November 29, 2011

Shopping su Facebook: ecco com’è iniziata l’era del Social Commerce

E’ chiaro che quello dell’e-commerce è un settore in piena espansione: si prevede che nel 2015 il settore registrerà un fatturato di 30 miliardi di dollari, con una crescita media annua rispetto al 2011 del 56%. Potenzialità ancora più vaste sono legate alla connessione dell’e-commerce con i Social Network, ossia la possibilità di fare shopping, commentare e condividere prodotti senza abbandonare il proprio Social Media del cuore. Oggi, il 50,8% degli utenti fa shopping on line mentre è loggato su Facebook, ed il 42% degli adulti segue abitualmente le pagine Fan dei propri marchi preferiti. Ma com’è iniziata l’era del Social Shopping?
Nel 2007 sono state aperte le prime pagine commerciali su Facebook, mentre alla fine del 2008 Dell, noto brand del mondo della tecnologia, dichiara di aver guadagnato il primo milione di dollari grazie alla pubblicazione di annunci su Twitter. Dall’anno successivo in poi il Social Commerce si è gradatamente affermato tra gli internauti, e nel 2010 il Facebook Store di Pampers registra il record di 1000 transazioni in un’ora, mentre Levi’s e Disney lanciano in campo iniziative speciali dedicate solo ai Fb friends. All’inizio di quest’anno, invece, Payvment inaugura il primo “centro commerciale” su Facebook, dove anche il mega brand americano di condimenti Heinz sperimenta il cd. “tryvertising”.
Ora Coca Cola, Walt Disney e Starsbuck detengono il record di Facebook-Fan (rispettivamente 38, 28 e 25 milioni), ma i migliori brand nel Social Commerce, secondo la classifica di 8Th Bridge, sono GameStop, Walmart, Victoria’s Secrets, Clinique e Sephora.
Insomma, c’è da credere che di Social Shopping e F-commerce sentiremo parlare ancora a lungo: un’occasione imperdibile per quanti fanno business con il commercio e con i Social Media. Gioiacommunica sta per pubblicare con Madri un video-corso sul F-commerce.

Per visualizzare l’infografica della ricerca, clicca qui.

November 7, 2011

L’amore al tempo dei Social Network (Studio)

La richiesta del numero di telefono è sempre stata la pietra miliare delle relazioni, il segnale del passaggio dalla semplice conoscenza a qualcosa di più importante: ormai i Social Media mettono lo zampino anche nelle nascenti storie d’amore, relegando la famosa scena del telefono ai nostalgici film anni ‘80. Una ricerca americana condotta da Lab 24 parla chiaro: dopo aver conosciuto una persona interessante, il 57% degli intervistati la va a cercare su Facebook, il 40% sugli altri Social Network e l’11% cerca su Google. Idem per il passo successivo: il primo appuntamento, se non di persona, si chiede su Facebook per il 24% degli intervistati. Se la storia decolla, il 38% cambia subito lo status da “Single” a “Impegnato”, e più della metà degli innamorati (64%) scrive romantici post sulla bacheca del partner. Poi, male che vada, basta passare di nuovo a “Single” (il 52% lo fa subito dopo la rottura) e mettersi a cercare nuovi amici: se è vero che, ancor prima dell’aspetto fisico, si scelgono le persone in base alle loro opinioni politiche e religiose, al lavoro che fanno e ai gusti musicali (è così per il 23% degli intervistati)…quale posto migliore dei Social Network per trovare la persona giusta?

