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	<title>Gioiacommunica &#187; YouTube</title>
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	<description>Network Company che offre servizi di Innovation Marketing &#38; Communication</description>
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		<title>I Phone, You Tube</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 12:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Feliziani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tecnologia più sofisticata, deriva da esigenze semplici e concrete. I Phone e You Tube... più semplice di così? <a href="http://www.gioiacommunica.com/it/2011/03/i-phone-you-tube/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<div id="attachment_763" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.gioiacommunica.com/it/wp-content/uploads/2011/03/splendida.jpg"><img class="size-full wp-image-763 " title="splendida" src="http://www.gioiacommunica.com/it/wp-content/uploads/2011/03/splendida.jpg" alt="I-Phone, YouTube" width="400" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">I-Phone&amp; YouTube</p></div>
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		<title>Iran, Green Revolution e Twitter:studio sulle interferenze tra il Web Sociale e la Società</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica Giambitto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Per completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’ nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “Popoli connessi e &#8230; <a href="http://www.gioiacommunica.com/it/2010/07/iran-green-revolution-e-twitterstudio-sulle-interferenze-tra-il-web-sociale-e-la-societa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<p>Per  completare il mio percorso di studi ho scelto di analizzare le nuove  possibilità offerte alla società dai social media e social network. E’  nato così il lavoro che è diventato la mia tesi di laurea “<strong>Popoli  connessi e governi off-line. La reazione del governo iraniano alla  “Green Revolution” via Twitter”.</strong></p>
<p>Mezzi di comunicazione  pervasivi e a portata di mano dei singoli individui hanno reso il  contesto quotidiano delle nostre vite una <strong>rete di contatti facilmente e costantemente  attivabili</strong>. E’  quanto descritto da <a href="http://mediamondo.wordpress.com/whos-who/" target="_blank">Boccia Artieri </a>nel suo saggio <a href="http://codiceedizioni.it/catalogo/pubblicazioni/network-effect" target="_blank"><em>SuperNetwork:  quando le vite sono connesse</em> (2009)</a>.<br />
Allo stesso modo, mezzi di produzione di informazioni sono sempre più  accessibili. Il contesto relazionale in cui siamo calati dà la  possibilità, secondo quanto detto da <a href="http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=4834" target="_blank">Manuel Castells</a>, di generare una autocomunicazione  di massa per le masse.</p>
<p>Dunque, l’inversione del  processo di produzione di una comunicazione di massa dal <strong>one-to-many</strong> al <strong>many-to-many</strong> fa sì che una voce singola, se  raccolta e condivisa attraverso social media e social network, acquisti <strong>nuova  forza con la quale può cercare di far valere i propri diritti anche  verso le istituzioni</strong>.</p>
<p>Nel mio studio mi sono  particolarmente concentrata su ciò che è avvenuto in <strong>Iran</strong> in occasione delle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Un popolo  oppresso e tenuto sotto scacco dal suo governo attraverso la<strong> forza militare e il blocco delle comunicazioni</strong> ha trovato  comunque il modo, attraverso i Social Network, di far sentire la propria  voce e di chiedere sostegno a quell’”Altro Generalizzato” costantemente  presente: il “pubblico attivo” nei Social Media.</p>
<p>I due candidati favoriti  erano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahmud_Ahmadinejad" target="_blank">Mahamud Ahmadinejad</a>, presidente uscente  ultraconservatore, e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mir-Hosein_Musavi" target="_blank">Mir  Hossein Mousavi</a>, riformatore e primo ministro della Repubblica  Islamica dall’81 all’89.</p>
