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	<title>Gioiacommunica &#187; YouTube</title>
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	<description>Social Marketing.. Blogging.. Bla Bla.. Social Networks.. Internet PR.. web?.0.. Cyber Journalism.. SMO&#38;SEO.. D&#039;oh!.. Twittering.. BUZZ.. .. WHERE NEXT?</description>
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		<title>Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica Giambitto</dc:creator>
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Per  completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove  possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’  nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli  connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla  “Green Revolution” via [...]]]></description>
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<p>Per  completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove  possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’  nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “<strong>Popoli  connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla  “Green Revolution” via Twitter”.</strong></p>
<p>Mezzi di comunicazione  pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il  contesto quotidiano delle nostre vite una <strong>rete di contatti facilmente e costantemente  attivabili</strong>. E’  quanto descritto da <a href="http://mediamondo.wordpress.com/whos-who/" target="_blank">Boccia Artieri </a>nel suo saggio <a href="http://codiceedizioni.it/catalogo/pubblicazioni/network-effect" target="_blank"><em>SuperNetwork:  quando le vite sono connesse</em> (2009)</a>.<br />
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più  accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la  possibilità, secondo quanto detto da <a href="http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=4834" target="_blank">Manuel Castells</a>, di generare una autocomunicazione  di massa per le masse.</p>
<p>Dunque, l’inversione del  processo di produzione di una comunicazione di massa dal <strong>one-to-many</strong> al <strong>many-to-many</strong> fa sì che una voce singola, se  raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti <strong>nuova  forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche  verso le istituzioni</strong>.</p>
<p>Nel mio studio mi sono  particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in <strong>Iran</strong> in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo  oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la<strong> forza militare e il blocco delle comunicazioni</strong> ha trovato  comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria  voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente  presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.</p>
<p>I due candidati favoriti  erano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahmud_Ahmadinejad" target="_blank">Mahamud Ahmadinejad</a>, presidente uscente  ultraconservatore, e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mir-Hosein_Musavi" target="_blank">Mir  Hossein Mousavi</a>, riformatore e primo ministro della Repubblica  Islamica dall’81 all’89.</p>
<p>Se da un lato Ahmadinejad ha  cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo  su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per  la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi  Social Network tra cui <a href="http://www.facebook.com/home.php?#%21/mousavi?ref=ts" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/mousavi1388" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/mousavi1388" target="_blank">Flickr</a>,  <a href="http://www.youtube.com/mousavi1388" target="_blank">You Tube</a>,  <a href="http://delicious.com/mousavi1388" target="_blank">delicious</a>.</p>
<p>Sebbene gli <a href="http://www.panarmenian.net/eng/world/news/32830/" target="_blank">exit  poll</a> dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud  Ahmadinejad viene riconfermato presidente.</p>
<p>Sono nati, così, sospetti di  brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che  mediatiche da parte del governo, <strong>il movimento di protesta  continua, prende vita e si alimenta sul web</strong>.</p>
<p>Foto, video, testimonianze  delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state  pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i  posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come  difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti,  luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader  dell’opposizione Mousavi.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2578/3773603092_024955da40.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Le informazioni prodotte in  loco dai singoli sono state diffuse a livello globale</strong>,  attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni <strong>entrando anche  nel sistema dei mainstream media</strong> internazionali. Questi,  infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni  presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti  restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti  esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha  potuto <strong>auto-osservarsi</strong>, rinforzando la propria identità  e di conseguenza la resistenza.</p>
<p>Facebook, Twitter, YouTube,  Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse  diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice  click di condivisione o re-tweet o like.</p>
<p><a href="http://lareika.files.wordpress.com/2010/07/iranprotestschedule.jpg"><img title="iranprotestschedule" src="http://lareika.files.wordpress.com/2010/07/iranprotestschedule.jpg?w=300&amp;h=215" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Una volta raggiunto il globale il  movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e  propri <strong>precipitati di resistenza</strong> facendo nascere  manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.</p>
<p>In seguito a questi  avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia  politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come  comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine  internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra  quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.</p>
<p><strong>Siamo forse di fronte  alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i  contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e  globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le  istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a  rapportarsi?</strong></p>
<p><a href="http://lareika.wordpress.com/2010/07/20/interferenza-tra-web-sociale-e-societa/" target="_blank">Leggi quì il Post Originale</a></p>
</div>