 

July 26, 2011

“Social Network per il Non Profit”:FundCauses nel nuovo libro di Cristina Berta e Roberto Marmo

E’ uscito da pochi giorni il libro “Social Network per il Non Profit”, un libro che spiega le potenzialità di Facebook, Twitter, LinkedIn e degli altri Social Network per promuovere cause sociale, reperire fondi e far conoscere il mondo e le iniziative del No Profit.
I Social Network, infatti, al primo posto tra i siti web consultati dagli italiani, possono essere usati dalle Organizzazzioni No Profit per amplificare l’interesse attorno a cause sociali e raccolte fondi.
Fra le piattaforme digitali per il sociale è citata FundCauses, che dal prossimo autunno permetterà agli utenti di promuovere e sostenere le cause sociali preferite semplicemente attraverso il passaparola nei Social Network! Contribuiranno così alla realizzazione dei progetti, che saranno finanziati grazie al supporto di aziende sponsor.
Il libro, disponibile sia in formato cartaceo al costo di 16 euro, che in  ebook al costo di 9 euro, si può acquistare sul sito della casa editrice all’indirizzo www.givemeachance.it.
Vuoi avere un assaggio in anteprima del volume? Scaricalo seguendo questo LINK 

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Potrai essere aggiornato in anteprima sull’opportunità che FundCauses ti offre di creare un impatto positivo reale con un semplice gesto di condivisione.
Con la nuova realease nell’autunno 2011, sarà grazie ai messaggi diffusi che sarà finanziato il sostegno alle cause sociali e culturali, attraverso il contributo di sponsor che sono chiamati ad un gesto di responsabilità.Sei un’azienda e desideri sperimentare una forma di comunicazione innovativa e socialmente impegnata, in grado di creare un impatto positivo reale sul territorio?

Iscriviti per avere maggiori informazioni circa la nuova piattaforma di social sponsorship georeferenziata presto on line. Sarete presto ricontattati dal nostro team.

BeAcTiVe!

 

April 4, 2011

Investimenti nel Digital Marketing in aumento!

Il Social Media Marketing e il PR online sono sempre di più un fattore chiave per il successo di un’azienda, tanto che gli investimenti in questo settore sono in continuo aumento.

Per un brand fare Social Media Marketing significa fare advertising, SEO, SEM, CRM e Internet PR. I Social Media offrono al brand la possibilità di instaurare con l’utente una relazione continuativa nel tempo.

Se non credete alle potenzialità del marketing online vi propongo subito una Case History. Il fatto che quest’ultima non sia proprio recentissima è anche per farvi capire quanto attualmente, con una maggiore esperienza e competenza acquisita nel corso degli ultimi anni, si possano raggiungere risultati ancora più sorprendenti! Il brand in questione è Air Dolomiti, il cui obiettivo era quello di aumentare la visibilità globale sul canale online attraverso l’incremento della presenza del brand sul web, la crescita di traffico qualificato sul sito, l’incremento delle conversioni dei visitatori in clienti e l’aumento delle prenotazioni online dei voli. Beh, i risultati sono stati soddisfacenti, poiché si è misurato un incremento del 32% del fatturato generato dal sito, un aumento del 54% dei biglietti venduti online e una crescita del 75% della vendita dei biglietti online. I numeri parlano da soli! Per avere una visione più approfondita del Case Study clicca qui.

Le aziende sono sempre più coscienti delle opportunità che si possono sfruttare attraverso la promozione digitale, non a caso stanno aumentando esponenzialmente gli investimenti in questo tipo di marketing.

Ecco alcuni dati sul 2010/2011:

-     La StrongMail, in una delle sue ultime ricerche, evidenzia come il 50% delle aziende abbia intenzione di aumentare il loro budget per le attività riguardanti il marketing online. Si è chiesto alle aziende su cosa preferissero investire il loro budget nel 2011 e le risposte sono state: email marketing (65%), mobile marketing (35%),search marketing – SEO/PPC (41%) e Social Media Marketing (57%). Anche la volontà di investire sui social media è in aumento, infatti il 35% delle aziende vuole investire sul marketing su Facebook, il 21% su Twitter e il 22% sulle Campagne Virali;

-     La SmartBrief Inc ha pubblicato una ricerca datata Giugno 2010 in cui si è andato ad analizzare l’uso dei SocialMedia per il business aziendale e ne è risultato che, negli ultimi 18 mesi il 66% delle aziende avevano adottato strategie di posizionamento sul Social Media; i Social Media più utilizzati sono Facebook (49,1%), Twitter (40%), LinkedIn (27%); i Social Media sono impiegati principalmente per incrementare la Brand Awareness (94%);

