modo preciso anche qui . E’ di maggio 2010, infatti, la grossa crisi di Facebook dovuta alle sue nuove regole sulla privacy che ha costretto il suo creatore a un passo indietro con tanto di pubbliche scuse sul Washington Post  .

La seconda curiosità che rende Diaspora così speciale è il modo in cui la sua creazione è stata finanziata. Per poter sviluppare questo innovativo progetto i quattro studenti della New York University avevano bisogno di fondi perciò, con l’obiettivo di raggiungere 10,000$, hanno chiesto aiuto alla rete mettendo sul sito kickstaKter.com il loro progetto . Dopo solo due mesi 6479 sostenitori avevano raccolto il 2006% dei fondi per un totale di 200,641$. Niente male come capitale iniziale.

La sorpresa più interessante, però, è che tra quei 6479 sostenitori ce n’è uno che non può essere paragonato a tutti gli altri. Perché? Perché stiamo parlando (di nuovo) di Mark Elliot Zuckerberg il quale ha fatto una donazione, con una cifra non conosciuta, per questo progetto. C’è chi dice che lo abbia fatto per mettere un seme di una futura partnership (se non ownership), c’è chi dice che lo abbia fatto per fare un po’ di “green washing” dopo le polemiche sulla Privacy, c’è chi dice (lui stesso in un’intervista a Wired.com ) che lo abbia fatto per finanziare “dei giovani che mi ricordano me stesso” quando l’era di facebook stava per cominciare.

Fatto sta che un nuovo Social Network sta per comparire sulla scena e che ha tutte le carte in regola per funzionare nel web 2.0: decentralizzato, con una struttura reticolare, basato su condivisione e partecipazione e autofinanziato da quelli che, si presume, saranno i suoi “early adopters”.

Da domani potremo avere una conferma o una smentita di tutto ciò che è stato detto finora su Diaspora, ma potremmo anche avere una totale sorpresa: le caratteristiche di un Social Network si arricchiscono anche grazie all’uso che ne fanno gli utenti, è questa l’essenza del web partecipativo!

Perciò… Stay Tuned!

February 16, 2010

Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.

Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.

Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  Gmail e renderlo più “social”.

Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.

Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.

Il funzionamento di base include la possibilità di  aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.

Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari che  è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità.  Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.

Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.

Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.

Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per  avere una lista di “follower“.

Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.

E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.

Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.

August 11, 2009

Il nuovo motore di ricerca Facebook: i contenuti orano sono visibili a tutti gli utenti (e non più solo agli amici)

Che dire, vento di novità in casa Facebook.

Oltre all’acquisizione del Social Network FriendFeed, Facebook impacchetta un nuovo motore di ricerca bello che nuovo e, soprattutto, potenziato.

Sul Blog di Facebook tutti i dettagli.

Praticamente basta inserire una parola chiave nel boxettino in alto a destra e fare così una ricerca approfondita dei contenuti di interesse.

I risultati possono essere filtrati per persone, pagine, gruppi, applicazioni, eventi, post degli amici e… “post di tutte”.

E’ possibile, infatti, fare una ricerca nei contenuti inseritio negli ultimi 30 giorni, compresi gli status update, le foto, i link, i video, le note, e le pagine di cui l’utente è fan.

La sezione “post di tutte” poi, permette di fare una ricerca nei contenuti inseriti da tutti gli utenti: quindi nelle informazioni inserite anche da coloro che non fanno parte del nostro network di amici.

E’ questo è un importante cambiamento, le informazioni inserite dagli utenti sono sempre più pubbliche.

Ovviamente gli utenti hanno la possibilità di mantenere le proprie informazioni private, modificando le impostazioni contenute nella sezione “Impostazioni della privacy“.

Comunque, i vostri contenuti sono di defoult pubblici, quindi, se non siete d’accordo e ci tenete alla vostra Privacy, vi consiglio di andare subito a modificare le impostazioni del vostro profilo.