<p>Se da un lato Ahmadinejad ha  cercato in tutti i modi di inasprire i già forti controlli del governo  su siti web e blog, dall’altro Mousavi ne ha fatto un punto di forza per  la sua campagna elettorale, che ha svolto in gran parte su diversi  Social Network tra cui <a href="http://www.facebook.com/home.php?#%21/mousavi?ref=ts" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/mousavi1388" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/mousavi1388" target="_blank">Flickr</a>,  <a href="http://www.youtube.com/mousavi1388" target="_blank">You Tube</a>,  <a href="http://delicious.com/mousavi1388" target="_blank">delicious</a>.</p>
<p>Sebbene gli <a href="http://www.panarmenian.net/eng/world/news/32830/" target="_blank">exit  poll</a> dessero vincitore il riformatore Mir Hossein Mousavi, Mahamud  Ahmadinejad viene riconfermato presidente.</p>
<p>Sono nati, così, sospetti di  brogli elettorali e nonostante le violente repressioni sia fisiche che  mediatiche da parte del governo, <strong>il movimento di protesta  continua, prende vita e si alimenta sul web</strong>.</p>
<p>Foto, video, testimonianze  delle violenze compiute dalla polizia sui manifestanti sono state  pubblicate sul web insieme a vari tipi di istruzioni: come evitare i  posti di blocco dei pasdaran, come riconoscere le trappole, come  difendersi dai gas lacrimogeni, prime istruzioni di soccorso a feriti,  luoghi e date delle manifestazioni e comunicati ufficiali dal leader  dell’opposizione Mousavi.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2578/3773603092_024955da40.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Le informazioni prodotte in  loco dai singoli sono state diffuse a livello globale</strong>,  attraverso link, condivisioni e ri-pubblicazioni <strong>entrando anche  nel sistema dei mainstream media</strong> internazionali. Questi,  infatti, si sono trovati costretti ad attingere alle informazioni  presenti in rete e prodotte dai manifestanti per via delle forti  restrizioni e minacce attuate dal governo iraniano verso i giornalisti  esteri. Entrando nel sistema dei media il movimento è così cresciuto, ha  potuto <strong>auto-osservarsi</strong>, rinforzando la propria identità  e di conseguenza la resistenza.</p>
<p>Facebook, Twitter, YouTube,  Flickr e Blog hanno permesso che la protesta si virtualizzasse  diventando globale perché per partecipare era sufficiente un semplice  click di condivisione o re-tweet o like.</p>
<p><a href="http://lareika.files.wordpress.com/2010/07/iranprotestschedule.jpg"><img title="iranprotestschedule" src="http://lareika.files.wordpress.com/2010/07/iranprotestschedule.jpg?w=300&amp;h=215" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Una volta raggiunto il globale il  movimento di resistenza è tornato ad essere “locale” generando dei veri e  propri <strong>precipitati di resistenza</strong> facendo nascere  manifestazioni di potesta solidale in paesi molto lontani dal”Iran.</p>
<p>In seguito a questi  avvenimenti il governo iraniano ha messo in atto delle strategie sia  politiche interne sia comunicative, che possono essere riconosciute come  comportamenti volti a placare la protesta, a migliorare l’immagine  internazionale dell’Iran, più cupa che mai, e a non perdere consensi tra  quelle persone non direttamente coinvolte nella protesta.</p>
<p><strong>Siamo forse di fronte  alla conferma che attraverso i Social Network si stiano delineando i  contorni di un nuovo soggetto sociale e politico, effimero, locale e  globale, fatto di singoli interconnessi; con il quale, se attivato, le  istituzioni sono costrette ad interagire e con il quale devono imparare a  rapportarsi?</strong></p>
<p><a href="http://lareika.wordpress.com/2010/07/20/interferenza-tra-web-sociale-e-societa/" target="_blank">Leggi quì il Post Originale</a></p>
</div>
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		<title>Da pochi giorni Google diventa Social con Buzz.. e già fa un passettino indietro.</title>