-    Secondo il Marketing Budgets 2011 dopo il 2008 si è registrato un aumento della percentuale delle aziende che investe in pubblicità online (+70%), dovuto chiaramente ad un ingente numero di utenti presenti nel web;

-    State of Search Engine Marketing Report 2011 evidenzia nel 2010 un aumento dell’investimento nel mercato online superiore rispetto a quello televisivo e il 72% delle aziende è soddisfatta del ROI;

-    Secondo l’ Email Marketing Census 1011 il 70% degli investitori considerano ottimi i risultati conseguiti puntando sull’e-mail marketing.

Ciò che spinge un’azienda a scegliere un’agenzia rispetto ad un’altra è la capacità di quest’ultima di dimostrare la sua capacità di instaurare un rapporto di fiducia con il cliente, comprendendone le esigenze e pianificando la migliore strategia di intervento in relazione agli obiettivi stabiliti. E’ di fondamentale importanza avere una strategia di comunicazione sui Social Media con una strategia di contenuto efficiente.

Gioiacommunica, fondata nel gennaio 2009 da Gioia Feliziani,  specialista di New Media & Application Marketing e Digital Strategy, si distingue proprio per tali caratteristiche! Gioiacommunica è una networkcompany che offre consulenza e servizi alle aziende negli ambiti del Web Marketing, Social Media ed Application Marketing, oltre che ideare e progettare Social Network / Community. Tutto ciò grazie ad un team di esperti, ognuno con la sua specializzazione in un preciso ambito del Digital Marketing. Per conoscere il nostro team clicca qui.

Gioiacommunica si approccia al Social Media Marketing e al PR online seguendo 4 metriche fondamentali che sono: Share of Voice, che permette di ponderare il peso delle conversazioni nate in rete all’interno del segmento di mercato preso in considerazione, la comunicazione online promossa dai competitor e la qualità delle conversazioni; Audience Engagement, ovvero i feedback ricevuti dall’utente, che si tratti di commenti, conversioni, condivisioni; Conversation Reach, ossia il totale degli utenti che partecipano attivamente alle conversazioni online, permettendo così di verificare l’efficienza dell’attività di coinvolgimento dell’audience; Sentiment, che è la fase finale del monitoraggio in cui si misura la qualità dei prodotti/servizi e della campagna.

Con noi puoi solo che crescere! Provare per credere!

 

September 1, 2010

Twitter & Donne: cinguettare che passione!

Che le donne amano chiacchierare non è una novità, come non è una novità che le donne sono appassionate di nuove tecnologie.. ed abbinare la socialità alla tecnologia il passo è breve.

Il Blog , o il profilo sul Social Network, è divenuto un’alternativa al Diario .. le chat alle lunghe chiacchierate al telefono… i siti di Social Shopping alle scorazzate ai centri commerciali. Tutto ciò impazza poi se abbinato alla tecnologia “sociale” per eccellenza: il telefonino.

In questi giorni è stata pubblicata un’ennesima ricerca che conferma questa tendenza, questa volta prendendo come caso studio Twitter ( Social Network secondo solo a Facebook, dove è possibile condividere messaggi, idee, notizie, foto e quant’altro… in soli 140 caratteri, come in un sms)

Una recente ricerca Hubspot (LINK) , che ha analizzato l’account di 200.000 utenti twitter in inglese, ha evidenziato che le donne sono più sociali e geek degli uomini.

Eh sì, mentre gli uomini hanno in media 643 follower (utenti che seguono i loro aggiornamenti) le donne ne hanno in media ben 1717.

Gli uomini seguono in media 287 utenti e twittano (inviano messaggi) in media 698 vo9lte, le donne seguono 381 utenti e twittano 1542 volte.

Questi dati sono sorprendenti se collegati ad un altro: mentre gli uomini si collegano a twitter in media 502 giorni all’anno, le donne lo fanno in media 496 giorni.

In sostanza, a parità (più o meno) di tempo trascorso sui Social Network, le donnesono molto più attive ed i loro cinguettii (dal termine tweet, cinguettio) sono più interessanti.

