Che cosa è il Social Media Marketing? A quali esigenze va a rispondere? Quali strumenti utilizza?
Allego quì una presentazione molto sintetica, che spiega come in questi anni è cambiato il nostro modo di vivere il web.. le nostre relazioni.. ed il nostro modo di rapportarci con il mercato.
Un cambiamento che ha portato uno scardinamento dei [...]
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Gioiacommunica nel Dossier Web Marketing di Pc Magazine
Su PC Magazine di Febbraio è uscito un approfondito dossier intitolato “Social Media per il Business. Conoscere ed utilizzare i nuovi strumenti web 2.0 per il Marketing è un’opportunità per affrontare la crisi.”
E’ stato un onore prenderne parte in qualità di esperta, per lo spessore degli altri intervistati, Pepe Moder – Head of Digital Barilla e Niccolo Magnani – Digital Consultant e Manager di MRM Worldwide del gruppo McCann, ma soprattutto per il taglio dell’articolo: finalmente un dossier sul web marketing completamente focalizzato sui social media e mobile.
Quella che era una branca del web marketing ritenuta di “contorno”, il Social Media Marketing ora è divenuto centrale nella strategia di comunicazione aziendale, in special modo per le PMI.
Finalmente le aziende (e la carta stampata) e stanno comprendendo il nuovo modo di vivere il web per sfruttarne appieno le dinamiche.
Addirittura, come ben ha spiegato Pepe Moder nel suo intervento, sta dando una scossa al mercato: i più snelli, veloci (potrebbero essere le piccole e medie imprese) hanno una marcia in più.
Interessante l’intervento di Magnani, che ha parlato di Mobile Marketing ed integrazione con le piattaforme di Social Networking come Facebook, e le importanti implicazioni in termini di una strategia di comunicazione legata al territorio (georeferenziazione), oltre che nel campo Medical.
Infine, io mi sono concentrata sulle applicazioni Facebook per il Marketing e la Monetizzazione, oltre che per il Cause Related Marketing (accennando al nuovo progetto FundCauses – alla prima release, il primo passo per un progetto molto ambizioso che vuole coinvolgere utenti socialmente impegnati ed aziende in un’ottica di responsabilità sociale, come ben evidenziato nella sezione “che cosa sarà FundCauses“)
Non vado oltre.. lascio a voi la lettura!
2009 – 2010: Un anno con Gioiacommunica
In questo gennaio 2010 Gioiacommunica compie un anno!
Al fine di festeggiare questo importante ricorrenza, è stato creato un Magazine virtuale che ripercorre questo fantastico anno.
Come scrivo nella seconda copertina:
”
Il 2009 è stato un anno intenso, ricco di progetti, spunti, idee, e tanti semi piantati per gli anni a venire.
Questo issuu vuole essere un omaggio a tutti gli amici, partner, clienti, curiosi, maestri, che mi hanno seguita, accompagnata, guidata.
Con l’augurio 2010 estenuante, ricco di sogni , stravolgimenti, novità, progetti, realizzazioni, soddisfazioni e con la valigia sempre lì pronta, alla Gioiacommunica insomma…
Con affetto
Gioia
”
Buona lettura!!
Formazione & Workshop
- 23 Ottobre 2009
Facebook Developer Garage – Venezia
Secondo incontro ufficiale degli sviluppatori Facebook.
Workshop: “Monetizzazione e Marketing”
Workshop: Fare Marketing con Facebook.. Being creative!
- Luglio 2009, Milano
Associazione Italiana Imprese Cosmetiche, Workshop “La Consumer Experience nel Web Sociale“
Aziende
Cliente: Aziende E-commerce prodotti moda luxury per bambini
Brief: Diffusione di Brand Awarenes sul nuovo brand Copertosa, e posizionarlo come Best in Class company sul mercato di riferimento
Strategie utilizzate: Corporate blog www.mondocopertosa.com, Social Media & Application Marketing, Internet PR & Events
Facebook Developer Garage Venezia: prova sviluppatori superata. E ora?
Ieri è stata per me una giornata esaltante. Ho percorso viette, ponti, canali (complice lo sciopero dei mezzi :-p) .. della favolosa Venezia ed ho presentato al Facebook Developer Garage.
All’evento erano presenti più di 200 persone, tra sviluppatori, blogger, innovatori, Venture Capitals, titolari di aziende ed esperti di Marketing, giornalisti e curiosi.
