aprile 2, 2012

L’Arte Contemporanea sbarca sul web con Gioiacommunica!

Lo staff di Gioiacommunica é lieto di presentarvi la sua nuova creatura, il sito della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Vincenzo Foresi di Civitanova Marche. Il sito permette a chiunque di essere sempre aggiornato sugli eventi, sui bandi e sulle novità che coinvolgono la Galleria espositiva.

La creazione del sito si fonda sull’utilizzo di una tricromia che riprende i colori utilizzati nel logo della Galleria, ed è basata sulle diverse cromaticità del marrone che notoriamente è un colore che trasmette armonia ed equilibrio e che rende il sito istituzionale ma al contempo giovane ed attuale. Il design minimale ben si sposa con il concetto di arte contemporanea e rende l’interfaccia intuitiva, veloce e fruibile per qualsiasi utente desideri visitare il portale, inoltre l’integrazione con i vari Social Network permette di essere al passo coi tempi ed attuale.

Questo web-site é integrato con i principali e più conosciuti Social Network (Facebook, Twitter e Google+), oltre che con un canale YouTube creato e gestito dallo staff di Gioiacommunica ed un account di Pinterest che offre l’occasione agli utenti di visualizzare le foto degli eventi organizzati. Inoltre Gioiacommunica per l’occasione offre un servizio curato tramite l’applicazione georeferenziata, per iOs e Android, Instagram.

Il sito presenta ha una tag-board dinamica che permette di ricercare i post e le pubblicazioni passate in base agli argomenti principali, un calendario eventi ed un’area apposita suddivisa in base alle mostre, ai premi ed alle biennali, ed infine la possibilità di iscriversi ai bandi indetti dalla stessa Galleria mediante la compilazione di un form online.

Con questo progetto, Gioiacommunica dimostra sempre di più la propria professionalità e capacità di svariare tra diverse realtà (ricordiamo il lancio del sito Puromontepulciano avvenuto ad inizio Marzo) garantendo sempre un prodotto innovativo, di semplice utilizzo, attuale e mai banale. Tutto questo é reso possibile dal team di Gioiacommunica specialista nella realizzazione di siti internet e corporate blog oltre che ad essere specializzato nel Web Marketing, nella comunicazione sui Social Network e nella creazione di applicazioni per Smartphone.

marzo 23, 2012

Alla scoperta di Pinterest! Vantaggi per le aziende.

Nello scorso post vi avevamo illustrato Pinterest e accennandovi le sue funzionalità principali ed i suoi pregi, oggi analizzeremo invece i benefici che può generare alle aziende mediante un uso corretto e meditato. Alcune hanno già cominciato a sfruttare questa occasione, soprattutto parliamo di tutte quelle realtà che pongono il concetto di immagine al centro della loro filosofia e del loro credo, ciò non toglie che un utilizzo creativo dia l’occasione anche ad altri brand provenienti da diversi settori di accrescere la loro verve comunicativa.

Ribadiamo un concetto cardine del Social Media Marketing, non basta solamente essere iscritti ad un Social Network per avere visibilità (naturalmente sarete più visibili rispetto a prima), ma é assolutamente necessario predisporre una strategia comunicativa ben delineata e con obiettivi chiari!

I  principali vantaggi che Pinterest offre sono quantificabili e concreti per quanto concerne:

  • il Brand Experience, mediante la trasmissione di immagini che illustrino i concetti base legati al marchio, l’esperenzialità e il Brand Identity;
  • il Brand Awareness. in quanto possono essere diffuse immagini che trasmettano le diverse sfaccettature del proprio marchio, l’importante é non ridurre il board in una accozzaglia di immagini senza senso, esse devono trasmettere i valori ed il credo dell’azienda;
  • SEO, spiccata visibilità nei motori di ricerca e conseguente colpo di coda virale nella comunicazione;
  • Viralità, limitarsi a “Pinnare” i propri contenuti non fornisce una visibilità adeguata all’interno del Social, é necessario perciò “Re-pinnare” anche i contenuti degli altri utenti sul proprio board per farsi notare meglio, magari prestando attenzione ai contenuti dei “Re-pin” (che siano pertinenti allo stile, ai valori e al credo dell’azienda).

Le ultime stime sostengono che il fenomeno Pinterest é in piena fase di espansione in quanto genera un referral traffic superiore a Google+, YouTube, LinkedIn e Reddit messi assieme, questi dati sono come manna dal cielo per i marketing man che valutano Pinterest il luogo adatto dove promuovere e pubblicizzare i propri prodotti/servizi.

Pinterest accresce la schiera dei Social Network con i quali é possibile reclamizzare le aziende in maniera innovativa e non convenzionale restando al passo con i tempi.