July 29, 2010

Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società

Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.

Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.

Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.

Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.

I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.

Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.

Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.

Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.

Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.

Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.

Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.

In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.

Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?

Leggi quì il Post Originale

February 16, 2010

Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.

Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.

Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  Gmail e renderlo più “social”.

Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.

Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.

Il funzionamento di base include la possibilità di  aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.

Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari che  è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità.  Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.

Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.

Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.

Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per  avere una lista di “follower“.

Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.

E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.

Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.

January 2, 2010

Con Meemi e Twitter il microblogging parla italiano

I Social Media sono diventati molto popolari perché permettono alla gente di connettersi con il mondo  per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo, sono in continua evoluzione  e con questo post,vorrei parlare principalmente dei microblogging.

Quest’ultimi sono delle forme di pubblicazione di contenuti in tempo reale come messaggi di testo(max.140 caratteri)immagini, video, audio MP3,anche segnalibri,citazioni e appunti.

I microblogging non sono da sottovalutare,la crescita  nell’ultimo anno è stata esponenziale,per esempio Twitter (2006), il precursore del microblogging,  è diventato estremamente popolare grazie la semplicità ed immediatezza di utilizzo, divenendo uno dei  modi migliori per condividere informazioni e scoprire cosa sta accadendo ora nel mondo.

Nell’ultimo anno Twitter è cresciuto del 900%,si è aggiudicato anche il riconoscimento come eccellenza di internet vincendo il premio nella categoria “Fenomeno dell’anno”, sbaragliando tutti gli altri concorrenti: ben 10 mila siti web provenienti da 60 paesi.

Dall’ inizio di dicembre è disponibile anche la versione di Twitter in italiano, molti utenti avranno così meno difficoltà ad avvicinarsi ad un servizio che capiscono, non subito concettualmente ma a livello di utilizzo.

Le conversazioni su Twitter si stanno arricchendo di punti di vista,oltre alla traduzione in italiano possiamo trovare quella in spagnolo,francese e in tedesco. Devo dire che questa nuova frontiera di Twitter in Italiano è una buona cosa,visto che il servizio di microblogging non è ancora cosi popolare in Italia come lo è all’estero.

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La traduzione di Twitter in Italiano è stata effettuata da un gruppo di volontari,un’altra novità è   l’immagine simpatica dell’uccellino di Twitter a bordo di una gondola con un cappellino tricolore che dice:”cosa c’è di nuovo?”.

Ho deciso,di dedicare  attenzione anche a  Meemi un servizio di microblogging tutto Made in Italy , serve per conoscere gente nuova, discutere con loro di argomenti vari,soprattutto comunicare.

Questo microblogging,è interessato ai contenuti che gli utenti postano,piuttosto che gli aggiornamenti o le connessioni. Guardando  l’homepage è subito lampante l’idea di connessione e di condivisione di contenuti con altri utenti:”un meme è una riconoscibile entità di informazione,relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supportato simbolico di memoria

November 27, 2009

FundCauses

gru_g_pAttualmente sul microblog FundCauses è data visibilità a tutte quelle iniziative, o movimenti, più o meno spontanei di impegno sociale o social fundraising che utilizzano gli strumenti del web 2.0 e del social networking… in tutto il globo!

FundCauses è infatti biligue: inglese ed italiano.  

Al primo step del progetto già on line (www.fundcauses.com) si affiancherà una piattaforma dedicata, e una serie di servizi, specificatamente orientati alle Sponsorizzazioni, al Green Marketing o Marketing Sociale ed al Fundraising per progetti sociali e culturali.

FundCauses infatti risponde differenti esigenze e ambiti della comunicazione sociale mediata dalle nuove tecnologie,come il Social Media Marketing, la Responsabilità Sociale d’Impresa, Donazioni ed Impegno ed attivismo Sociale, verso un obiettivo comune: la solidarietà e responsabilità sociale.

Da un lato c’è il “Pubblico Attivo”, che è critico e si impegna in progetti concreti per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.

D’altra parte uno ci sono le Aziende, che hanno le risorse e un messaggio da comunicare.