Il livello sia di interesse ma anche di professionalità del pubblico era molto alto, e questo ha contribuito a rendere lo scambio tra intervenuti e relatori ancora più denso ed interessante.
Prima di me hanno parlato Roberto Marmo ed Angelo Iacubino, co- autori del libro “Fare applicazioni con Facebook“.. di roba tosta: codice!
Il mio intervento era centrato su come guadagnare con le applicazioni Facebook: ho esposto diversi modelli di Business – dal lancio di una applicazione allo scopo di monetizzazione alle applicazioni per il Marketing Aziendale, con uno sguardo al Social Fundraising e la Corsporate Social Responsability – i punti chiavi per progettare un’applicazione di successo e di un progetto strategico, l’aspetto economico del ritorno di investimento, ed infine le diverse fasi – e professionalità coinvolte – per la creazione di un’applicazione Facebook. Presto saranno on line le slide!
Dopo di me è stata la volta di Antonio Tomarchio che ha presentato Simply.com, servizio che permette di inserire pubblicità targettizzata all’interno delle applicazioni.
Giornata a dir poco elettrizzante! Anche perchè grazie al networking ed alle belle professionalità presenti, si è butatta tanta carne al fuoco e tante idee per nuove progetti, di cui vi terrò aggiornati
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Ah! Un tks anche a Roldano De Persio per la gentilevideo intervista:
La Consumer Experience nel Web Sociale
Lunedì 20 Luglio sono stata invitata alla sede milanese dell’UNIPRO ( Associazione Italiana della Imprese Cosmetiche) per parlare delle potenzialità del web per la comunicazione aziendale.
Per me è stata un’occasione molto formativa per confrontarmi con diverse realtà, dalle grandi aziende internazionali ai proprietari di singoli saloni. Ho avuto così l’opportunità di conoscere le loro esigenze, le loro visioni, i loro dubbi e di risponderne.
Dal confronto sono usciti molti spunti interessanti, che cercherò di riportare in questo articolo.
L’incontro all’Unipro è stato organizzato in collaborazione con QPX, azienda che da anni si occupa dell’analisi e studio della Consumer Satisfaction [e che ora, grazie al supporto di Gioiacommunica, sta progettando un nuovo strumento, sotto forma di questionario on line, per l'analisi della Consumer Experience, utile per le aziende anche per lo studio di campagne di Marketing e Comunicazione mirate]*Aggiornamento in data 27 Agosto 09: Gioiacommunica – e collaboratori – ha deciso di interrompere il progetto a causa di accordi non rispettati da QPX.
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La mia presentazione, effettuata anche grazie al supporto e contributo di Beatrice Finauro, ha lo scopo di mostrare le potenzialità del web, ed in particolare del web sociale, come strumento di Marketing e Comunicazione e soprattutto come luogo dove l’esperienza del consumatore continua e si sperimenta, al di la delle mura del salone.
Questa la presentazione:
Al termine dell’incontro sono stati posti diversi quesiti.
Una problematica evidenziata è quella relativa al rischio di puntare tutta la campagna di comunicazione su web, non coinvolgendo così tutta quella fetta di pubblico che non è su internet.
Come evidenziato dai dati risportati durante la presentazione, il web / web sociale è ormai un fenomeno di massa. Addirittura, abbiamo visto che è in aumento tra gli over 35, sfatando così il mito che internet sia solamente una “cosa da giovani smanettoni”.
Questo fenomeno è dovuto essenzialemnte a due motivi: ad un invecchiamento fisiologico della popolazione, ma soprattutto alla semplicità dello strumento che ha permesso una massiva alfabettizzazione ed accesso anche a coloro che prima si sentivano esclusi.
Gli strumenti di condivisione del web sociale (come ad esempio i tastini “share” che permettono la diffusione dei contenuti nelle diverse piattaforme di social network, ed altri ancora), inoltre, permettono il riprodursi, di fenomeni che già vivono off line, come il passaparola. Questo punto è stato sottolineato in sede di dibattito, anche da Andrea Paternostro, ricercatore e giornalista, collaboratore del Sole-24 Ore, presente durante l’incontro.
Ecco che l’esperienza on line, alimenta ed amplifica l’esperienza of line e viceversa, ed è importante per le aziende adottare una strategia di comunicazione integrata e cross mediale.
Lo stesso caso studio TIGI riportato nella presentazione, con l’organizzazione di eventi on line ed off line in parallelo, ne è un ottimo esempio.
Un’altra problematica sollevata è quella relativa al monitoraggio.