“Oggi devi correre veloce per restare nello stesso posto” P. Kotler

marzo 19, 2012

Social Media Marketing: la situazione italiana

Dopo aver visionato, dati alla mano forniti dal NetworkLab del Politecnico delle Marche, l’approccio ai Social Network delle aziende nel territorio marchigiano, ora vi illustriamo i dati raccolti dall’Osservatorio IULM sui Social Media che evidenzia quanto il potenziale dei nuovi canali di comunicazione virtuale venga sfruttato al minimo ed in malo modo.

Innanzitutto cominciamo col dire che sono state analizzate 720 realtà aziendali nazionali provenienti da 6 diversi settori ed estratte casualmente, esse sono state suddivise per dimensioni (1/3 grandi, 1/3 medie, 1/3 piccole imprese). Nel 2010 le imprese attive nel mondo virtuale iscritte ad almeno un Social Network erano il 32,5%, mentre i dati del 2011 ci mostrano un incremento sino il 49,9%.

Tale percentuale é frutto dell’accesso ai Social Media delle PMI (piccole-medie imprese), con una  crescita registrata pari a 33,2 punti percentuale.

In questo caso Facebook é il Social Network più adoperato con i numeri del 2010 raddoppiati, anche le quotazioni di Twitter, LinkedIn e YouTube sono in salita rispetto alla precedente rilevazione (+ 20%), ma la ricerca di stampo qualitativo e quantitativo della IULM ha confermato l’uso errato che le aziende fanno dei Media 2.0 dimostrando una incapacità sostanziale nel creare una adeguata strategia di Social Media Marketing. Sono stati selezionati degli indici, con valutazione da 0 a 10, per misurare il grado di efficacia ed efficienza comunicativa come:

  • l’orientamento;

  • la gestione e la cura;

  • l’efficacia della presenza 2.0.

Il processo di crescita é sembrato piuttosto modesto, il punteggio é dell’1.16 su 10 rispetto allo 0.79 della scorsa rilevazione. Questo dimostra quanto la strategia comunicativa adottata dalle aziende sia per lo più improvvisata e lasciata al caso senza un obiettivo distinto da raggiungere, la situazione presente nel territorio marchigiano rispecchia a pieno quanto accade nel resto dell’Italia, molte realtà aziendali si affidano alla nuova frontiera della comunicazione ma senza un’idea precisa di profusione del messaggio.

marzo 7, 2012

Social Media Marketing e le aziende marchigiane: la strada per il successo

Essere iscritti ai Social Network senza un’adeguata strategia di comunicazione, non é sinonimo di visibilità e incremento dei ricavi, lo si poteva intuire facilmente sino a poco tempo fa, ma adesso é stato confermato dalla ricerca di NetworkLab, il nuovo laboratorio della facoltà di Economia “G. Fuà” del Politecnico delle Marche.

L’analisi riguarda 100 imprese marchigiane leader nei propri settori di mercato, che rappresentano il 20% dell’occupazione manifatturiera regionale, ed ha evidenziato una situazione parallela a quella presente nel resto dello “stivale”.

I dati sono abbastanza allarmanti: il 60% delle imprese é iscritta ad almeno un Social Network ma lo utilizza in maniera totalmente errata!

La maggioranza é iscritta a LinkedIn (36%), a seguire staccato di un po’ Facebook (27%),  distanziatissimi Twitter (14%) e YouTube (13%), mentre sono pochissime le aziende che utilizzano i corporate blog (7%).

Questi dati ci permettono di capire quanto sia scarsa l’integrazione tra i vari canali social ed  i web-site aziendali, ma ancora più grave, viene sottovalutato il potere mediatico dei Social Network, che permettono di amplificare, se ben utilizzati (e noi sappiamo come!), l’impatto comunicativo di ogni azienda. Alcune B2C sembrano aver capito come sfruttare i Social Media, mentre la totalità delle aziende B2B non sono disposte ad aprirsi ancora alla comunicazione virtuale.

Lo scarso impatto del Social Media Marketing aziendale nel territorio marchigiano  é il prodotto di:

  • un’ assenza di una strategia unitaria web/imprese ben delineata;

  • confusione nell’utilizzo dei Social Network;

  • contenuti postati raramente, poveri di interesse, che non stimolano il lettore;

  • mancanza di fiducia nella comunicazione online.

Che dire in aggiunta? Semplicemente che essere presenti sui Social Network non fornisce la bacchetta magica per la risoluzione di ogni dilemma comunicativo delle aziende, é necessario un lavoro razionale e  assiduo che permetta di raggiungere determinati risultati.

Risultati che naturalmente Gioiacommunica é pronta a realizzare per voi e con voi, dalla creazione e gestione dei profili Social Network allo sviluppo di applicazioni per Facebook, Twitter e smartphone (iOs e Android) fino alle Internet P.R.

marzo 22, 2011

I Phone, You Tube

I-Phone, YouTube

I-Phone& YouTube

luglio 29, 2010

Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società

Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla “Green Revolution” via Twitter”.

Mezzi di comunicazione pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il contesto quotidiano delle nostre vite una rete di contatti facilmente e costantemente attivabili. E’ quanto descritto da Boccia Artieri nel suo saggio SuperNetwork: quando le vite sono connesse (2009).
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la possibilità, secondo quanto detto da Manuel Castells, di generare una autocomunicazione di massa per le masse.