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		<title>Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Principi</dc:creator>
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Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network.
Già nel 2008 una ricerca Nielsen, aveva evidenziato che il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:right;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.gioiacommunica.com/it/2010/02/da-pochi-giorni-google-diventa-social-con-buzz-e-gia-fa-un-passettino-indietro/"></a></div>
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<p><strong>Gmail</strong> apre le porte alla<strong> condivisione in tempo reale </strong>ideando <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank"><strong>Google Buzz</strong></a>,un servizio di <strong>microblogging </strong>che è stato associato a <strong><a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a> </strong>e <a href="http://www.friendfeed.com" target="_blank"><strong>FriendFeed</strong></a>. La <strong>posta elettronica</strong> di <strong>Google</strong> si sta così evolvendo assumendo le<strong> caratteristiche di un Social Network</strong>.</p>
<p>Già nel<strong> 2008 </strong>una ricerca <strong><a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml">Nielsen</a></strong>, aveva evidenziato che <strong>il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica;</strong> davanti ad un dato del genere <strong>Google</strong> non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  <span style="text-decoration: underline;">Gmail </span>e <strong>renderlo più “social”</strong>.</p>
<p>Infatti i <strong><a href="http://news.yahoo.com/s/ap/20100209/ap_on_hi_te/us_tec_google_gets_social">176 milioni di utenti Gmail</a> </strong>in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta<strong>,</strong> che si pone proprio al di sotto di quella della <em>Posta in arrivo</em>.</p>
<p>Con <strong>Google Buzz </strong>è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere <strong><em>Pubblici</em></strong> o <strong><em>Privati</em></strong>, ma l&#8217;ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.</p>
<p>Il funzionamento di base include la <strong>possibilità di  aggiungere contenuti audio o video</strong> e uno dei punti di forza è <strong>l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google </strong>e non solo:<span style="text-decoration: underline;"> </span><strong>Picasa, YouTube, Google Reader ma </strong><strong>anche Twitter e Flickr.</strong></p>
<p>Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  <strong>Google Buzz</strong> offre infatti un servizio di localizzazione chiamato <strong><a href="http://www.google.com/intl/it/mobile/buzz/" target="_blank">&#8220;Google Buzz per cellulari</a>&#8220;</strong> che  è in grado di <strong>integrare </strong>le informazioni condivise con la <strong>geolocalizzazione</strong>, offrendo nuove opportunità di comunicazione in <strong>mobilità</strong>.  Presto <strong>Google Buzz</strong> in versione <strong>mobile</strong> sarà disponibile anche per <strong>Smartphone</strong> <strong>BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile</strong><strong>.</strong></p>
<p>Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un <strong>sistema Api aperto</strong>.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire <strong>Google Buzz</strong> con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ <a href="http://groups.google.com/group/google-buzz-api">Buzz API Group</a>”.</p>
<p>Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente <strong>Google Buzz</strong> e chi invece ne ha evidenziato delle <strong>criticità</strong>. Il problema principale sentito da molti è quello del <strong>rispetto della privacy</strong>.</p>
<p>Inizialmente la <strong>rete di contatti seguiti</strong> (&#8220;followed&#8221;) era <strong>creata in automatico </strong>partendo dai <strong>destinatari della posta elettronica</strong>, fino a <strong>espandersi</strong> come in Facebook o Twitter per  avere una lista di &#8220;<strong>follower</strong>&#8220;.</p>
<p>Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “<strong>auto-following</strong>”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.</p>
<p><strong>E’ proprio <a href="http://techcrunch.com/2010/02/13/google-buzz-privacy-update/">di oggi la notizia</a> </strong>che <strong>Google</strong>, in risposta alle polemiche, <strong>ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito</strong>.</p>
<p>Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.</p>

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		<title>E lo Spot su YouTube è sempre più di casa.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 12:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Feliziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
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Il programma Partnership di YouTube, la ricetta del Social Network contro la crisi degli introiti derivanti dall&#8217;inserimento dei link sponsorizzati &#8220;AdSense&#8221; (“solo” 200 milioni di euro nel 2008) sta avendo successo, e gli utenti sembrano ben recepire questa novità. 
Aderendo al programma, gli utenti possono monetizzare i loro contenuti video caricati sul Social Network scegliendo di inserire al loro [...]]]></description>
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<p>Il programma <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=72851&amp;cbid=1alu8wsqe3er4&amp;src=cb&amp;lev=answer" target="_blank">Partnership di YouTube</a>, la ricetta del Social Network contro la crisi degli introiti derivanti dall&#8217;inserimento dei link sponsorizzati &#8220;AdSense&#8221; (“solo” 200 milioni di euro nel 2008) sta avendo successo, e gli utenti sembrano ben recepire questa novità. </p>
<p>Aderendo al programma, gli utenti possono monetizzare i loro contenuti video caricati sul Social Network scegliendo di inserire al loro interno uno spot pubblicitario. Il ricavato generato è quantificato secondo la foruma del PPV &#8211; Pay Por View, e cioè in base al numero di visualizzazioni che esso avrà.</p>
<p>Attualmente possono partecipare al programma solamente coloro che vivono negli <strong>Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Giappone, in Australia, in Irlanda, in Germania, in Francia o in Brasile</strong>.</p>
<p>La sperimentazione in Usa è partita da più di un anno,  e  successivamente, si è estesa anche agli altri paesi coinvolti, come già trattato nell&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.dmgroup.it/news/spot-video-ed-interattivi-online/" target="_blank">Spot video ed interattivi online</a>&#8220;.</p>
<p>Dopo la prima fase di test, i risultati sembrano ottimi, ed i &#8220;Video Maker Fai-da-te&#8221; del Social Network sono stati in grado di guadagnare fino a 100 mila dollari l&#8217;anno come è successo a Michael Buckley consulente musicale del Connecticut, che ha inserito su YouTube dei video con delle sue performances comiche.</p>
<p>Attualmente <strong>solo il 3% del materiale video inserito su TouTube aderisce al programma Partner</strong>, ma visto il successo il programma verrà allargato a tutto il mercato. (Dati &#8220;La Repubblica. Affari &amp; Finanza&#8221;, lun. 16 Febbraio p. 24).</p>
<p>I tecnici YouTube intanto stanno studiando diverse possibilità di integrazione del messaggio pubblicitario con i  contentui , al di là del semplice Pre o Post Roll (spot inseriti all&#8217;inizio o alla fine del formato) che in ogni caso provoca un&#8217;interruzione della fruizione del messaggio da parte dell&#8217;utente, in modo che sia il meno invasivo possibile.</p>

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