FundCauses è nato per far incontrare queste esigenze.

Questa è la presentazione della Piattaforma di Social Sponsorship, pronta per essere testata da Aziende ed Associazioni. Parallelamente Gioiacommunica offrirà tutti i servizi e consulenza specifici dedicati al settore della Responsabilità Sociale d’Impresa e FundRasing,

Contatta il team di FundCauses (info@fundcauses.com ) per sperimentare la piattaforma!

 

Simbolo di FunCauses è un uccellino, come per il Social Network Twitter. Ma non un uccellino qualunque: un origami a forma di gru. Nella tradizione giapponese l’origami a forma di gru è sempre stato il simbolo della gioia di stare insieme, ed un augurio di ogni bene per ammalati e per chi deve affrontare una dura prova.

Si può piegare una gru per se stessi o per gli altri: piegare una gru è un segno di sincero interesse per il destinatario, perché occorre bravura, tempo e dedizione.

Che aspetti? Make something, be active, do social!

Iscriviti alla pagina Facebook: www.facebook.com/fundcauses

Twitter: www.twitter.com/fundcauses

FriendFeed: www.friendfeed.com/fundcauses

FundCauses è un progetto Gioiacommunica.

Collaborano al progetto: Alice Avallone, Andrea Paternostro, Valeria Lerna, Giorgio Rossi, Martina Pagnanini, Paolo Montrasio.

FundCauses on Facebook
July 24, 2009

La Consumer Experience nel Web Sociale

Lunedì 20 Luglio sono stata invitata alla sede milanese dell’UNIPRO ( Associazione Italiana della Imprese Cosmetiche) per parlare delle potenzialità del web per la comunicazione aziendale.

Per me è stata un’occasione molto formativa per confrontarmi con diverse realtà, dalle grandi aziende internazionali ai proprietari di singoli saloni. Ho avuto così l’opportunità di conoscere le loro esigenze, le loro visioni, i loro dubbi e di risponderne.

Dal confronto sono usciti molti spunti interessanti, che cercherò di riportare in questo articolo.

L’incontro all’Unipro è stato organizzato in collaborazione con QPX, azienda che da anni si occupa dell’analisi e studio della Consumer Satisfaction [e che ora, grazie al supporto  di Gioiacommunica, sta progettando un nuovo strumento, sotto forma di questionario on line, per l'analisi della Consumer Experience, utile per le aziende anche per lo studio di campagne di Marketing e Comunicazione mirate]*Aggiornamento in data 27 Agosto 09: Gioiacommunica – e collaboratori – ha deciso di interrompere il progetto a causa di accordi non rispettati da QPX.

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La mia presentazione, effettuata anche grazie al supporto e contributo di Beatrice Finauro, ha lo scopo di mostrare le potenzialità del web, ed in particolare del web sociale, come strumento di Marketing e Comunicazione e soprattutto come luogo dove l’esperienza del consumatore continua e si sperimenta, al di la delle mura del salone.

Questa la presentazione:

Al termine dell’incontro sono stati posti diversi quesiti.

Una problematica evidenziata è quella relativa al rischio di puntare tutta la campagna di comunicazione su web, non coinvolgendo così tutta quella fetta di pubblico che non è su internet.

Come evidenziato dai dati risportati durante la presentazione, il web / web sociale è ormai un fenomeno di massa. Addirittura, abbiamo visto che è in aumento tra gli over 35, sfatando così il mito che internet sia solamente una “cosa da giovani smanettoni”.

Questo fenomeno è dovuto essenzialemnte a due motivi: ad un invecchiamento fisiologico della popolazione, ma soprattutto alla semplicità dello strumento che ha permesso una massiva alfabettizzazione ed accesso anche a coloro che prima si sentivano esclusi.

Gli strumenti di condivisione del web sociale (come ad esempio i tastini “share” che permettono la diffusione dei contenuti nelle diverse piattaforme di social network, ed altri ancora), inoltre, permettono il riprodursi, di fenomeni che già vivono off line, come il passaparola. Questo punto è stato sottolineato in sede di dibattito, anche da Andrea Paternostro, ricercatore e giornalista, collaboratore del Sole-24 Ore, presente durante l’incontro.

