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“Davvero conosci…”: quante volte, incontrando una nuova persona, ci è capitato di scoprire con questo almeno un amico in comune? Sicuramente tante, e non è colpa del caso: l’idea di villaggio globale iniziava a farsi strada già negli anni 20. Infatti, in quegli anni, lo scrittore ungherese Frigyes Karinthy espresse la sua teoria secondo la quale due persone a caso sono separate da non più di sei connessioni intermedie: di qui la celebre teoria dei “6 gradi di separazione”, confermata trent’anni dopo dagli esperimenti dello psicologo Stanley Milgram, che ha testato praticamente, su una base di quasi 300 utenti, le ridotte dimensioni del mondo in cui viviamo.
Avevano ragione? Oggi che i Social Network consentono di mappare con esattezza le connessioni tra gli individui (basti pensare a Facebook, che segnala naturalmente gli “amici in comune” fra gli utenti) l’esperimento prende nuovo vigore.
Infatti Facebook ha condotto, insieme ai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, uno studio analogo a quello di Milgram, ma utilizzando un campione ineguagliato finora per dimensioni: sono stati analizzati i 69 miliardi di amicizie che intercorrono fra i 721 milioni di utenti iscritti a Facebook, pari a più del 10% della popolazione mondiale.
Con Facebook, dunque, lo studio è stato condotto su basi globali, giungendo alla conclusione che tra due individui ci sono, in media, soltanto 5 interconnessioni; gradi che scendono ulteriormente a 3 se facciamo riferimento a coppie di individui appartenenti alla stessa nazione. Insomma, è molto probabile che Gianni conosca un amico di un amico di Michele, anche se il primo abita a Catania, il secondo a Torino e non si sono mai incontrati!

Gioia Feliziani

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