		<link>http://www.gioiacommunica.com/it/2010/02/da-pochi-giorni-google-diventa-social-con-buzz-e-gia-fa-un-passettino-indietro/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Principi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Gmail apre le porte alla condivisione in tempo reale ideando Google Buzz,un servizio di microblogging che è stato associato a Twitter e FriendFeed. La posta elettronica di Google si sta così evolvendo assumendo le caratteristiche di un Social Network. &#8230; <a href="http://www.gioiacommunica.com/it/2010/02/da-pochi-giorni-google-diventa-social-con-buzz-e-gia-fa-un-passettino-indietro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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				</div>
<p><strong>Gmail</strong> apre le porte alla<strong> condivisione in tempo reale </strong>ideando <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank"><strong>Google Buzz</strong></a>,un servizio di <strong>microblogging </strong>che è stato associato a <strong><a href="http://www.twitter.com" target="_blank">Twitter</a> </strong>e <a href="http://www.friendfeed.com" target="_blank"><strong>FriendFeed</strong></a>. La <strong>posta elettronica</strong> di <strong>Google</strong> si sta così evolvendo assumendo le<strong> caratteristiche di un Social Network</strong>.</p>
<p>Già nel<strong> 2008 </strong>una ricerca <strong><a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml">Nielsen</a></strong>, aveva evidenziato che <strong>il numero utenti degli utenti frequentatori dei Social Network aveva ormai superato quello delle persone che fanno uso della posta elettronica;</strong> davanti ad un dato del genere <strong>Google</strong> non poteva far altro che prenderne atto e rivoluzionare  <span style="text-decoration: underline;">Gmail </span>e <strong>renderlo più “social”</strong>.</p>
<p>Infatti i <strong><a href="http://news.yahoo.com/s/ap/20100209/ap_on_hi_te/us_tec_google_gets_social">176 milioni di utenti Gmail</a> </strong>in questi giorni,stanno ricevendo il nuovo servizio che a prima vista si presenta con una nuova etichetta<strong>,</strong> che si pone proprio al di sotto di quella della <em>Posta in arrivo</em>.</p>
<p>Con <strong>Google Buzz </strong>è possibile scrivere dei post in tempo reale  che possono essere <strong><em>Pubblici</em></strong> o <strong><em>Privati</em></strong>, ma l&#8217;ordinamento di quest’ultimi non è cronologico.</p>
<p>Il funzionamento di base include la <strong>possibilità di  aggiungere contenuti audio o video</strong> e uno dei punti di forza è <strong>l’integrazione di Buzz con i tutti servizi di Google </strong>e non solo:<span style="text-decoration: underline;"> </span><strong>Picasa, YouTube, Google Reader ma </strong><strong>anche Twitter e Flickr.</strong></p>
<p>Le peculiarità del nuovo servizio di Google non si fermano solo a quanto detto:  <strong>Google Buzz</strong> offre infatti un servizio di localizzazione chiamato <strong><a href="http://www.google.com/intl/it/mobile/buzz/" target="_blank">&#8220;Google Buzz per cellulari</a>&#8220;</strong> che  è in grado di <strong>integrare </strong>le informazioni condivise con la <strong>geolocalizzazione</strong>, offrendo nuove opportunità di comunicazione in <strong>mobilità</strong>.  Presto <strong>Google Buzz</strong> in versione <strong>mobile</strong> sarà disponibile anche per <strong>Smartphone</strong> <strong>BlackBerry, Nokia S60 e dispositivi dotati di Windows Mobile</strong><strong>.</strong></p>
<p>Il servizio si arricchirà poi di sempre nuove funzionalità, infatti anche esso si basa su un <strong>sistema Api aperto</strong>.  Per gli sviluppatori interessati ad arricchire <strong>Google Buzz</strong> con nuove idee e funzionalità, è già possibile prendere parte al “ <a href="http://groups.google.com/group/google-buzz-api">Buzz API Group</a>”.</p>
<p>Come ogni novità,cè chi ha accolto entusiasticamente <strong>Google Buzz</strong> e chi invece ne ha evidenziato delle <strong>criticità</strong>. Il problema principale sentito da molti è quello del <strong>rispetto della privacy</strong>.</p>
<p>Inizialmente la <strong>rete di contatti seguiti</strong> (&#8220;followed&#8221;) era <strong>creata in automatico </strong>partendo dai <strong>destinatari della posta elettronica</strong>, fino a <strong>espandersi</strong> come in Facebook o Twitter per  avere una lista di &#8220;<strong>follower</strong>&#8220;.</p>
