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Dopo aver visionato, dati alla mano forniti dal NetworkLab del Politecnico delle Marche, l’approccio ai Social Network delle aziende nel territorio marchigiano, ora vi illustriamo i dati raccolti dall’Osservatorio IULM sui Social Media che evidenzia quanto il potenziale dei nuovi canali di comunicazione virtuale venga sfruttato al minimo ed in malo modo.

Innanzitutto cominciamo col dire che sono state analizzate 720 realtà aziendali nazionali provenienti da 6 diversi settori ed estratte casualmente, esse sono state suddivise per dimensioni (1/3 grandi, 1/3 medie, 1/3 piccole imprese). Nel 2010 le imprese attive nel mondo virtuale iscritte ad almeno un Social Network erano il 32,5%, mentre i dati del 2011 ci mostrano un incremento sino il 49,9%.

Tale percentuale é frutto dell’accesso ai Social Media delle PMI (piccole-medie imprese), con una  crescita registrata pari a 33,2 punti percentuale.

In questo caso Facebook é il Social Network più adoperato con i numeri del 2010 raddoppiati, anche le quotazioni di Twitter, LinkedIn e YouTube sono in salita rispetto alla precedente rilevazione (+ 20%), ma la ricerca di stampo qualitativo e quantitativo della IULM ha confermato l’uso errato che le aziende fanno dei Media 2.0 dimostrando una incapacità sostanziale nel creare una adeguata strategia di Social Media Marketing. Sono stati selezionati degli indici, con valutazione da 0 a 10, per misurare il grado di efficacia ed efficienza comunicativa come:

  • l’orientamento;

  • la gestione e la cura;

  • l’efficacia della presenza 2.0.

Il processo di crescita é sembrato piuttosto modesto, il punteggio é dell’1.16 su 10 rispetto allo 0.79 della scorsa rilevazione. Questo dimostra quanto la strategia comunicativa adottata dalle aziende sia per lo più improvvisata e lasciata al caso senza un obiettivo distinto da raggiungere, la situazione presente nel territorio marchigiano rispecchia a pieno quanto accade nel resto dell’Italia, molte realtà aziendali si affidano alla nuova frontiera della comunicazione ma senza un’idea precisa di profusione del messaggio.

Gioia Feliziani

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