Una caratteristica del web come media, è la sua “tracciabilità”. E’ infatti possibile individuare degli indici (accessi, keyword utilizzate nelle ricerche, visualizzazioni, risposte, feedback ecc) che permettono la misurabilità, l’analisi e la valutazione sia delle attività di Social Media Marketing ed Internet PR ma anche delle campagne di comunicazione effettuate su altri media, visto che spesso gli utenti esprimono i propri feedback on line.
Su web sono a disposizione degli strumenti gratuiti di misurazione delle conversazioni (o BUZZ) che è utilissimo utilizzare in maniera incrociata, anche se attualmente non offrono un’affidabilità scientifica.
Negli ultimi mesi, inoltre, molte aziende hanno confezionato ed introdotto nel mercato prodotti a pagamento per la misurazione del BUZZ, molto utili dal punto di vista quantitativo ma, per i limiti relativi all’analisi semantica, un pò meno dal punto di vista qualitativo.
Dal mio canto, la mia opinione è che le aziende dovrebbero in questo contesto soffermarsi meno sui numeri e sull’esigenza di controllo, e puntare sulla qualità delle relazioni e delle esperienze, che gli strumenti del Social Media Marketing permettono.
Altro quesito sollevato è l’efficacia del Social Media Marketing per le aziende che operano in aree geografiche circoscritte.
Molte sono le comunità web che sono nate, e si sono sviluppate, da comunità locali, per agevolarne la condivisione dei valori e la socializzazione al loro interno.
Lo stesso colosso Facebook, nasce e si sviluppa da e su comunità (ad iniziare dai College americani) preesistenti e fortemente legate al territorio.
Ecco che le aziende, attraverso gli strumenti del Social Media Marketing, hanno la possibilità di comunicare ad un target mirato, anche geograficamente.
In ultimo, una problematica evidenziata è quella dell’accessibilità in termini di budget da parte delle piccole e medie imprese.
Se ci sono dei Social Network, come ad esempio MySpace e Netlog, che, per la creazione di un profilo aziendale, di applicazioni o l’inserimento di materiale virale come i video, prevedono un investimento iniziale sotto forma di publicità display (banner) che si aggira intorno ai 20.000 euro, ci sono altri Social Network, come Twitter, Friendfeed e lo stesso Facebook dove questa barriera iniziale non è imposta.
Facebook, ad esempio, punta molto alle piccole e medie imprese, fornendogli gratuitamente la possibilità di crearsi un proprio spazio, una FanPage, di creare applicazioni o di utilizzare strumento come Facebook Connect, per collegare il proprio sito al Social Network.
In questo caso, i costi per le aziende sono quelli relativi alla strategia, di settaggio ed eventualmente di programmazione, la creativita e, importantissimo, i costi di gestione degli spazi per mantenere vive le relazioni.
In sostanza, dunque, il Social Media Marketing permette una “modellabilità” e “modulabilità” delle strategie di comunicazione, personalizzabili a seconda delle esigenze e disponibilità.
E’ importante poi tenere in considerazione che il web sociale permette di sfruttare la comunicazione spontanea, il passaparola, la creatività dei propri utenti / consumatori, che diventano per le aziende un vero strumento attivo di comunicazione oltre che un importante fattore di innovazione, grazie al valore e l’importanza dei loro feedback on line.
Se avete dei quesiti da pormi, o qualcosa da aggiungere alle mie argomentazioni, sono aperta a qualsiasi vostro spunto o riflessione.
Social Media Marketing secondo Facebook: la video intervista.
Come ho annunciato nel blog delle Girl Geek Dinners Marche, è on line la video intervista che ho fatto insieme a Chiara de Caro ad alcune ragazze del team Marketing di Facebook sul Social Media Marketing.
Abbiamo chiesto a Cat Lee, Program Manager del Platform Product Marketing Team di Facebook di introdurci agli strumenti di Marketing di Facebook, relazionandoli anche a delle specifiche esigenze aziendali.
Lei ha fatto questo, in maniera molto chiara ed efficace … ma anche di più.
Cat ha, infatti, coinvolto altre ragazze del team Marketing: Caitilin O’Farrel – Product Marketing Manager e Kelly Winters – Programme Manager.
In una prima introduzione Cat ha indicato le problematiche discusse: quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende in Facebook per le campagne di Marketing e gli strumenti per entrare in una relazione diretta con i propri consumatori.