Ecco che l’esperienza on line, alimenta ed amplifica l’esperienza of line e viceversa, ed è importante per le aziende adottare una strategia di comunicazione integrata e cross mediale.

Lo stesso caso studio TIGI riportato nella presentazione, con l’organizzazione di eventi on line ed off line in parallelo, ne è un ottimo esempio.

Un’altra problematica sollevata è quella relativa al monitoraggio.

Una caratteristica del web come media, è la sua “tracciabilità”. E’ infatti possibile individuare degli indici (accessi, keyword utilizzate nelle ricerche, visualizzazioni, risposte, feedback ecc) che permettono la misurabilità, l’analisi e la valutazione sia delle attività di Social Media Marketing ed Internet PR ma anche delle campagne di comunicazione effettuate su altri media, visto che spesso gli utenti esprimono i propri feedback on line.

Su web sono a disposizione degli strumenti gratuiti di misurazione delle conversazioni (o BUZZ) che è utilissimo utilizzare in maniera incrociata, anche se attualmente non offrono un’affidabilità scientifica.

Negli ultimi mesi, inoltre, molte aziende hanno confezionato ed introdotto nel mercato prodotti a pagamento per la misurazione del BUZZ, molto utili dal punto di vista quantitativo ma, per i limiti relativi all’analisi semantica, un pò meno dal punto di vista qualitativo.

Dal mio canto, la mia opinione è che le aziende dovrebbero in questo contesto soffermarsi meno sui numeri e sull’esigenza di controllo, e puntare sulla qualità delle relazioni e delle esperienze, che gli strumenti del Social Media Marketing permettono.

Altro quesito sollevato è l’efficacia del Social Media Marketing per le aziende che operano in aree geografiche circoscritte.

Molte sono le comunità web che sono nate, e si sono sviluppate, da comunità locali, per agevolarne la condivisione dei valori e la socializzazione al loro interno.

Lo stesso colosso Facebook, nasce e si sviluppa da e su comunità (ad iniziare dai College americani) preesistenti e fortemente legate al territorio.

Ecco che le aziende, attraverso gli strumenti del Social Media Marketing, hanno la possibilità di comunicare ad un target mirato, anche geograficamente.

In ultimo, una problematica evidenziata è quella dell’accessibilità in termini di budget da parte delle piccole e medie imprese.

Se ci sono dei Social Network, come ad esempio MySpace e Netlog, che, per la creazione di un profilo aziendale, di applicazioni o l’inserimento di materiale virale come i video, prevedono un investimento iniziale sotto forma di publicità display (banner) che si aggira intorno ai 20.000 euro, ci sono altri Social Network, come Twitter, Friendfeed e lo stesso Facebook dove questa barriera iniziale non è imposta.

Facebook, ad esempio, punta molto alle piccole e medie imprese, fornendogli gratuitamente la possibilità di crearsi un proprio spazio, una FanPage, di creare applicazioni o di utilizzare strumento come Facebook Connect, per collegare il proprio sito al Social Network.

In questo caso, i costi per le aziende sono quelli relativi alla strategia, di settaggio ed eventualmente di programmazione, la creativita e, importantissimo, i costi di gestione degli spazi per mantenere vive le relazioni.

In sostanza, dunque, il Social Media Marketing permette una “modellabilità” e “modulabilità” delle strategie di comunicazione, personalizzabili a seconda delle esigenze e disponibilità.

E’ importante poi tenere in considerazione che il web sociale permette di sfruttare la comunicazione spontanea, il passaparola, la creatività dei propri utenti / consumatori, che diventano per le aziende un vero strumento attivo di comunicazione oltre che un importante fattore di innovazione, grazie al valore e l’importanza dei loro feedback on line.

Se avete dei quesiti da pormi, o qualcosa da aggiungere alle mie argomentazioni, sono aperta a qualsiasi vostro spunto o riflessione.