<p>Quando giorni fa il servizio è stato lanciato, infatti, era attiva la funzione di “<strong>auto-following</strong>”, che rendeva accessibili i commenti inseriti su Buzz dagli utenti, a tutti i destinatari degli indirizzi della propria rubrica Gmail.</p>
<p><strong>E’ proprio <a href="http://techcrunch.com/2010/02/13/google-buzz-privacy-update/">di oggi la notizia</a> </strong>che <strong>Google</strong>, in risposta alle polemiche, <strong>ha sostituito l’”auto-following” con un semplice, e più rispettoso, sistema in base al quale il “follow” viene semplicemente suggerito</strong>.</p>
<p>Tale novità permetterà quindi agli utenti un maggiore controllo sull’accessibilità ai propri contenuti.</p>
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		<title>E lo Spot su YouTube è sempre più di casa.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 12:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Feliziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweet Il programma Partnership di YouTube, la ricetta del Social Network contro la crisi degli introiti derivanti dall&#8217;inserimento dei link sponsorizzati &#8220;AdSense&#8221; (“solo” 200 milioni di euro nel 2008) sta avendo successo, e gli utenti sembrano ben recepire questa novità.  Aderendo &#8230; <a href="http://www.gioiacommunica.com/it/2009/02/e-lo-spot-su-youtube-e-sempre-piu-di-casa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="fb_share"><fb:like href="http://www.gioiacommunica.com/it/2009/02/e-lo-spot-su-youtube-e-sempre-piu-di-casa/" layout="button_count"></fb:like></span><div class="wp_twitter_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				</div>
<p>Il programma <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?answer=72851&amp;cbid=1alu8wsqe3er4&amp;src=cb&amp;lev=answer" target="_blank">Partnership di YouTube</a>, la ricetta del Social Network contro la crisi degli introiti derivanti dall&#8217;inserimento dei link sponsorizzati &#8220;AdSense&#8221; (“solo” 200 milioni di euro nel 2008) sta avendo successo, e gli utenti sembrano ben recepire questa novità. </p>
<p>Aderendo al programma, gli utenti possono monetizzare i loro contenuti video caricati sul Social Network scegliendo di inserire al loro interno uno spot pubblicitario. Il ricavato generato è quantificato secondo la foruma del PPV &#8211; Pay Por View, e cioè in base al numero di visualizzazioni che esso avrà.</p>
<p>Attualmente possono partecipare al programma solamente coloro che vivono negli <strong>Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Giappone, in Australia, in Irlanda, in Germania, in Francia o in Brasile</strong>.</p>
<p>La sperimentazione in Usa è partita da più di un anno,  e  successivamente, si è estesa anche agli altri paesi coinvolti, come già trattato nell&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.dmgroup.it/news/spot-video-ed-interattivi-online/" target="_blank">Spot video ed interattivi online</a>&#8220;.</p>
<p>Dopo la prima fase di test, i risultati sembrano ottimi, ed i &#8220;Video Maker Fai-da-te&#8221; del Social Network sono stati in grado di guadagnare fino a 100 mila dollari l&#8217;anno come è successo a Michael Buckley consulente musicale del Connecticut, che ha inserito su YouTube dei video con delle sue performances comiche.</p>
<p>Attualmente <strong>solo il 3% del materiale video inserito su TouTube aderisce al programma Partner</strong>, ma visto il successo il programma verrà allargato a tutto il mercato. (Dati &#8220;La Repubblica. Affari &amp; Finanza&#8221;, lun. 16 Febbraio p. 24).</p>
<p>I tecnici YouTube intanto stanno studiando diverse possibilità di integrazione del messaggio pubblicitario con i  contentui , al di là del semplice Pre o Post Roll (spot inseriti all&#8217;inizio o alla fine del formato) che in ogni caso provoca un&#8217;interruzione della fruizione del messaggio da parte dell&#8217;utente, in modo che sia il meno invasivo possibile.</p>
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