Caitlin O’Farrel ci ha parlato delle pagine Facebook come strumento per instaurare una relazione di comunicazione con i propri clienti e della pubblicità – banner ma anche annunci testuali – strumento indispensabile per campagne profilate (vale a dire dirette ad un’utenza specifica per sesso, età ed interessi).
Kelly Winters ha accennato alle applicazioni quali strumenti di Marketing, e poi ha orientato il discorso su Facebook Connect che permette di collegare il proprio sito internet alla piattaforma Facebook: per attirare traffico, per conoscere chi interagisce con il proprio sito e coinvolgerlo in un’esperienza “social”.
A conclusione del video Cat ci ha portato alcuni esempi pratici per meglio comprendere gli strumenti e le loro potenzialità.
Le pagine, ad esempio, sono molto utili a coloro che non hanno un web site o comunque un sito frequentato… che hanno bisogno quindi di attrarre e coinvolgere nuove persone. L’esempio citato è stato quello di un ristorante, la cui pagina può essere ricercata nella directory specifica… e che può dare visibilità ai suoi piatti pubblicandone le foto, o delle ricette video, oppure comunicare le news ai clienti. Possono inoltre essere creati degli eventi per le occasioni speciali.
La pubblicità a pagamento può essere utile a chi è alla ricerca di un target specifico. L’esempio riportato è quello di un fotografo per matrimoni: può orientare la sua pubblicità ad un target di ragazze fidanzate.
Come esempio esplicativo per Facebook Connect ha portato il sito www.citysearch.com che utilizza questa tecnologia. E’ possibile loggarsi nel sito con il proprio profilo Facebook, conoscere gente che hanno frequentato lo stesso ristorante o hanno in programma di andarci…
Ecco che l’esperienza di lettura del sito diventa anche sociale… e divertente!
PS: da notare che i gruppi non sono concepiti come strumento di comunicazione aziendale, mentre in passato ed a tutt’oggi spesso vengono utilizzati a tale scopo… spesso confondendone le caratteristiche con quelle della pagina.
For Italy Girl Geek Dinner from Cat Lee on Vimeo.
Vi allego una presentazione sul Social Media Marketing su Facebook che ho pubblicato lo scorso dicembre:
MySpace e Facebook insieme per la Girl Geek Dinners Marche #1
Ed il cerchio si chiude.. E’ tutto pronto per la prima Girl Geek Dinners Marche che si terrà venerdì 8 Maggio alle ore 19 al Neon Club di Ancona.
Il tema della serata sarà il Social Media Marketing .. e ne parleranno niente popò di meno che Beatrice Finauro, coordinatrice Marketing a MySpace Italia e Cat Lee, Program manager del Platform Product Marketing Team di Facebook.
Io e Beatrice ci siamo organizzate con una simpatica intervista “handmade” molto due.zero, attraverso la quale introdurrà il Social Media Marketing oltre che parlare di creatività, di arte e di musica.. in linea con quello che è MySpace, il Social Network delle passioni! Ma non mancheranno anche dei casi aziendali.
Cat ci parlerà invece degli strumenti di Facebook, Social Network generalista per eccellenza, che le aziede possono utilizzare per auto promuoversi.
Mi piace sottolineare che sia Beatrice che Cat hanno aderito entusiasticamente e spontaneamente perchè sostengono lo spirito volontario che anima le Girl Geek Dinners.. che lavorano al solo scopo di promuovere “l’orgoglio geek al femminile”.
Per chi non potrà partecipare alla cena, perchè a causa dei badget ristretti, è a numero chiuso.. le video interviste saranno presto disponibili on line.
Ricordo che sempre durante la stessa serata interverranno Sara M., Community Manager e tra le prime ad aver introdotto il format delle Girl Geek Dinners in Italia, Federica Pascucci dell’Università Politecnica di Ancona e studiosa della web reputation.
La serata è stata permessa grazie allo sponsor Fastnet - Network Application Provider, ed il supporto di Verbavoglio per Gadget, HeyZoom per le riprese video, Combo per la comunicazione.
Ah che altro.. ci stiamo organizzando per la diretta video!
Quale spazio per le SMA?.. ma soprattutto.. sono davvero Social Media Agency?
Questa mattina ho dato una sbirciatina alla presentazione che Gianluca Diegoli ha fatto al Parma WorkCamp, dove purtroppo, per mie disavventure (sigh!) non sono potuta andare.
Gianluca, con la sua presentazione “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?“, brevissima ed efficace, si interroga sul “senso” delle Social Media Agency e soprattutto sul rischio di “falsare” il mercato.