Dunque, l’inversione del processo di produzione di una comunicazione di massa dal one-to-many al many-to-many fa sì che una voce singola, se raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti nuova forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche verso le istituzioni.

Nel mio studio mi sono particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in Iran in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la forza militare e il blocco delle comunicazioni ha trovato comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.

I due candidati favoriti erano Mahamud Ahmadinejad, presidente uscente ultraconservatore, e Mir Hossein Mousavi, riformatore e primo ministro della Repubblica Islamica dall’81 all’89.

Se da un lato Ahmadinejad ha cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi Social Network tra cui Facebook, Twitter, Flickr, You Tube, delicious.

Sebbene gli exit poll dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud Ahmadinejad viene riconfermato presidente.

Sono nati, così, sospetti di brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che mediatiche da parte del governo, il movimento di protesta continua, prende vita e si alimenta sul web.

Foto, video, testimonianze delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti, luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader dell’opposizione Mousavi.

Le informazioni prodotte in loco dai singoli sono state diffuse a livello globale, attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni entrando anche nel sistema dei mainstream media internazionali. Questi, infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha potuto auto-osservarsi, rinforzando la propria identità e di conseguenza la resistenza.

Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice click di condivisione o re-tweet o like.

Una volta raggiunto il globale il movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e propri precipitati di resistenza facendo nascere manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.

In seguito a questi avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.

Siamo forse di fronte alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a rapportarsi?

Leggi quì il Post Originale

febbraio 16, 2010

Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.

Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.

Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica; davanti ad un dato del genere Google non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  Gmail e renderlo più “social”.

Infatti i 176 milioni di utenti Gmail in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta, che si pone proprio al di sotto di quella della Posta in arrivo.

Con Google Buzz è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere Pubblici o Privati, ma l’ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.

Il funzionamento di base include la possibilità di  aggiungere contenuti audio o video e uno dei punti di forza è l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google e non solo: Picasa, YouTube, Google Reader ma anche Twitter e Flickr.

Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  Google Buzz offre infatti un servizio di localizzazione chiamato “Google Buzz per cellulari che  è in grado di integrare le informazioni condivise con la geolocalizzazione, offrendo nuove opportunità di comunicazione in mobilità.  Presto Google Buzz in versione mobile sarà disponibile anche per Smartphone BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile.

Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un sistema Api aperto.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire Google Buzz con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ Buzz API Group”.

Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente Google Buzz e chi invece ne ha evidenziato delle criticità. Il problema principale sentito da molti è quello del rispetto della privacy.

Inizialmente la rete di contatti seguiti (“followed”) era creata in automatico partendo dai destinatari della posta elettronica, fino a espandersi come in Facebook o Twitter per  avere una lista di “follower“.

Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “auto-following”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.

E’ proprio di oggi la notizia che Google, in risposta alle polemiche, ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito.

Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.

febbraio 16, 2009

E lo Spot su YouTube è sempre più di casa.

Il programma Partnership di YouTube, la ricetta del Social Network contro la crisi degli introiti derivanti dall’inserimento dei link sponsorizzati “AdSense” (“solo” 200 milioni di euro nel 2008) sta avendo successo, e gli utenti sembrano ben recepire questa novità. 

Aderendo al programma, gli utenti possono monetizzare i loro contenuti video caricati sul Social Network scegliendo di inserire al loro interno uno spot pubblicitario. Il ricavato generato è quantificato secondo la foruma del PPV – Pay Por View, e cioè in base al numero di visualizzazioni che esso avrà.

Attualmente possono partecipare al programma solamente coloro che vivono negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Giappone, in Australia, in Irlanda, in Germania, in Francia o in Brasile.

La sperimentazione in Usa è partita da più di un anno,  e  successivamente, si è estesa anche agli altri paesi coinvolti, come già trattato nell’articolo “Spot video ed interattivi online“.

Dopo la prima fase di test, i risultati sembrano ottimi, ed i “Video Maker Fai-da-te” del Social Network sono stati in grado di guadagnare fino a 100 mila dollari l’anno come è successo a Michael Buckley consulente musicale del Connecticut, che ha inserito su YouTube dei video con delle sue performances comiche.

Attualmente solo il 3% del materiale video inserito su TouTube aderisce al programma Partner, ma visto il successo il programma verrà allargato a tutto il mercato. (Dati “La Repubblica. Affari & Finanza”, lun. 16 Febbraio p. 24).

I tecnici YouTube intanto stanno studiando diverse possibilità di integrazione del messaggio pubblicitario con i  contentui , al di là del semplice Pre o Post Roll (spot inseriti all’inizio o alla fine del formato) che in ogni caso provoca un’interruzione della fruizione del messaggio da parte dell’utente, in modo che sia il meno invasivo possibile.