Trovo questa presentazione geniale:
Innanzitutto ha ragione Gianluca.. la Social Media Agency non ha senso, ma aggiungo, se è un’ agenzia classica che si è “riadattata” al mercato, senza cambiare però struttura, mentalità, cultura.
Quando tre anni e mezzo fa sono andata a vivere a Milano, mi sono sbalordita per il gran numero di ristoranti cinesi che ti rifilano il giapponese. Ecco la stessa cosa avviene per le agenzie. (E, detta tra noi, è un piacere vedere questa “conversione social” di agenzie che mi guardavano come una “pazza malata” quando gli parlavo delle allora community..)
Il fatto è, come dice Gianluca, che fare Social Media Marketing non significa gestire un account conto terzi o fare semplicemente seeding ( o infiltration.. inserendo del materiale UGC – User Genereted Content -”taroccato”)… perchè allo stato attuale in Italia è questo che le agenzie fanno. Ed ha più che ragione quando dice che questa mentalità rischia di falsare il mercato. Purtroppo ci sono rimasta scottata direttamente quando lavoravo per un’agenzia (anche questa “travestita”) in cui ho dovuto seguire una compagna con totale assenza del cliente.
L’azienda si deve mettere in gioco ed attuare un cambiamento sia strutturale, che culturale e di prodotto.. questo in prima persona, senza imbrogliare. Onestà e spontaneità, queste sono le chiavi.
Il ruolo del consulente è quello di accompagnare l’azienda in questo processo, fornendogli gli strumenti.. insegnandogli non la creatività ma ad essere creativi, instaurando un rapporto di condivisione.
Questo “travestimento” delle agenzie italiane, che Gianluca chiama “compromesso” come lui ben sottolinea rischia di far passare un messaggio sbagliato, il confondere la conversazione, il coinvolgimento, la relazione come “uno dei” canali pubblicitari o ancor peggio.. un canale di vendita!
Bellissima la slide n. 7 con “Utopie a confronto” e, soprattutto accordo appieno con la slide n. 8, concentriamoci sui pazienti che veramente vogliono “guarire”, che collaborano.. altrimenti abbiamo l’onestà di dire… così proprio non va!
Per una comunicazione aziendale fluida.. e social!
Proprio ieri Fabrizio Scatena, su Blog del circuito HTML.it chiamato Pmi.it e dedicato alle piccole e medie imprese, ha scritto un post chiamato “Su Facebook L’Advertising non decolla”.
In questo post l’autore ripropone la ormai da più parti e da più tempo ribadita sentenza della crisi dell’ADV tradizionale sui Social Networks, con particolare riferimento a Facebook. La crisi della display è ormai un dato di fatto, anche al di fuori dei Social Networks. Nulla di nuovo dunque.
Come direbbe la nonna, ripetere le cose non fa mai male. Ma ora direi che basta.. anche perchè di cose da fare e sperimentare nella comunicazione 2.0 (.. o meglio N.0 ; – ) ce ne sono un’infinità.
Quello che manca in questo post è un’analisi critica, sia dei perché che dei risvolti, è a dire.. ok ribadito il dato di fatto (ed in questo caso è più corretto dire, riportata la polemica).. quale è la soluzione? Quale la via d’uscita?
Una delle fonti citate dal blogger, che non è niente popò di meno che il New York Time del 13 dicembre, l’accenna “Brand advertisers on Facebook can try one of two new approaches. They can be more intrusive, but the outcome will not be positive. Or they can create genuinely entertaining commercials, but spend ungodly sums to do so. When Facebook convinces advertisers to stage Super Bowl-sized entertainment every day, its future will be assured”.
Lo scorso agosto scrissi un articolo “Il caso Facebook. L’Adv tradizionale sui Social Networks non funziona, molto più efficace il viral, il buzz e CRM”, dove andai oltre invece, segnalando le potenzialità del Social Network che sfrutta all’ennesima potenza i fondamenti del web 2.0: centralità dell’utente e condivisione dei conuti.
Le aziende devono fare lo stesso, non essere vittime ma fruire di queste straordinarie possibilità. Anzi più che fruire utilizzerei il termine più adatto “fluire”.. non appropriarsi degli strumenti (perché sul web sociale tutto si distorcerebbe.. è fisiologico!).. ma seguirne il flusso, adattandosi ad esso e potenziandolo..
I numeri dell’articolo ovviamente sono datati, ma la sostanza è attualissima: se lo desiderato, potete leggerlo a questo LINK e commentarlo qui.
Buona lettura.




